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I tempi di chiusura del tribunale di Mondovì Piazza

si allungano: novembre 2015

MONDOVÌ - “E’ morto il Tribunale, lunga (o media) vita al Tribunale”. Potrebbe essere il sunto dell’attuale situazione sul trasferimento definitivo degli uffici giudiziari di Mondovì, (assieme a quello di Saluzzo) in un’unica sede, nel capoluogo di provincia. Si allungano, infatti, i tempi di dismissione della “vecchia” sede di Piazza che potrebbero arrivare addirittura al prossimo 1º novembre del 2015. Il motivo lo spiega il presidente del tribunale di Cuneo, Paolo Perlo. «Si tratta di una data ipotizzabile - spiega - perché è impossibile utilizzare, come sede transitoria, il Palazzo degli Uffici Finanziari di Cuneo, per i costi elevati sia di sistemazione degli uffici, sia di affitto. Di conseguenza, essendo previsto a fine giugno lo sfratto degli inquilini che ora occupano l’edificio della Scuola Lattes, il Comune ha deciso di compiere gli interventi entro 1 anno e 4 mesi, rendendo agibile la struttura alle nostre necessità per novembre del prossimo anno».

A ridisegnare la geografia giudiziaria del maxi-tribunale di Cuneo è stato lo stesso Comune del capoluogo provinciale che ha previsto (come già si era ipotizzato) la collocazione di tutti gli uffici in due sedi: nel tribunale di piazza Galimberti per la sezione penale e nella Scuola Lattes per quella civile. Impegnandosi anche di eseguire i lavori di adattamento della Lattes nel più breve tempo possibile: 16 mesi dalla sua disponibilità, quindi entro novembre 2015.

«Complessivamente - aggiunge il presidente Perlo - il Tribunale di Cuneo avrà 27 magistrati, 91 impiegati, mentre la Procura 12 magistrati e 50 impiegati amministrativi. Oggi i giudici sono 21, ma prima della fine dell’anno potrebbero diminuire per pensionamenti e trasferimenti».

IL FUTURO DEI GIUDICI DI PACE:

IN TRIBUNALE CON LA GUARDIA DI FINANZA?

Venerdì la questione dell’accorpamento degli uffici dei giudici di pace di Cuneo, Mondovì e Saluzzo sarà trattata in un incontro già convocato dal presidente del Tribunale di Cuneo, Paolo Perlo, nel capoluogo provinciale. Mondovì è interessata per le sedi periferiche di Carrù, Ceva e Dogliani. La legge, infatti, aveva dato tempo sino al 29 aprile ai sindaci per rispondere se fossero o meno disponibili - per mantenerle - ad accollarsi le spese, mettendo anche a disposizione personale del Comune. Le risposte, almeno per le sedi facenti capo a Mondovì, sono state tutte di non disponibilità. Da qui il problema di cosa accadrà, sempre che la data già fissata e fatta slittare (2014), non sarà nuovamente spostata.

Ancora il presidente Perlo: «Il problema non è di poco conto. Per legge una percentuale degli impiegati delle sedi staccate dovrà andare al Tribunale (il 71%) ed alle Procure il (24%), mentre il rimanente sarà assegnato ai Giudici di Pace. I dipendenti esprimeranno una preferenza e la Corte di Appello, cui spetta la competenza, deciderà. Per Cuneo e Saluzzo non ci sono problemi: resta da risolvere Mondovì, dove fra chi è oggi a Carrù, Ceva e Dogliani, solo una piccola parte sarà assegnata nell’ufficio unico. Che non si sa se troverà spazio a Breo o a Piazza. Se ne parlerà venerdì, presenti il sindaco e il giudice coordinatore».

Per Mondovì però la soluzione dovrebbe essere una sola: trasferire gli uffici nell’attuale Palazzo di Giustizia. Però ci sarebbero alcune divergenze sulla collocazione degli stessi, nell’ambito dei diversi piani del Palazzo.

Questa la dichiarazione di Stefano Viglione, sindaco di Mondovì: «Se per un verso sono sempre più esigue le speranze di uno stop alla riforma giudiziaria, dall’altro sono ottimista sulla possibilità di dare presto nuovi contenuti al fabbricato del Tribunale. Infatti, all’esito di un recente contatto con il presidente Perlo, paiono ormai superati i nodi burocratici e normativi che rallentavano le soluzioni su cui da tempo stiamo lavorando. Di certo, ad oggi, c’è un interesse molto concreto sia da parte della Guardia di Finanza, sia dei Giudici di Pace, cui si è aggiunto quello di altri uffici di rilevanza pubblica per i quali sono in corso accordi per un loro possibile trasferimento. Avremo presto modo di incontrare nuovamente i referenti di tali uffici per definire una programmazione nei tempi e nei modi».

Raffaele Sasso

 

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