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Caccia: La Lega chiede la proroga fino al 31 gennaio

Bergesio e Bove: "per contenere i danni della fauna selvatica serve anche estendere i confini"

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Caccia: La Lega chiede la proroga fino al 31 gennaio

CEVA - VAL TANARO - (m.b.) - Prorogare l’apertura della caccia almeno fino al 31 gennaio e dare la possibilità di cacciare non solo all’interno del territorio del proprio Comune. È quanto chiede la Lega piemontese. Motivo: tentare di contenere il proliferare della fauna selvatica e limitare i danni causati da quest’ultima ai territori agricoli e montani. Ma anche ai fini della sicurezza stradale. In questi giorni la Regione ha presentato in Prefettura domanda di proroga del periodo di caccia al cinghiale fino al 15 gennaio.
Portavoce dell’appello per la zona del Cebano e della valle Tanaro è il segretario locale della Lega, Giorgio Bove: “Ritengo che la Regione debba chiedere al Governo la possibilità di prorogare almeno fino al 31 gennaio l’apertura della caccia, in modo da recuperare il mese perso per il secondo lockdown, durante il quale in Piemonte, zona rossa, non è stato possibile cacciare”.
Non solo: “Da domani la nostra Regione sarà zona arancione - prosegue Bove -. Questo significa che si potrà tornare a praticare la caccia, ma solo all’interno del proprio Comune. Una limitazione eccessiva per le squadre che cacciano i cinghiali, spesso composte da persone provenienti da più paesi”.
“So che la Regione e l’assessore Protopapa si stanno interessando attentamente della questione - commenta il senatore Giorgio Bergesio, Lega -. In merito, noi come Lega abbiamo presentato un’interrogazione in Parlamento. Il problema è infatti doppio: l’impossibilità, in zona arancione, di cacciare al di fuori dei confini del proprio Comune e la necessità di prolungare il periodo in cui è possibile cacciare determinate specie. Chiediamo quindi di intervenire per entrambe le questioni, portando avanti il periodo fino a fine gennaio o, ancora meglio, a metà febbraio”.
“Il problema della fauna selvatica è enorme, inutile girarci intorno - aggiunge Bergesio -. Ha ricadute su agricoltura, viabilità e sicurezza. Da tempo chiediamo che venga modificata la legge 157 del 1992 che ormai non è più attuale. Con 2 milioni di cinghiali sul territorio nazionale, un numero cresciuto del 300%, dobbiamo dare la possibilità di intervenire”.
Non basta: “L’altro problema è quello degli indennizzi, che devono essere finalmente adeguati. Ma se il Governo non riesce a rimborsare i premi assicurativi per i danni del maltempo, come potrà mai ripagare i 200 milioni di euro di danni che ogni anno l’agricoltura subisce a causa del proliferare degli ungulati e della fauna selvatica”.
“Stiamo predisponendo richiesta di proroga fino al 31 gennaio - annuncia l’assessore regionale alla Montagna Fabio Carosso e vicepreside della Regione -. L’assessore Protopapa sta preparando la domanda ed io sono fiducioso in quanto si tratta di un problema che riguarda l’ambiente e la sicurezza. A fronte dell’incremento della fauna selvatica, i cacciatori sono sempre meno: negli ultimi anni si sono ridotti di un terzo. Il numero sempre maggiore di animali non si riesce più a contenere. Tra il resto, andrebbe anche rivista la caccia agli ungulati, che ad oggi è una caccia di selezione”.

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