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Carrù e Dogliani: cittadinanza

onoraria all'Arma dei Carabinieri


Troppo cara la mensa

per i bimbi di Briaglia che

frequentano la materna di Vicoforte


Nuovo mammografo digitale

all'ospedale di Mondovì


Tromba d'aria a Trinità: chiesto

lo stato di calamità naturale


Ciclismo: il Tour de France

nella Granda entro il 2018?

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CRONACA - Controlli dei carabinieri di Mondovì:

2 arrestati (stranieri), 3 denunciati (italiani)

I carabinieri della Compagnia di Mondovì hanno effettuato alcuni controlli di tipo preventivo nell’ambito del monregalese, con l’impiego di una ventina di uomini. Sono stati arrestati due stranieri residenti da tempo nel Monregalese e deferiti in stato di libertà tre italiani. In complesso  controllati un centinaio di persone ed una quarantina di veicoli. M. M., 17enne d’origine zairese già ai domiciliari per alcuni furti aggravati commessi in Mondovì nel corso dell’ultimo semestre, è stato trovato inottemperante alla misura cui era sottoposto e per questo associato, su disposizione del Tribunale dei Minorenni di Torino, in una Comunità della Liguria. Y. B., 19enne di origine marocchina, controllato, veniva tratto in arresto per una pena detentiva definitiva pendente a suo carico per alcune rapine commesse sui treni della tratta da Torino a Mondovì, fatti risalenti al 2011. M.M., 23enne di Sant’Albano Stura, approfittando della confusione della serata di sabato, veniva sorpreso ad allontanarsi dalla discoteca “Capperi” di Mondovì dopo aver rubato la borsa di una ragazza da una delle sale del locale. Due coniugi genovesi, A.B. lui e F.R. lei, entrambi 56enni, si erano invece specializzati nel trafugare generi di varia natura dai supermercati. Sorpresi dal personale di sicurezza di un supermercato di Villanova Mondovì, nella perquisizione della loro autovettura veniva trovata altra merce appena trafugata presso un altro analogo esercizio commerciale di Mondovì. Tutti e tre sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica.

Mondovì: vendeva droga in panetteria,

47enne arrestato dai carabinieri in centro

MONDOVI' - I carabinieri della Compagnia di Mondovì hanno diramato un comunicato stampa in cui si dà notizia dell'arresto di un panettiere accusato di spaccio di sostenzae stupefacenti. Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa emesso dall'Arma.

«Nei giorni scorsi la Compagnia effettuava alcuni controlli a soggetti frequentanti il centro di Mondovì di potenziale interesse operativo per l’assunzione di sostanze stupefacenti. Avendo notato un anomalo andirivieni nei pressi di una panetteria del centro gestita da un italiano, G.R. 47enne del luogo, che ha precedenti specifici in materia. Nel contesto del servizio, veniva reiteratamente notato il “casuale” ingresso in quella panetteria di numerosi soggetti noti quali assuntori di sostanze stupefacenti e per tale ragione, personale del Nucleo Operativo procedeva ad una perquisizione della panetteria nel corso della quale veniva rinvenuta un consistente quantitativo di marijuana, un bilancino di precisione e tutto l’occorrente che conclamava come il panettiere avesse di fatto “implementato” la propria tabella merceologica, aggiungendo ai propri prodotti offerti ai clienti “più affezionati” anche la droga. Il panettiere si giustificava con i militari per questa “nuova forma di offerta commerciale” quale conseguenza dei minori incassi per la vendita di pane derivante dall’attuale momento di crisi economica. Tratto in arresto, in seguito alla convalida avvenuta in data odierna presso il Tribunale di Cuneo, lo stesso veniva collocato ai domiciliari.

Sono in corso ulteriori approfondimenti per quantificare con precisione il reale numero di “clienti con gusti particolari” della panetteria, che essendo stata inequivocabilmente individuata quale luogo dello spaccio, è stata posta sotto sequestro in attesa delle conseguenti determinazioni della magistratura

 

 

VOLLEY - MONDOVI' PREMIA IL SUO CAMPIONE D'ITALIA

MICHELE BARANOWICZ, PALLEGGIATORE LUBE

MONDOVI' (g.sca.) - Il palleggiatore campione d'Italia Michele Baranowicz (Lube e Nazionale) è stato festeggiato nella sua città natale, Mondovì (Cn) dall'amministrazione comunale.  Il sindaco Stefano Viglione, insieme all'assessore allo Sport Luciano D'Agostino, hanno consegnato una scultura all'atleta cresciuto a "pane e volley" grazie anche al papà Wojchecz e allo zio Fabrizio "Gatun" Garello (Vbc Mondovì A2 e B1). Michele, in municipio insieme alla mamma Donatella, preside dell'Alberghiero cittadino, al nonno Michele e ai cuginetti, è in procinto di partire per Macerata per il ritiro insieme a coach Giuliani e compagni.

