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Misure restrittive per la montagna? Ribezzo (Azione): «Non voltiamoci da un'altra parte, si tratta di un comparto trainante per l'economia»

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Misure restrittive per la montagna? Ribezzo (Azione): «Non voltiamoci da un'altra comparto trainante per l'economia»

Il lungo confronto di martedì tra le Regioni e il Governo si è chiuso con un nulla di fatto, almeno per chi era appeso a un'ultima speranza di poter far partire la stagione sciistica per le Feste, periodo determinante per l'economia del settore montagna.

Alberto Ribezzo, coordinatore di "Azione Mondovì" e Michele Valsecchi, coordinatore delle valli Monregalesi commentano la situazione: "La Granda ha il 50,8% del proprio territorio che è considerato come montano. Non si tratta solo di piste da sci, che sono un formidabile biglietto da visita, bensì di valli che hanno visto in questi anni investimenti di assoluta rilevanza. E' evidente che la prudenza, ancora più ora che siamo in zona arancione, debba essere ciò che ispira le azioni di ognuno e che tutti noi dobbiamo continuare a rispettare le regole anti-contagio. Il Governo, però, qualora decidesse per la chiusura della montagna, deve tenere conto anche di queste realtà, forse meno conosciute ma che rappresentano la vera resilienza.

Sarebbe un colpo mortale per gli esercizi commerciali dei Comuni montani non poter lavorare con la presenza almeno dei proprietari delle seconde case. Nei periodi poco turistici queste attività faticano a pagarsi le spese che devono sostenere mensilmente, se il periodo natalizio non sarà un periodo di alta stagione a causa delle restrizioni imposte dal governo quello che perderanno non potranno in alcun modo recuperarlo nei mesi successivi. Se il Governo non vuole dare la possibilità di raggiungere le proprie seconde case tanto più a stazioni sciistiche chiuse, stanzi ingenti somme a favore di tutte le attività che sono nei comuni montani. Diversamente ogni negozio che chiuderà sarà un incentivo allo spopolamento creando danni irreversibili.

Lanciamo una proposta: perché non imitare l'Emilia-Romagna ed avviare anche qui da noi un 'bando montagna' che premi chi si vuole stabilire in modo permanente in montagna? Per una volta non sarebbe assistenzialismo ma investimento".

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