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Assessore Icardi (Regione): «Tutti i pronto soccorso oggi chiusi riapriranno»

Question time alla Regione Piemonte – Oggi l’emergenza a Ceva è chiusa, ma rientra nei sei destinata a riaprire

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Assessore Icardi (Regione): «Tutti i pronti soccorso oggi chiusi riapriranno»

Nella foto, il pronto soccorso dell'ospedale di Ceva

CEVA – «I sei pronti soccorso oggi chiusi per ragioni di organizzazione di fronte alla pandemia saranno tutti riaperti. Si tratta solo di una questione di tempo. Voglio essere prudente su queste decisioni ed attendere almeno due settimane prima di prendere una decisione osservando la curva del contagio». Le parole dell’assessore regionale Luigi Icardi sono state ascoltate con attenzione nel Cebano. La ragione: nei giorni scorsi in molti si sono preoccupati pensando ci fosse un pericolo di chiusura definitiva del pronto soccorso dell’ospedale cebano. Nulla di tutto ciò. D’altra parte lo stesso Giovanni Monchiero, della task force regionale e incaricato della riorganizzazione della rete ospedaliera a “Provincia granda”, la scorsa settimana, da noi intervistato, non ha affatto toccato quel tasto, piuttosto ha confermato ciò che sta avvenendo già oggi: l’ospedale di Mondovì si è svuotato dei casi covid, a Ceva gli ammalti del coronavirus, ad oggi, continuano ad esserci.

Lunedì pomeriggio il question time della Regione Piemonte ha permesso all’assessore di rispondere sul tema e la domanda è stata posta dal consigliere Paolo Ruzzola. «Il piano di rientro – ha detto Icardi - ha previsto la sanificazione e ritrasformazione dei blocchi operatori in attività ordinaria. I reparti gradatamente si stanno riportando sulle attività ordinarie. Il piano ha previsto il rientro dei pronto soccorso con unica eccezione di Bra perchè incorso trasferimento da Bra a Verduno. Il personale è ancora impegnato con 1250 persone ricoverate nei nostri ospedali di degenza covid e 75 in terapia intensiva (in diminuzione). La speranza è che in due settimane si torni all’ordinaria attività, augurandoci che non si debba registrare a recrudescenza epidemia e allora una riflessione ulteriore la faremo».

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