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Covid-19, “Liquidità alle imprese”: come funziona, che cosa ci aspetta

INTERVISTA a Beppe Ghisolfi sul Decreto del Governo - Ci sono dubbi delle imprese per quanto riguarda tempi e modalità

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Covid-19, “Liquidità alle imprese”: come funziona, che cosa ci aspetta

Le garanzie statali sui prestiti bancari sono un capitolo centrale del “Decreto Liquidità” del Governo. Capitolo diviso a sua volta in due canali di accesso: la società pubblica Sace, soprattutto per le imprese più grandi, e il Fondo di garanzia per le Pmi (Mediocredito Centrale e ministero dello Sviluppo) che è più mirato a imprese fino a 499 dipendenti. Le modalità di applicazione del decreto liquidità faranno la differenza. Gli imprenditori non hanno dubbi: sarà una corsa contro il tempo. Perché le imprese, soprattutto le più piccole, hanno necessità immediata di risorse per sopravvivere. Il timore di molti imprenditori, però, è che le procedure richiedano almeno due-tre mesi. Soprattutto se il via libera della Ue e il software Sace per la delibera dei finanziamenti non arriveranno in tempi rapidissimi.

Abbiamo chiesto un parere a Beppe Ghisolfi, vice presidente Gruppo Europeo Casse di Risparmio, consigliere del Cnel, divulgatore, scrittore di libri di grande successo. È stato capace di spiegar ela finanza ed il mondo delle banche in modo semplice grazie alle pubblicazioni “Manuale di educazione finanziaria”, “Banchieri”, “Lessico finanziario” e “Le Fondazioni Bancarie”, tutte edite da Aragno.

Professor Ghisolfi, l’Abi ha subito emesso la circolare sul nuovo provvedimento. Vuol dire che le banche sono già operative?

Le banche sono efficienti. L’ Abi ha inviato la circolare esplicativa poche ore dopo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta a mezzanotte . Al mattino successivo le banche erano informate . Ma non dimentichiamo mai la burocrazia. Contro di essa combatté duramente l’on. Raffaele Costa ma essa permane.

Sia per prestiti sia per mutui?

Per i mutui si può chiedere la moratoria sino a 18 mesi ( per quelli già stipulati ) e se ne possono chiedere ovviamente di nuovi . Si possono anche ricontrattare. Per i prestiti occorre distinguere tra quelli sino a 25.000 euro e quelli di importo superiore .

Che cosa deve fare l’impresa, la partita Iva per attivarsi?

Occorre rivolgersi alla propria banca (per velocizzare) od anche ad una nuova banca. Per i prestiti fino a 25.000 euro la pratica è pressoché automatica e non necessita di istruttoria. La somma richiedibile è sino al 25% del fatturato 2019 o dei ricavi per i professionisti.

È possibile accedere alle nuove misure anche per chi vuole accendere nuovo credito (finanziamenti, mutui)? Con quali criteri?

Certamente si. I criteri sono quelli accennati: nessuna istruttoria sino a 25.000 euro. Istruttoria per gli altri .

Difficile, però, pensare che le banche non “indaghino” la solvibilità del cliente che chiede la moratoria o nuovi prestiti? Davvero sarà sufficiente la “garanzia” dello Stato?

Infatti per importi superiori ai 25.000 la banca deve fare un’istruttoria. Si tratta dei crediti garantiti dalla Sace. Gli altri sono garantiti dal Fondo di garanzia.

A suo parere di che cosa ha bisogno oggi, l’economia per ripartire senza troppi danni?

Per ripartire occorre liquidità e tempi rapidi. Per quanto attiene lo Stato, la BCE garantisce l’acquisto dei titoli. Con gli eurobond sarebbero disponibili ulteriori risorse da utilizzare per il sostegno alle imprese. Le banche hanno liquidità sufficiente e , a loro volta , possono averne dalla Bce. La lentezza è dovuta a meccanismi sempre complessi. Tutti i decreti contengono complessità di varia natura. Non si può chiedere alle banche di andare ai 300 all’ora con una bicicletta. Viviamo in un Paese dove la burocrazia sembra fare di tutto per complicarci la vita in ogni campo, la prima riforma da fare è quella di sveltire e semplificare. Al di là di questo decreto, sicuramente utile , penso che lo Stato dovrebbe pensare anche ad interventi a fondo perduto sia per famiglie che per imprese. Non tutti sono propensi ad indebitarsi in tempi difficili. Ovvio che con risorse limitate i problemi diventano più complicati. Ma ritengo che non bisogna perdere altro tempo. Più si aspetta e più imprese chiuderanno senza possibilità di riaprire con danni facilmente immaginabili.

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