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L'emergenza Coronavirus mette in ginocchio l'economia cuneese.
Confcommercio: "Il Governo garantisca un sostegno concreto"

Tavolo a Cuneo con le Atl e Conitours

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Il consiglio straordinario di venerdì 28 febbraio

Tornare alla normalità. Lo chiede il mondo economico cuneese. Lo ha chiesto il presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia a Cuneo, Luca Chiaopella, nel corso del Consiglio straordinario tenutosi venerdì per fronteggiare le conseguenze dell’emeregenza coronavirus. Più che la malattia ferisce la cura. “Settimane bianche annullate, ristoranti vuoti, prenotazioni disdette: questo è il risultato – ha detto -. Servono contromisure, invieremo un documento alle istituzioni per chiedere sostegno al nostro sistema economico messo a tappeto da questa emergenza”. “Chiamati a gestire una emergenza in un territorio dove l’emergenza non c’è – ha aggiunto Mauro Bernardi presidente Atl –, con il risultato che l’ottima stagione invernale in corso sulle nostre montagne è andata in fumo”. Nei comprensori cuneesi oltre 5 mila ragazzi in meno per gite scolastiche e corsi annullati. "Innegabile che il settore turistico sia quello più colpito - ha aggiunto Bernardi - , con perdite oltre l'80 per cento". "E dall'estero i segnali sono allarmanti, è di queste ore la disdetta di due eventi organizzati in Atl da parte di tour operator francesi perché il loro governo impedisce di svolgere incontri in Italia". Al tavolo anche Luigi Barbero, presidente Atl Langhe Monferrato Roero: “dobbiamo chiedere che il Governo, nelle contromisure a sostegno dell'economia, non guardi solo i grandi gruppi imprenditoriali, perché le piccole e medie imprese rappresentano un numero maggiore e costituiscono la vera rete del tessuto economico, speriamo che i provvedimenti governativi ne tengano conto”. Dal presidente Conitours Beppe Carlevaris la proposta di avviare una campagna che rassicuri il comparto, “sulle nostre montagne il 90% delle disdette e zero prenotazioni, la crisi non finirà a marzo e gli effetti si sentiranno fino alla prossima estate, si adottino subito contro misure. Il territorio è sano, sta pagando un prezzo troppo alto”. In numeri le perdite in Granda sono per i bar -40%, i ristoranti -50%. Il settore non alimentare del commercio ambulante -40%, -30% per quello alimentare. In crescita le farmacie: del  15% quelle  cuneesi, +30% in Piemonte. 

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