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Ancora colpi nelle scuole del Monregalese, l’ultimo a Morozzo

Un aiuto dalla Solidarmarc: il ricavato servirà

per ricomprare il materiale scolastico

 

MONDOVI’ – Non solo gli appartamenti svaligiati e le case svuotate, ora l’obiettivo sono le scuole. I ladri, negli ultimi mesi, hanno preso di mira uffici, aule e corridoi degli istituti nei piccoli paesi. Dopo i colpi a Vicoforte (due volte, alle Elementari), Villanova Mondovì (Branzola), San Michele, Magliano Alpi e altri ancora, nei giorni scorsi è toccato a Morozzo, alle scuole medie. In modo sistematico, ogni settimana riportiamo su queste colonne notizie di cronaca che raccontano di effrazioni, furti di materiale scolastico e di istituti che devono far fronte alle spese per riparare porte e finestre, ma soprattutto per ricomprare computer, televisori, macchine fotografiche  e altre cose utili al lavoro con gli studenti. “Provincia granda” ha deciso di aiutare gli istituti presi di mira dai ladri. Lo può fare con l’aiuto dei suoi lettori, per mezzo di una delle armi più efficaci della storia di questo giornale, la “Solidarmarc”. La nota marcia che ha, da sempre, uno scopo solidale, si svolgerà, quest’anno, domenica 11 maggio, al Parco Europa, nel quartiere Altipiano. Il ricavato dalle iscrizioni alla marcia non competitiva sarà interamente devoluto a favore delle scuole “colpite” dai furti. Cercherà di metterle in condizione di ricomprare il materiale sottratto dai ladri.

A Morozzo i malviventi si sono introdotti nell’edificio entrando dalla palestrina. Saliti al piano superiore, sono entrati nei locali della segreteria dove, forzando tutti i cassetti, hanno trovato le chiavi della cassaforte. Sono stati sottratti un computer portatile, una telecamera e una macchina fotografica. L’armadio blindato, poi, è stato richiuso dai malviventi, e si è reso necessario l’intervento con la fiamma ossidrica per far “saltare” la serratura. Il vice-sindaco Bongiovanni è immediatamente intervenuto, insieme ai carabinieri della stazione di Morozzo. Il fatto, come gli altri, sono stati denunciati alle assicurazioni, anche se tempi e modalità per riottenere il maltolto si dilatano.

 

Segni di bivacchi notturni alla vecchia stazione di Bastia

BASTIA MONDOVÌ - La zona della vecchia stazione di Bastia è da tempo “terra di nessuno”. Gli atti vandalici continuano, e ora ci sono anche segni inequivocabili di bivacchi notturni.

Nella casetta a fianco dell’edificio principale, dove i ferrovieri si fermavano a riposare (quando la linea Bra-Ceva era ancora in funzione), oggi regna il degrado. Un materasso doppio appoggiato alla parete, bottiglie di vino, un tavolino messo su con assi di legno e mattoni, persino una tenda inventata con un telo verde per non farsi vedere da chi passa lungo la stradina. Gli improvvisati ospiti hanno davvero pensato a tutto.

Poco più in là la vecchia stazione giace abbandonata ormai dal 2009. Dopo la chiusura della linea ferroviaria (in seguito all’alluvione del ‘94), si trasformò in un luogo d’intrattenimento. Ci fu il “periodo d’oro” del “Four X”: locale sempre molto frequentato che proponeva spettacoli e concerti, punto d’incontro per tante giovani band del Monregalese. Infine, la gestione passò all’associazione di motociclisti “Red Ants”, che continuò anche ad organizzare eventi. Fino, appunto, al 2009. Da allora in poi, una catastrofe. E dal nostro ultimo articolo (con annesso sopralluogo) di poco più di un anno fa, la situazione è ancora peggiorata. Murare tutte le porte e le finestre, la soluzione pensata dalle Ferrovie per combattere i vandali ed evitare che l’edificio diventasse rifugio di disperati, è servito a poco. Anche perché l’unica porta a vetro rimasta è stata completamente distrutta, e dentro può entrare chiunque. Al piano terra, dove un tempo c’erano il bancone e il palco, cumuli di macerie. Sul pavimento bottiglie in pezzi e persino due gomme d’auto. Al piano superiore, poi, i segni di vandalismo non si contano. Sfasciate le porte, le finestre, persino il wc. Sul retro della stazione, dove un tempo correvano i binari, sono state portate via tutte le griglie che servivano per dare areazione alle cantine.

Le Ferrovie, già un anno fa, ricordavano che “le stazioni dismesse possono essere concesse in comodato d’uso gratuito ad associazioni senza scopo di lucro, ma nel caso di Bastia non c’è più stata richiesta da parte di nessuno di utilizzarla”. Del resto, per poter far rinascere quei locali, servirebbero tanti, tanti, soldi. E quale associazione senza scopo di lucro potrebbe investirli?

Anche i Comuni, oggi giorno, non hanno le risorse per poter rimettere in sesto una struttura di così grandi dimensioni. E così la vecchia stazione di Bastia resta una questione irrisolta. In balia dei vandali.

Marco Giraudo

 

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