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Elezioni Provincia: nessun seggio a Mondovì e Saluzzo, il disappunto di sette consiglieri

Hanno inviato una lettera al vicepresidente Antoniotti

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Elezioni Provincia: nessun seggio a Mondovì e Saluzzo, il disappunto di sette consiglieri

Alla fine sarà “election day”: le elezioni per il nuovo presidente della Provincia si terranno lo stesso giorno delle consultazioni politiche, domenica 25 settembre. Riguarderanno solo gli amministratori dei 247 Comuni della Granda, che per votare dovranno recarsi in uno dei due seggi allestiti, uno presso la sede a Cuneo e uno a Roddi. Nessun seggio ulteriore per Mondovì e Saluzzo, com’era stato chiesto dai consiglieri Pietro Danna e Silvano Dovetta nei giorni scorsi.

Il malumore serpeggia all’interno del Consiglio, tanto che sette consiglieri hanno scritto una lettera al vicepresidente Antoniotti per contestare la scelta. I firmatari sono Mauro Astesano, Pietro Danna, Silvano Dovetta, Rosanna Martini, Vincenzo Pellegrino, Davide Sannazzaro e Bruna Sibille.

“Con la presente intendiamo evidenziare il nostro disappunto relativamente alla tua decisione di convocare le elezioni del presidente della Provincia di Cuneo per il 25 di settembre, prevedendo l’istituzione di soli due seggi, uno a Cuneo ed uno a Roddi. Questa scelta ci lascia amareggiati per vari motivi. Innanzitutto, in quanto arriva a seguito di un confronto nel consiglio informale di lunedì 8 agosto nel quale la quasi totalità dei consiglieri si era espressa favorevolmente rispetto alla necessità di predisporre 4 seggi, uno per quadrante (Cuneo, Mondovì, Alba e Saluzzo), al fine di agevolare la partecipazione al voto di tutti gli amministratori della Granda, ritenendo che nessuno si debba sentire penalizzato solo perché rappresentante di un comune più periferico di altri.

Oggi prendiamo atto che forse la decisione era già stata presa prima di quel confronto.

In secondo luogo, riteniamo che sia stata persa un’occasione. Avremmo potuto, per la prima volta dopo che l’ente provincia è stato riformato nel 2014, instaurare una prassi virtuosa per la quale, anche nel momento del voto, ogni territorio della provincia ha pari dignità, attuando a pieno la funzione di ente di area vasta che la legge conferisce all’istituzione che siamo chiamati ad amministrare. Toccherà, quindi, spiegare ai nostri colleghi amministratori (pensiamo, ad esempio alla Valle Tanaro, alla Valle Infernotto, ed alle Valli del Monviso) che non hanno avuto la fortuna di vivere in un comune vicino ad Alba, che la provincia non è tutta uguale e che è stato deciso di agevolare la partecipazione al voto solamente di qualcuno”.

Quindi l’affondo finale: “Riteniamo, infine, che quanto accaduto sia la plastica dimostrazione del fatto che occorra lavorare per assicurare alla provincia una guida che possa interpretare e garantire il pensiero di tutti, e non solo di una parte”.

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