Inps: cassa integrazione ordinaria in calo

Per Confindustria non è un dato positivo

CUNEO – Cassa integrazione in calo nel Cuneese: a giugno, le ore concesse dall’Inps alle imprese di tutti i settori sono state poco più di 161 mila, il 91,3% in meno rispetto al mese prima, quando furono oltre 1 milione e 800 mila. La maggior parte assegnate a imprese del comparto industriale, in cui la discesa è stata dell’89,5% (da 1 milione e mezzo a 157 mila ore). Analoghe le cifre per l’intero primo semestre dell’anno: -14,4% il totale, -17,7% per le industrie. «Non può essere letto come un segnale positivo» commenta però il Centro studi di Confidustria Cuneo. Due i motivi: in primo luogo, la forte discesa della la cassa integrazione ordinaria, quella che le aziende attivano per superare momenti di difficoltà temporanea, indica che il periodo di crisi sta proseguendo; in secondo luogo, l’Inps ha rivisto al rialzo proprio i numeri del mese di giugno: nel 2012 la cassa integrazione effettiva è stata dell’88% più alta di quanto ufficialmente reso noto allora, stesso discorso nel 2013, con un resoconto finale superiore del 17% rispetto al rapporto diffuso un anno fa.

«Ogni anno, la rilettura degli archivi Inps genera importanti differenze rispetto a quanto diffuso in prima battuta, così i dati della cassa risultano sempre meno utili a leggere la situazione economica reale - lamenta Franco Biraghi, presidente di Confindustria Cuneo -, anche perché le ore indicate sono quelle autorizzate, e non quelle effettivamente utilizzate, sempre inferiori. E poi tante aziende stanno chiudendo, per forza il ricorso agli ammortizzatori sociali è minore». La direzione regionale Inps ammette: «Queste cifre non segnano un miglioramento della situazione produttiva. A Cuneo, più che in Piemonte, la cassa straordinaria ha un’incidenza sempre maggiore, sintomo di una crisi diventata strutturale». «Tuttavia – riprende la nota dell’Istituto di previdenza -, nella Granda il dimezzamento della cassa ordinaria potrebbe derivare, almeno in parte, da una parziale ripresa di alcuni segmenti di mercato, ma la diminuzione della cassa in deroga è legata al contenimento delle risorse stanziate per tale istituto»

Non a caso, martedì scorso anche i sindacalisti cuneesi erano a Roma per chiedere al governo di rifinanziare la cassa integrazione in deroga e di concederne l’uso per più di 8 mesi. «Altrimenti dal 1° settembre ci saranno migliaia di nuovi disoccupati - avverte Giovanni Cortese, segretario Uil -. Già nel primo trimestre di quest’anno sono diventati il 12,2% rispetto al 10,2% di fine 2013». «Peccato che, dal numero degli occupati, vadano ancora esclusi i dipendenti in cassa integrazione a zero ore o in mobilità, perché lavorano solo sulla carta, e lo stesso vale per i lavoratori del settore pubblico, che purtroppo si devono considerare inamovibili – riprende Biraghi -. Il tasso di disoccupazione resta comunque l’unico indicatore affidabile e solo l’aumento del numero di addetti nel settore privato segnalerà un vero miglioramento».

Alberto Prieri

 

«VIVO PER MIRACOLO».

DON GIANNI MARTINO SCAMPA AD UN AGGUATO IN BRASILE

FRABOSA SOTTANA - «Ho solo visto un uomo scendere dall’auto e sparare con una mitraglia una gragnuola di proiettili contro il parabrezza della nostra vettura. Per un miracolo i colpi non hanno bucato il vetro». A parlare in collegamento telefonico dalla cittadina brasiliana di Nova Iguaçu è don Gianni Martino, parroco delle chiese di Alma, Pianvignale, Frabosa Soprana e Serro, che venerdì sera è scampato ad un vero e proprio agguato in terra carioca che poteva avere conseguenze tragiche. Alcune sere fa, mentre rincasava intorno alle 22.30 da una località nelle vicinanze di Rio de Janeiro, l’auto su cui viaggiava il sacerdote è stata ostacolata da un commando armato di mitraglietta, sbarrando la strada. Una raffica di venti proiettili si è abbattuta con violenza contro il parabrezza, incredibilmente senza riuscire a infrangerlo. Don Gianni ha tentato di ripararsi all’interno dell’abitacolo, ma non nega di aver vissuto istanti di terrore: «Ero certo che il killer arrivasse vicino all’auto per ucciderci, ma il nostro autista è riuscito ad ingranare la marcia e a rifugiarsi in una stradina secondaria, facendo perdere le tracce agli aggressori. Sull’auto c’era anche una donna che stavamo accompagnando a casa. È un miracolo, siamo tutti salvi. Penso sia stato un tentativo di rapina. Purtroppo in quella zona sono scene consuete e all’ordine del giorno». Circa venti giorni fa Provincia granda aveva incontrato Don Gianni per un’intervista, in cui aveva parlato con entusiasmo delle sue molteplici esperienze in Brasile, dove si reca periodicamente per aiutare le comunità più povere (l’ultimo viaggio oltreoceano risale esattamente a sei anni fa, nel 2008). Quest’anno, dopo un lungo cammino intrapreso il 5 luglio 1964 a Calizzano, in provincia di Savona, ha raggiunto il prestigioso traguardo dei cinquant’anni di sacerdozio, che ha deciso di condividere con gli amici sudamericani, con i quali ha sviluppato e mantenuto rapporti anche a più di 9000 chilometri di distanza. «Ho voglia di ritrovare persone a me molto care e celebrare questa ricorrenza speciale insieme a loro - aveva dichiarato entusiasta prima della partenza, avvenuta lo scorso 6 luglio dall’aeroporto di Caselle -. Sono estremamente legato al Brasile, una terra che mi ha ospitato per lungo tempo e in cui ho vissuto intense emozioni». Fra pochi giorni Don Gianni rientrerà in Italia e potrà riabbracciare i suoi fedeli monregalesi.

Alessandro Nidi

 

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