<

Attualità

Il sindaco Bloomberg allo stand Michelis elogia la pasta di Mondovì
Prodotti monregalesi a New York
A Eataly pasta, birra, formaggi e altro ancora
 

aperturaMONDOVI’ – Il sindaco di New York Michael Bloomberg ha prima voluto conoscere personalmente chi ha confezionato il simbolico nastro tricolore fatto di pasta ideato per l’inaugurazione di “Eataly”, poi ha elogiato, incontrandolo, la capacità imprenditoriale della famiglia monregalese Michelis, titolare di un corner nello lo sterminato megastore del  gusto ‘tricolore”  ideato dall’industriale piemontese Oscar  Farinetti nel cuore della Grande Mela. Inorgoglisce l’aspetto monregalese di un evento che ha avuto un’eco planetaria: l’inaugurazione di seimila metri quadrati di pizze e paste cucinate alla perfezione, carni trattate come se fossero sushi, ostriche e verdure fritte, una birreria di 650 metri quadrati sul tetto del Toy Building, un palazzo fine Ottocento di fronte all’iconico grattacielo Flatiron. Eataly, all’angolo tra Quinta e la Ventitreesima Strada, è un gioco di parole tra Italy e “Eat” (mangiare), ma soprattutto è un’enorme sfida del gusto italiano (dopo la moda e le auto) nei confronti del pubblico americano. L’azienda Michelis (a New York c’erano Marco e altri componenti della famiglia con laboratorio in via Vigevano, a Mondovì) è l’unica produttrice di pasta italiana nella nuova realtà newyorchese.
Sugli scaffali ci sono (limitatamente alle nostre conoscenze) altri prodotti “monregalesi” commercializzati, tra cui formaggi e burri di Beppino Occelli e la birra di Teo Musso. Negli Anni ‘80 e ‘90 a New York c’erano i Cipriani, Le Cirque, oggi il melting pot americano ha bisogno di prodotti nuovi. L’iniziativa da 25 milioni di dollari di Farinetti ha portato a New York il fondatore di Slow Food Carlo Pedrini, cinque sindaci del Piemonte (Torino, Alba, Barolo, Bra e Novello), il presidente della Liguria Claudio Burlando e il presidente della Commissione Ambiente del Senato Antonio D’Alì. Il taglio del nastro simbolico di pasta nei colori delle bandiere italiana e americana è stato benedetto dall’arcivescovo di New York Timothy Dolan e innaffiato da magnum di Asti Spumante e Ferrari Brut, il caffè è Lavazza. Tutti i prodotti freschi sono locali: come la carne di razza piemontese portata dal  veterinario fossanese Sergio Capaldo nel Montana con l’inseminazione artificiale o la mozzarella prodotta ogni giorno con latte locale davanti ai clienti. Altri numeri: i dipendenti sono 400 di cui 300 assunti sul posto.
La pasta di Mondovì e le paste di meliga del nostro territorio sono definitivamente sbarcati negli Usa.
Gianni Scarpace

Nella foto: Oscar Farinetti e Marco Michelis