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Il 22 giugno il Ministro Dadone con il capo della Polizia Gabrielli al Borsi

Ceva: Polizia stradale diventa ufficio amministrativo della Questura

Bove (lega): "serve però anche l'operatività"

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Presidio Polstrada Ceva

CEVA – La stazione di Polizia Stradale di Ceva non chiuderà. Il prossimo 22 giugno si terrà un incontro al Cinema Teatro Sala Borsi cui parteciperanno anche il Capo della Polizia e direttore generale della pubblica sicurezza Franco Gabrielli e il ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone. Nell’occasione verrà siglato il protocollo che prevede l’apertura dell’ufficio avanzato della Questura a Ceva. Servirà per le esigenze di Polizia Amministrativa e sicurezza nelle zone del cebano e del monregalese. Buone notizie, dunque dopo anni in cui per la stazione cebana, come per quelle di Domodossale e Borgomanero, si è temuto la chiusura. “È la risposta a ciò che avevamo chiesto, come territorio, quando ci recammo a Roma per incontrare il ministro Luciana Lamorgese – dice il sindaco di Ceva Vincenzo Bezzone - , ministro che immediatamente si è dimostrata disponibile a valutare un progetto costruttivo di trasformazione piuttosto che di chiusura”. Era pronto a febbraio ma fu poi congelato dal’emergenza. È del 2017 una prima intenzione ufficiale de Governo di sopprimere la stazione di Ceva. Fu accantonata quando il Ministro degli interni era Matteo Salvini, coinvolto sulla questione dagli esponenti della Lega in Granda. Al’inizio di quest’anno però la proposta di chiusura è stata nuovamente confermata. In pochi giorni il sindaco di Ceva Bezzone, con altri trenta amministratori del territorio, organizzarono un presidio di protesta di fronte alla stazione cebana. Nei giorni successivi una delegazione dei sindaci con il Siulp, sindacato di polizia, aveva incontrato il governatore del Piemonte per proporre una soluzione: “trasformare il Distaccamento di Polizia stradale di Ceva come diretta emanazione dell'Autorità provinciale di Pubblica sicurezza, realizzando o un Commissariato di Polizia di Stato, o in subordine un Posto di Polizia, deputato al controllo del vasto e complesso territorio cebano, con integrazione dei servizi di polizia quali il rilascio di passaporti, permessi di soggiorno e porto d’armi”. Una proposta che trovò l’apprezzamento del Governatore, “che diede il massimo appoggio per la sua realizzazione” dice Bezzone, della quale si fece portavoce il ministro Fabiana Dadone  in un incontro con Lamorgese e Gabrielli e che sembra vicina alla soluzione che verrà ufficializzata il prossimo 22 giugno. “Poter trasformare la polizia stradale in una sede di polizia di stato potrebbe avere sviluppi futuri – dice Bezzone - , e soprattutto scongiura la chiusura. Inizialmente eseguirà servizi amministrativi, i cittadini cebani non dovranno più andare a Cuneo per le pratiche del passaporto e saranno a disposizione altri servizi”. "Un risultato senza colore politico" dice Bezzone.  Ad esprimere dubbi è  il segretario di zona della lega Giorgio Bove: “una buona notizia ma non è ciò che serve al territorio , noi abbiamo bisogno di uomini operativi e non in ufficio. Il territorio è vasto, tante strade, circa 70 comuni, e già ora servirebbe più personale per controllarle. Mi auguro che il problema non venga sottovalutato”.

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