CEVA - C’è preoccupazione a Ceva per la possibilità che sulla Piana di Ceva venga costruito un mega insediamento di una centrale fotovoltaica che occuperà 230 mila metri quadrati di un’area agricola classificata di classe II. Insediamento per il quale la ditta spagnola Opde ha già ottenuto l’autorizzazione dalla Provincia di Cuneo, che l’ha ratificata sulla base di un protocollo d’intesa siglato dalla Giunta Bresso prima del cambio di Governo in Regione, che prevede in tutto il Piemonte sette impianti fotovoltaici. Impianti da realizzare grazie ad un contributo di 10 milioni di euro però non su terreni di classe I e II di pregio agricolo. In “cambio” la ditta avrebbe realizzato un centro ricerche sul fotovoltaico con un impianto di produzione di pannelli capace di dare nuovi posti di lavoro.
Fra i sette anche l’impianto di Ceva, realizzato in due tranche: uno su 100 mila metri quadrati lungo il Tanaro sponda destra, al di sotto del Comune di Roascio e l’ altro, sulla sponda sinistra, - sulla Piana di Ceva - fra fiume e linea ferroviaria per Fossano. Una iniziativa di cui si è venuti a conoscenza quasi per caso, nel giorno in cui la Giunta cebana è stata ricevuta in Provincia per la presentazione della Mostra del Fungo e l’assessore e vice sindaco di Ceva, Vincenzo Bezzone, ha espresso i propri dubbi su tale insediamenti al presidente della Provincia, Gianna Gancia e al presidente del Consiglio, Giorgio Bergesio.
Nei giorni successivi lo stesso presidente Gianna Gancia ha scritto ai vertici regionali una comunicazione in cui esprime la propria preoccupazione per i 110 ettari cuneesi destinati al fotovoltaico.
Spiega Vincenzo Bezzone: «Ho appreso con particolare interesse e soddisfazione l’iniziativa della Regione Piemonte di regolamentare e contrastare l’insediamento di impianti fotovoltaici a terra sul territorio piemontese. In particolare modo quando tali opere interessano gli appezzamenti di maggior pregio agricolo e paesaggistico. Tuttavia non ho tanti motivi per gioire, in quanto nei giorni scorsi la Provincia di Cuneo ha autorizzato un impianto fotovoltaico a Ceva per un’ estensione di circa 23 ettari in classe II di capacita d’uso del suolo, vale a dire nei terreni di maggior pregio agricolo. Teniamo presente che i terreni con queste caratteristiche di pregio rappresentano nel Comune di Ceva circa il 20% di tutta l’estensione comunale. Si rischia quindi di chiudere la stalla quando i buoi ormai sono usciti, in considerazione del fatto che nel mese di luglio 2010 sempre a Ceva é stato autorizzato un impianto di circa 10 ettari».
E proprio su tale prima area i lavori - oltre Tanaro - sono già iniziati, mentre a breve, a meno di novità, inizieranno quelli sulla seconda di 23 ettari.
Quindi aggiunge ancora: «Le responsabilità di tutto questo oggi vengono rimpallate da una parte all’altra, molti amministratori si trincerano dietro le controverse e carenti disposizioni nazionali.
Il contesto mi ricorda un vecchio proverbio africano che recita “chi vuole sul serio qualcosa trova la strada, gli altri una scusa”. Il Comune di Ceva in ogni caso valuterà ed adotterà tutte le azioni possibili in qualunque sede per impedire lo scempio del proprio territorio».
Ovvero impugnare il provvedimento in sede legale.
Raffaele Sasso
Nella foto: l’impianto già costruito a Bastia Mondovì
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(r.s.) - Scorrono i mesi e le stagioni. E nello scorso mese di luglio è rientrata a Ceva, dopo un anno di studio negli Usa - dove ha frequentato il quarto anno di “Higt school ”- Marta Gaudino, la studentessa dell’Istituto “Baruffi”, che lo scorso anno, grazie alla borsa di studio messa in palio dal Banco di Credito “Azzoaglio” di Ceva ha potuto trascorrere e frequentare per un anno una scuola americana. Un soggiorno di studio reso possibile anche grazie alla collaborazione con l’Associazione Intercoltura che ha seguito e continua a seguire ogni anno la selezione prima e l’assistenza poi dei giovani che frequentano l’anno di studio all’estero.
