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Piano Sanitario: doccia fredda sull’ottimismo per Ceva?

Solo indicazioni “tecniche”:

la partita verrà giocata all’interno dell’Asl

ospedale-ceva

La Regione Piemonte sta lavorando al progetto di riordino della Sanità di cui abbiamo già riferito la scorsa settimana. In sostanza, ferma restando l’attuale suddivisione della Regione in Asl e Aso, viene riorganizzata la Sanità con una nuova figura di riferimento, vale a dire la Federazione Sanitaria che, per le nostre zone, dovrebbe inglobare l’intero Cuneese con le due Asl di Cuneo e Alba e l’Aso S. Croce di Cuneo.Sono state ribadite le funzioni delle Federazioni sanitarie, eccole: programmazione locale della rete ospedaliera e della rete dei servizi territoriali, in coerenza con gli indirizzi regionali, attraverso i programmi di coordinamento sovra zonale; programmazione locale delle dotazioni organiche, in coerenza con gli indirizzi regionali gestione e contabilità del personale formazione professionale, gestione delle procedure concorsuali del personale; coordinamento della definizione degli accordi contrattuali con gli erogatori privati accreditati, in coerenza con gli indirizzi regionali; approvvigionamento di beni e servizi e piani di acquisto annuali e pluriennali; gestione del materiale, dei magazzini e della logistica; sviluppo e gestione delle reti informative e digitalizzazione del sistema; programmazione degli investimenti in edilizia sanitaria e nelle infrastrutture, gestione del patrimonio immobiliare per le funzioni ottimizzabili in materia di manutenzione, appalti e alienazioni; programmazione degli investimenti e valutazione delle tecnologie sanitarie, gestione del patrimonio tecnologico per le funzioni ottimizzabili in materia di manutenzione, acquisizione, ricollocazione e dismissione (Hta e Htm); gestione e organizzazione dei centri di prenotazione; gestione degli affari legali.Rispetto alla scorsa settimana emerge, però, una novità importante perchè il Piano individua anche le categorie dei diversi ospedali e attribuisce ad ogni categoria il numero delle specialità (quindi dei reparti) assegnati. In primo luogo gli ospedali sono suddivisi a seconda del bacino di utenza. L’ospedale di riferimento che avrà particolari funzioni, è sopra i 400mila abitanti, sopra i 150mila abitanti avremo l’ospedale cardine, sopra i 100mila l’ospedale territoriale, sopra i 5mila i Centri della salute per finire con le strutture dell’associazionismo. Ai diversi ospedali fanno capo una serie di specialità con l’intento di ottimizzare la resa diminuendo i costi. E qui sta la parte interessante perchè Mondovì è stato classificato come ospedale Cardine con un numero di specializzazioni praticamente doppio di quello attuale, poco meno di quello di Cuneo, mentre Cava diventando ospedale di territorio si vedrebbe ridurre in maniera consistente le specialità. In realtà, come riferiamo nello specchietto in alto, le dotazioni degli ospedali territoriali sono molto inferiori a quello che già oggi ha Ceva e a quello che la Regione ha propmesso proprio nell’incontro di questa settimana e di cui riferiamo a parte.La risposta ce la dà la Regione stessa: le indicazioni del Piano (che riferiamo più avanti) sono del tutto indicative e non tengono conto delle diverse realtà territoriali. La compensazione e la distribuzione dei reparti avverrà quindi all’interno delle Asl. Insomma, la patata bollente passa ai direttori sanitari e ai direttori generali delle Aziende sanitarie.Quindi - come ci spiega anche il direttore sanitario dell’Asl Cn 1, dr. Ferreri - si tratta di indicazioni che potrebbero anche rimanere inapplicate, almeno nel breve periodo. Del resto lo stesso assessore regionale Monferino ha chiarito che “Le proposte in alcuni casi contengono più di una opzione possibile. Per ciascuna di esse, dovranno essere valutati pro e contro coinvolgendo, in alcuni casi, anche il territorio prima di operare le scelte per impostare il sistema. In ogni caso, molte delle proposte avanzate, anche dopo un’eventuale decisione, potrebbero essere suscettibili di ulteriori evoluzioni dettate da necessità che dovessero ulteriormente presentarsi”. In ogni caso ecco di seguito le specialità attribuite alle diverse categorie ospedaliere.Ospedale di riferimento (Hub): Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Trauma Team (Ortopedia), Gastroenterologia /Endos, Copia II livello, Oncologia II livello/Radioterapia, Chirurgia Maxillo Facciale, Cardiologia + Emo II livello, Chirurgia Toracica/Chir Vascolare, Chirurgia Plastica, Centro Trasfusionale, Radiologia Interventistica-Neuro Cardio Vascolare, Dea II livello, Pneumologia/Broncoscopia II livello, Ematologia II livello, Chirurgia Pediatrica, tutte le specialità dell’Ospedale Cardine a livello di eccellenza.Ospedale Cardine: Pneumologia/Broncoscopia I livello, Medicina del Lavoro/Dermatologia, Neurologia, Ortopedia/Reumatologia, Oncologia I livello, Cardiologia - Emo 24 H, Gastroenterologia/Endoscopia I livello, Anestesia/Rianimazione, Nefrologia/Dialisi, Urologia, Chirurgia generale, Laboratorio Anatomia Patologica, Medicina Interna/Urgenze, Endocrinologia, Salute mentale, Pediatria/Neonatologia, Ginecologia/Ostetricia, Radiologia diagnostica, Otorinolaringoiatria.Ospedale Territoriale: Medicina Generale/Lungodegenza, Riabilitazione, Pediatria base, Day Surgery/Chirurgia ambulatoriale, Servizi ambulatoriali di base, Dialisi, Diabetologia (amb).Fra le ipotesi anche la nuova geografia sanitaria connessa alle Federazioni. Qui a fianco riportiamo l’ipotesi relativa all’organizzazione sanitaria del Cuneese per quanto riguarda la suddivisione dei compiti e delle strutture.

 
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