CEVA - (se.r.) - È occorsa poco meno di un’ora al Consiglio dei sindaci della Comunità Montana Alta Valle Tanaro, Mongia, Cevetta e Valli Monregalesi riunitisi nella serata di lunedì alle 18 per trattare i quattro punti all’ordine del giorno. Presenti 29 consiglieri, prima è stato approvato il verbale della seduta precedente, quindi si è passati al secondo punto riguardante la ratifica della variazione di 1.591 euro a favore del Servizio socio-assistenziale, 1.043 euro per utilizzo di beni di terzi e 548 euro per acquisto beni di consumo e materie prime al socio-assistenziale. Altra parte della variazione consisteva in 22.800 euro relativi allo stanziamento a favore del capitolo relativo allo studio di fattività del progetto della ex strada militare Monesi-Tenda. Cifra complessivamente stanziata dalla Comunità Montana, Comune di Imperia e Comune di Limone Piemonte ed approvata all’unanimità.
Al terzo puntosi si é parlato dell’ “Arboreto Prandi Officina delle Erbe”. Per il quale é stato richiesto da parte della Regione Piemonte (intervenuta con 586 mila euro permettendo il recupero dell’intero stabile interno all’Arboreto, la via di accesso e di migliorare le condizioni dell’Arboreto stesso nella sua generalità e inaugurato questa estate) un vincolo decennale d’uso per la completa messa a disposizione a favore della collettività per studi e ricerche attuabili nel prossimo decennio e non per altri scopi. A voler puntualizzare l’importanza, la validità culturale e paesaggistica dell’”Arboreto Prandi” unico nella zona, é stato il sindaco del Comune di Sale delle Langhe Marco Ferrero che ha rilevato come all’interno dell’Arboreto esistano non solo piante officinali ed essenziali, ma alberi di medio e alto fusto provenienti da ogni parte del mondo che, per una questione di microclima del sito, da decenni riescono a vivere e proliferare. Il consigliere Lorenzo Alliani del Comune di Ceva, si é favorevolmente espresso per la rivalutazione di questo sito nella considerazione che l’Arboreto andrà ad incrementare il turismo, il lavoro e l’indotto di tutta la zona. Tutti favorevoli nella votazione che ne é seguita.
Ultimo punto é stata la ricognizione delle partecipazioni in società di capitali per la verifica della loro rilevanza nel proseguimento delle finalità istituzionali dell’Ente.
In breve, come già in precedenza in altra seduta si era valutato, é stata espressa con voto unanime la volontà di uscire da due delle otto Società partecipate: la Fingranda e Sitraci, non risultando esserci particolari interessi per proseguire da parte della Comunità Montana. Al temine della seduta consigliare, é intervenuto il sindaco di Pamparato, Fausto Mulattieri che ha letto di due comunicazioni inviate, la prima il 23 dicembre, alla presidente della Provincia Gianna Gancia e al presidente della Comunità Montana, Giuseppe Boasso, per esprimere il forte rammarico nella mancata pulizia delle strade provinciali del territorio comunale in quanto alcune costituiscono un unica via di accesso a paesi di montagna per assicurare i servizi essenziali. Quindi la seconda, il 24 dicembre, alla presidente della Provincia di Cuneo, al presidente della Comunità Montana, al presidente della Regione Piemonte, al Comando Carabinieri Roburent e al Presidente Uncem, nella quale, “nel prendere atto dell’ordinanza di chiusura della S.P 178 di Pamparato-Valcasotto-Garessio per ghiaccio e neve dal 23 dicembre sino alla revoca, ha evidenziato come detta ordinanza avesse di fatto isolato la comunità di Valcasotto non essendoci nessun altra strada di accesso né locale né comunale. Di conseguenza, ha ancora detto: “il provvedimento appare una scorciatoia al fine di non assumersi responsabiità e magari voler risparmiare qualche euro. Invito fortemente i soggetti responsabili ad una maggior tutela delle popolazioni di montagna, tutela che trova attuazione anche nel mantenere in efficienza e sicurezza la viabiità e la mobilità senza le quali i nostri territori restano, anche fisicamente isolati”. Sono state chieste inoltre informazioni per quanto concerne la gestione per l’anno 2011 del Castello di Casotto affidata al Comune di Garessio e non alla Comunità Montana. Voce che insieme ad alcune delle precedenti sarà inserita nell’Ordine del giorno del prossimo Consiglio.
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CEVA - (se.r.) - Una ventina circa tra parenti di degenti e ospiti della Casa Albergo “Città di Ceva” di via della Repubblica, nella mattinata di lunedì 20 dicembre si sono recati in Comune a Ceva dal sindaco Alfredo Vizio per protestare contro la comunicazione giunta all’improvviso e senza motivazioni, dell’aumento della retta mensile che dal primo di gennaio 2011 passerà ad un importo mensile di 1.449,60 euro contro gli attuali 1.168,00 euro. Un aumento considerevole di ben 281,60 euro che non é stato affatto gradito dai 37 ospiti della “Casa Albergo” di Ceva.
Alcune singole situazioni degli ospiti paiono poi decisamente gravi in quanto con la sola pensione non sono assolutamente in grado di far fronte all’onere della nuova retta. Una coppia di coniugi residenti alla “Casa Albergo” ora dovrebbe sborsare mensilmente una somma pari a circa 2.900 euro mensili: cifra improponibile per la loro situazione economica. Altro punto contestato sono alcuni servizi e prestazioni sanitarie che dovrebbero essere a carico dei singoli. Anche in questo caso con grave disagio. Preso atto delle vibrate proteste il sindaco Alfredo Vizio ha promesso il suo interessamento personale e dell’amministrazione per risolvere la situazione nel più breve tempo possibile
«L’incondizionato aumento del 25% della quota mensile é decisamente improponibile - ha detto Vizio - anche se é a discrezione del gestore della “Redancia” stabilire la quota mensile. Questa voce, non é compresa nel regolamento al tempo concordato e sottoscritto dalle parti per la gestione della “Casa Albergo”. Può esserci un adeguamento della retta, questo sì, ma in base ai valori forniti dall’Istat. I servizi viceversa, rientrano pienamente nella stipula contrattuale, per cui sono e devono essere compresi nella retta mensile come pattuito al tempo».
Il sindaco ha comunque assicurato il suo sollecito interessamento e quello dell’amministrazione per la definizione in tempi brevi di questa incresciosa situazione che si é venuta a creare e rischia di rovinare le prossime festività natalizie agli ospiti della Casa Albergo.
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