Prima di affrontare il quinto anno del “Baruffi” Marta dovrà sostenere una prova d’esame con i propri insegnanti per dimostrare che pur avendo imparato l’inglese, non ha trascurato le altre materie del proprio corso di “Ragioneria”.
Quindi questo è il suo ultimo appuntamento coi lettori di “Provincia granda, che - come per gli studenti che l’hanno preceduta (tre ragazze e un ragazzo), tutti studenti del “Baruffi”, resta sempre disponibile ad ospitare i suoi scritti, nel prosieguo del cammino di studio. Intanto nello scorrere del tempo è già negli Usa un altro giovane cebano, una studentessa del Liceo Scientifico, sempre facente parte del “Baruffi”, che presto farà conoscere l’inizio della sua avventura negli Stati Uniti d’America.
CEVA - L’undici agosto di un anno fa, stava iniziando per me un’avventura davvero unica, che porterò sempre nel cuore: partivo, per trascorrere l’intero anno scolastico negli Stati Uniti, ad Arcata nel Nord California, essendomi stata assegnata la borsa di studio che il Banco di Credito Azzoaglio mette in palio, da alcuni anni, fra gli studenti del 4° anno dei diversi corsi di specializzazione dell’Istituto Baruffi di Ceva. Mi sentivo fortunata, euforica e piena di curiosità, ma allo stesso tempo confusa ed insicura pensando alle novità che ogni giorno mi si sarebbero presentate.
Ora che sono tornata, posso dire senza dubbi, che ne è valsa la pena e che ho vissuto uno dei periodi più belli della mia vita. Ed anche se le difficoltà iniziali non sono mancate, è stata una esperienza più che positiva, che mi ha dato molto sia sul lato umano sia su quello culturale.
Mettersi in gioco ogni giorno, fare delle piccole conquiste, entrare in un mondo nuovo, con stili di vita, abitudini, usanze diverse dalle mie è stato davvero entusiasmante e, a poco a poco, stringere legami, amicizie ed arrivare al punto di sentirsi come a casa, è stato davvero bello.
Sentirmi parte di una nuova famiglia che mi ha trasmesso affetto ed insegnamenti, integrarmi in una nuova scuola e trasmettere anche un po’ della mia vita italiana è stata una esperienza cui
spesso ripenso. Anche perchè mi mancano molto le persone che mi sono state vicine in quel periodo speciale. Perchè trascorrere un anno come il mio ti fa crescere, ti apre la mente in mille modi e di consente di acquisire sicurezza.
Mi sono confortata con altri ragazzi provenienti da altri paese, ognuno di noi aveva ambizioni differenti ma, alla fine ci siamo ritrovati a provare le stesse emozioni e ad avere la stessa voglia di migliorare le cose e di credere nel nostro futuro. Per questo ho nostalgia di questo anno straordinario, che nonostante tutte le parole già dette a riguardo, resterà mio, ben “stampato” e nitido nella mia mente, per sempre.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la sponsorizzazione del Banco di Credito Azzoaglio che desidero ringraziare di cuore e provo gratitudine anche nei confronti dell’Istituto Baruffi, del dirigente e dei miei insegnanti innanzi tutto. Sia per aver inserito le attività interculturali tra i progetti della scuola, dando a noi studenti, la possibilità di scoprire il mondo, sia perché, sin dal mio rientro si sono rivelati tutti molto disponibili e comprensivi, nel seguirmi affinché potessi recuperare e colmare le lacune nelle materie che non ho potuto svolgere nel mio periodo all’estero.
Infine il mio pensiero va anche ai volontari di Intercultura che attraverso vari incontri mi hanno preparato ad affrontare questa sfida, ai miei genitori ai quali so di essere mancata molta e ad Ily che mi è sempre stata vicina!
Marta Gaudino
Nella foto: Marta Gaudino il giorno del Diploma nella “Higt school” che ha frequentato per un anno
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