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Roburent: perquisizione dei carabinieri in Comune

Tre persone indagate: il sindaco e due funzionari

 

ROBURENT – Faldoni di documenti dell’archivio comunale, materiale informatico, computer. Sono stati sequestrati, nella giornata di martedì, dai carabinieri della Compagnia di Mondovì su ordine della Procura della Repubblica di Cuneo. Ci sarebbero tre iscritti nel registro degli indagati: il sindaco di Roburent Bruno Vallepiano e due impiegati comunali, funzionari di uffici chiave della gestione amministrativa. Le ipotesi di reato: abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Le indagini sono in corso da alcuni mesi, ora il procuratore Maurizio Picozzi ha disposto la perquisizione che gli uomini al comando del capitano Raffaello Ciliento hanno eseguito dalle 9 di martedì fino alle 17. Non sono stati perquisiti solo gli uffici comunali, ma anche le abitazioni degli indagati: a Roburent e a Montaldo Mondovì. I termini della vicenda si chiariranno meglio solo nelle prossime settimane. «La perquisizione è terminata – risponde al telefono lo stesso sindaco Vallepiano -. L’indagine verte su un appalto del 2014 per la gestione degli impianti sciistici. Non ho idea, però, del merito dell’indagine. Gli uffici hanno consegnato tutto il materiale richiesto, compresa la documentazione informatica. Sono sereno, così come lo sono gli impiegati comunali: confido nell’operato della magistratura e sono pronto a chiarire ogni aspetto che mi sarà eventualmente contestato». La società di gestione degli impianti di San Giacomo sono gestiti dalla Robur (attiva dal 1999) e il primo cittadino ne sarebbe un dipendente, secondo quanto dichiarato dallo stesso Vallepiano. Un fulmine a ciel sereno? «Direi di no – risponde Vallepiano -. A Roburent, nei mesi scorsi, c’è stato un forte scontro sul piano amministrativo, ma sono solo ipotesi, non conosco l’origine dell’indagine». Una pista che viene confermata da ambienti della Procura: «Si sono verificati episodi gravi da cui siamo partiti per verificare alcuni aspetti amministrativi», si limita a dire il procuratore Maurizio Picozzi, titolare dell’indagine. Ci si riferisce ad episodi che abbiamo riportato con ampi servizi su queste colonne, ma che non necessariamente hanno a che fare in modo diretto con ciò che gli inquirenti stanno cerando tra fascicoli e faldoni. Il confronto politico – amministrativo porta al ritiro delle deleghe ad un assessore comunale: a Roburent, piccolo paese della valle Ellero, il clima si surriscalda. L’episodio più “choccante” si verifica esattamente un mese dopo, la mattina del 23 marzo: una lettera anonima di minacce, con tanto di proiettile, viene recapitata proprio al consigliere a cui erano state tolte le deleghe. «Non dovevi mettere il naso», questo l’avvertimento contenuto nel testo. Poche righe scritte al computer e con evidenti errori di grammatica. Il consigliere presentò subito denuncia ai carabinieri di Roburent ed il primo cittadino Vallepiano espresse ufficialmente la solidarietà da parte di tutta l’amministrazione comunale con una comunicazione scritta. Ora l’indagine, che non sarà di breve durata.

Gianni Scarpace

Marco Giraudo

 

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