gototopgototop

Dogliani: tutto pronto

per un grande Festival della Tv


Mondovisioni a Mondovì:

Travaglio, Lerner, Avati,

Ozpetek e tanti altri


La Regione penserà anche

alle stazioni invernali del Monregalese


Volley: Vbc Mondovì

è già in semifinale play-off

PER LA TUA PUBBLICITA' su

PROVINCIA GRANDA

chiama

- PG SERVICE -

0174 552664

PDF Stampa E-mail

Un gruppo di docenti e impiegati si è radunato di fronte al municipio

A Mondovì la scuola si è fermata

sciopero contro le scelte del Governo

MONDOVI’ (g.sca.) - Martedì la scuola, anche Mondovì, città degli studi, si è fermata. Almeno per quanto riguarda la parte che sta “al di qua” della cattedra. Decine gli insegnanti che hanno incrociato le braccia, allo stesso modo delle decine di migliaia stimate a livello nazionale nella giornata del 5 maggio, con le manifestazioni a Roma, Milano e nelle maggiori città italiane. La protesta è stata contro la cosiddetta “Buona scuola” sostenuta dal Governo Renzi che si è detto “disponibile all’ascolto”. Accanto a loro, anche a Mondovì, il personale Ata (amministrativo tecnico e ausiliario). A Cuneo in 400 martedì mattina si sono ritrovati in piazza Europa. A Mondovì non hanno scioperato gli studenti, che, al massimo, sono stati visti per le vie di Mondovì, durante la mattinata, a causa delle ore buche prodotte dalla docenza in sciopero. Una delegazione di docenti, dalla scuola primaria alle superiori, si è presentata martedì’ mattina, intorno alle 10, di fronte al municipio, in corso Statuto. Palloncini colorati tra le mani, fischietti e un documento firmato dai “Comitati a sostegno della legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica”. E’ la comunicazione che, nei giorni scorsi, gli stessi professori e maestri hanno inviato ai genitori degli alunni, avvisandoli dello sciopero. Il tam tam tra gli insegnanti è circolato, invece, su Facebook, sul profilo “Sciopero 5 maggio Mondovì”. Un profilo chiuso a cui si aderisce solo chiedendo l’iscrizione agli amministratori. Tra i promotori c’è Doriano Ficara, insegnante di economia aziendale della scuola superiore “Bellisario”: «Ci riteniamo soddisfatti dell’iniziativa – dice il docente che è anche rappresentante sindacale della Cigil -. Al flash mob di fronte al Comune erano rappresentate quasi tutte le scuole cittadine, ma anche qualcuna di città vicine. Al Baruffi sono entrati tre docenti, al Bellisario uno solo che poi si è spostato all’Alberghiero per mancanza del personale Ata, all’Agrario c’è stato il 50 per cento delle adesioni. Sostegni allo sciopero anche dai Licei e dal Cigna, anche se in misura minore. Abbiamo preferito non coinvolgere gli studenti». Al secondo circolo (4 scuole dell’Infanzia e 6 Primarie) 55 su 60 docenti hanno aderito. Non è stato possibile reperire il dato del Primo circolo.

COSA CHIEDONO I DOCENTI

«Le proposte del Governo, in discussione in questi giorni - dice il rappresentante sindacale Ficara – sono contrarie a quelle necessarie per creare davvero una “buona scuola”. Da qualche anno chi parla di scuola lo fa come se parlasse di un negozio, di un’azienda, di una fabbrica. Ci sono le offerte formative, si cerca di risparmiare razionalizzando, i responsabili sono i dirigenti e non più i presidi, i profitti degli alunni sono valutati con i test. La scuola non è un supermercato o un’azienda, ma un organo costituzionale che ha il compito di istruire e far crescere i cittadini. I costi della scuola son pagati dalle tasse. Se leggiamo sul piano della Buona Scuola che “le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze degli investimenti”, vuol dire che non ci saranno maggiori investimenti pubblici, ma che si chiederanno soldi ai privati cittadini. Le famiglie pagheranno molto di più, anche perché sono previsti l’ingresso di sponsor che condizioneranno l’offerta formativa». Un’insegnante dice, durante, il flash mob: «Renzi dovrebbe ricordare che gli studenti che oggi scioperano in tutta Italia saranno quelli che giudicheranno le scelte politiche e voteranno». «In tv – spiegano ancora gli insegnanti nel documento – è stato detto che è assurdo che qualcuno protesti contro un governo che assume gli insegnanti precari, ma non si è detto che, in realtà, l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea ad assumerli. Infine è facile prevedere che si moltiplicheranno le scuole private per chi potrà permettersele».

 

DOMENICA 10 MAGGIO "SOLIDARMARC"

PER ACQUISTARE MATERIALE PER I VIGILI DEL FUOCO DI MONDOVì

APPUNTAMENTO ALLE ORE 9 IN PARCO EUROPA

Iscrizioni sino a sabato mattina negli uffici di "Provincia granda" e domenica mattina prima della partenza in Parco Europa.

 

Twitter

 

EXPOMARE 2015

EXPOMARE 2015

famila banner.jpg