MENU

L’ala nord del Castello di Valcasotto riaprirà alla fine dell’emergenza

Il consigliere Paolo Bongioanni: «Il turismo di prossimità sarà un grande aiuto per ripartire»

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
L’ala nord del Castello di Valcasotto riaprirà alla fine dell’emergenza

È chiuso al pubblico da dieci anni. Edificio di proprietà della Regione Piemonte, che dalla Giunta Ghigo in avanti ha speso 12 milioni di euro, senza però assicurarne in tempi recenti l’apertura ai turisti. Si tratta del Castello di Valcasotto, storica residenza di caccia estiva di Casa Savoia, molto amata soprattutto da Vittorio Emanuele II. Nell’ultima seduta del Consiglio regionale, tenutasi martedì in videoconferenza, è stato approvato l’ordine del giorno firmato dal consigliere di Fratelli d’Italia Paolo Bongioanni. In esso c’è scritto, nero su bianco, che la riapertura e il guardianaggio del castello potranno avvenire già nell’estate 2020. Sviluppi della pandemia permettendo, ovviamente. «Nei giorni scorsi si è tenuta l’audizione delle ATL locali, da cui è emerso che il comparto del turismo e della cultura sono fermi a causa dell’emergenza – ha spiegato Bongioanni -. Ci troviamo di fronte a una situazione di assoluta criticità per tutto il settore del turismo. Il castello di Valcasotto sorge nel Comune di Garessio, che ha visto uno dei primi focolai del contagio, gestito in maniera magistrale dal sindaco ed ex ministro della Sanità Ferruccio Fazio. La riapertura del castello potrebbe portare sicuramente una boccata d’ossigeno a un territorio già di per sé svantaggiato che ha dovuto affrontare anche questa particolare criticità».

Bongioanni nel corso del suo intervento ha ripercorso l’iter che ha portato a questo punto, ringraziando i funzionari e quanti lo hanno assistito. Dopo il sopralluogo effettuato a fine ottobre, sono previsti due ulteriori interventi per un totale di 3 milioni e 600 mila euro: riguarderanno il recupero della cappella reale e dell’ala sud della Reggia che richiederanno ancora almeno un paio d’anni di lavoro. Bongioanni, che presiede la VI Commissione consiliare, impegnata nella tutela e promozione dei beni culturali piemontesi ha annunciato: «L’ala nord è immediatamente fruibile dai visitatori con le conseguenti e prevedibili ricadute economiche sul territorio. La fondazione Centro conservazione e restauro “La Venaria Reale” ha restaurato molti degli arredi appartenenti al castello. Il turismo dei primi mesi post emergenza sarà sicuramente un turismo di prossimità e la vicinanza della valle Casotto con il territorio ligure favorirà l’arrivo di molti turisti». In base al cronoprogramma concordato, la fine dei lavori, coronavirus permettendo, è prevista per il 15 maggio: la riapertura del castello ai visitatori, dunque, potrebbe avvenire già nel mese di giugno.

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl