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Lesegno, la ripresa dell’industria: Riva Acciaio lavorerà a ciclo continuo

Per la prima volta dopo anni nel cuore dell’azienda: con 348 addetti rappresenta il 50% della produzione del gruppo – Previste nuove assunzioni

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Lesegno, la ripresa dell’industria: Riva Acciaio lavorerà a ciclo continuo

I dirigenti non acconsentivano ai giornalisti di entrare “nel cuore” dell’azienda da molti anni. È un nome storico della siderurgia italiana ed entro fine anno tornerà a funzionare con il ciclo continuo. Questo l’obiettivo per il 2021 dello stabilimento Riva Acciaio di Lesegno, 348 addetti, una sessantina assunti quest’anno. Ad annunciarlo sono Valerio Bisio, presidente del cda di Riva Acciaio e direttore del sito produttivo di Lesegno dal 1995 al 2017, e l’attuale direttore Giangiacomo Olimpo. La produzione della fabbrica piemontese, uno dei 5 siti italiani di Riva Acciaio SpA, rappresenta circa il 50% di quella totale del gruppo in Italia. Qui si producono tutte le tipologie degli acciai di qualità, che vengono laminate e trattate con ulteriori lavorazioni prima di essere inviate ai clienti. 

“Si può, quindi, affermare che a Lesegno il ciclo produttivo a caldo sia completo”, spiegano i due dirigenti.

A Lesegno il grande forno fusorio ad arco elettrico è alimentato a corrente alternata trifase e produce una colata in meno di 60 minuti, per una produzione annua che può superare le 500.000 tonnellate. Il sito è dotato delle certificazioni Iatf 16949:2016, Uni Iso 9001:2015, Iso 45001:2018, Uni En Iso 14001:2015. La materia prima utilizzata è il rottame ferroso.

“L’acciaio – spiegano Bisio e Olimpo – è materiale altamente riciclabile”. Una volta portato l'acciaio liquido alla temperatura e all'analisi chimica voluta, si passa alla fase di “spillaggio”, nella quale l’acciaio liquido viene versato in una “siviera”, ossia un contenitore rivestito di materiale refrattario preriscaldato, che viene trasferita con un carroponte al forno siviera per la fase di affinazione del metallo liquido. Al termine dei trattamenti di metallurgia secondaria, l'acciaio è pronto per essere inviato all’impianto di “degasaggio”, di tipo Vacuum Degassing, che consente di incrementare ulteriormente la qualità dell’acciaio prodotto. A valle del trattamento di degasaggio c’è l’impianto di colata continua che consente di produrre direttamente dall’acciaio liquido contenuto nelle siviere le cosiddette “billette”. Il semilavorato che si produce in colata continua è un parallelepipedo di 160 mm di lato e lunghezza variabile fino a un massimo di 8000 mm. Lo stabilimento è dotato anche di un laminatoio per la produzione di prodotti lunghi, barre di sezione tonda da 18 a 80 mm e quadri di lato da 33 a 100 mm.

Abbiamo rivolto agli ingegneri Bisio ed Olimpo alcune domande.

A quale clientela è rivolta la produzione?

“Gli acciai prodotti a Lesegno sono destinati a tutti i settori della meccanica e nello specifico all’automotive ed alle macchine movimento terra, al settore dell’oil and gas ed a quello delle costruzioni. Lo stabilimento, infatti, ha ottenuto diverse certificazioni come la Iatf che consente di fornire il complicato mercato dell’autoveicolo”.

Conseguenze della pandemia?

Come tutte le attività industriali nel corso dei mesi di marzo e di aprile dello scorso anno lo stabilimento ha sospeso l’attività lavorativa. L’azienda ha messo in atto quanto richiesto dalle normative e continua a monitorare le disposizioni”.

Come è stata la ripresa?

Anche per Riva Acciaio è stata lenta e difficile fino alla primavera di quest’anno. Dopo i primi mesi del 2021 gli ordinativi sono aumentati notevolmente e proporzionalmente sono aumentate le difficoltà di reperimento sul mercato delle materie prime come il rottame e le ferro-leghe. Facendo parte, però, di un Gruppo presente in altri Stati europei soffriamo meno rispetto ad altri produttori”.

Le prospettive dello stabilimento?

Lo stabilimento è presente sul territorio da più di 50 anni. Dalla produzione iniziale per l’edilizia siamo arrivati a produrre acciai di alta qualità utilizzati in tutti i settori della meccanica. E’, quindi, evidente che il nostro obiettivo sia quello di continuare a migliorarci visto anche che lo stabilimento di Lesegno è l’unico a livello nazionale a disporre, nel laboratorio di ricerca, di un simulatore termomeccanico come il Gleeble 3800 che consente, con qualche chilo di materiale, di simulare tutto il ciclo di produzione, cosa che, senza questo apparecchio, saremmo costretti a fare utilizzando tonnellate di acciaio. Tanto che a Lesegno vengono effettuate prove per tutti gli stabilimenti Riva d’Italia”.

Investimenti previsti?

“Ormai da diversi anni riguardano principalmente il miglioramento degli standard richiesti dalle normative cogenti (Ambiente e Sicurezza) e della qualità del prodotto finito. Sono convinto che anche per il prossimo futuro il nostro obiettivo continuerà su questa direttiva e dovremo affrontare sempre con impegno le difficoltà dovute ai cambiamenti repentini che si determineranno anche al di là di pandemie come quella da Covid 19”.   

La prospettiva maggiore?

“L’ultima novità consiste nel riportare, entro la fine dell’anno, l’acciaieria a funzionare con il ciclo continuo, quindi lavorando con quattro squadre che ruotano sui turni producendo 152 ore alla settimana. Il programma di formazione dei nuovi assunti è in corso e stiamo completando gli organici. Ne riparleremo, però, a lavori ultimati”.

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