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La zampa

 - "CAN CHE ABBAIA" -

Rubrica per i nostri amati animali, ma soprattutto per i padroni

(a cura di Maurizio Luppi, 3358341510)

Il cane deve avere consapevolezza del proprio valore,

si sentirà apprezzato perchè sta al nostro fianco

Prima di trattare della stima che si colloca al quarto livello della piramide di Maslow relativamente ai bisogni, ricordo che al primo c'era la soddisfazione dei suoi bisogni fisiologici immediati, tra  cui aggiungo  di garantirgli momenti di riposo e di sonno per almeno i due terzi della giornata, subito dopo il tutelarlo da paure o stress, ovvero esporlo al minor numero di stimoli avversativi, e di curarlo se si ammala. Anche se solo di recente, al cane si è riconosciuta l'esistenza di un suo mondo psichico simile al nostro, e ciò significa che è necessario fornirgli la presa di coscienza dei suoi valori e della sua essenza di cane. In parole povere questo significa che dobbiamo valorizzarlo e non umiliarlo, cosicché si senta apprezzato come entità importante al nostro fianco. Il brutto anatroccolo non è felice infatti, e lo stato di tristezza pregiudica il suo sistema immunitario, oltre al fatto che potrebbe causare derive comportamentali negative. Come si può ben vedere, il cane ha molti aspetti simili se non identici ai nostri, quello che non è semplice è attuare strategie funzionali e corrette alla sua natura di cane, che differisce dalla nostra. Leggendo libri ci si può informare senz'altro, ma la lettura più importante è sempre quella dei suoi occhi: il cane ci dirà di cosa ha bisogno. Osserviamolo quindi sempre ed attentamente, e vedrete che riuscirete ad entrare in empatia con lui.

 Adesso è il momento di Ugo, un giovane e bel pit bull, affettuoso ed equilibrato con tutti, vi aspetta al canile Rifugio La Cuccia di Santa Croce di Cervasca, e non vede l'ora di cambiare in meglio la vostra vita.

Sono sempre a disposizione di tutti voi, e potete contattarmi al 3358341510 per approfondimenti e consulenze, gratuite si intende.

L'importanza delle abitudini e dei riti di tutti i giorni

Giocare è il modulo educativo per eccellenza, ma naturalmente non è solo col gioco che noi educhiamo e forniamo stimoli utili per la sua formazione. Se ricordate la piramide di Maslow, oltre che assicurargli la soddisfazione dei bisogni fisiologici primari, si deve dare: sicurezza, amore, stima ed infine far sì che si auto-realizzi.

La relazione quotidiana con il nostro cane è la colonna portante, infatti sarà proprio il modo con cui ci rapportiamo a lui, il mezzo per ottenere quanto sopra detto, ma andiamo per gradi. Per sicurezza si intende sia una condizione di serenità dell'ambiente, e quindi non esporlo a stimoli avversativi, ma anche la certezza di quanto avverrà durante il corso della giornata, per cui si devono utilizzare dei rituali cosicché il cane riconosca con chiarezza e senza ansie inutili, l'uscita per la passeggiata, il mangiare la pappa, il giocare, il dormire ecc.

Questi rituali sono le sue ancore, elementi importanti perché lui viva in equilibrio, ma non sono da trascurare i nostri modi nei suoi confronti. Il nostro atteggiamento deve essere benevolo e cordiale, sempre sorridente e gioioso, e nel caso di una sua marachella, non rimproveriamolo ma cerchiamo di indicargli la cosa giusta senza punire quella sbagliata, infatti il cane ignora il concetto di giusto e di sbagliato.

Infine, presso il Rifugio La Cuccia di S. Croce di Cervasca c'è Luna, una cagnolina che ha subito brutte esperienze, e per questo merita un buon futuro. Per lei è necessaria una persona tanto sensibile quanto coraggiosa, ma avrà da me aiuto e consigli.

Sono sempre a disposizione di tutti voi, e potete contattarmi al 3358341510 per approfondimenti e consulenze, gratuite si intende. Grazie.

Educare vuol dire "tirar fuori"

La volta scorsa scrivevo della necessità al fine educativo di fornire nuove competenze al proprio cane, oppure incrementare le esistenti, utilizzando giochi mirati, perché in questo modo si vanno a risolvere eventuali problemi comportamentali. Ma non vorrei essere frainteso: educare significa tirare fuorie non mettere dentro, intendo dire che il cane, creatura senziente ed intelligente, riceverà da noi semplicemente degli stimoli, essendo in grado di elaborarli e quindi fare apprendimento.

La nostra parte è appunto quella di proporgli tali stimoli, mediando con attenzione la modulazione della difficoltà: il cane deve quindi avere sempre successo,  così si suscita il suo divertimento ed l'interesse a collaborare con noi.

Il gioco è quindi una cosa seria, da condursi in ambito di gioia ma al tempo stesso senza trascurare la finalità che ci siamo proposti, ovvero fare in modo che al termine l'esperienza sia stata per lui un arricchimento ed una scoperta delle proprie capacità.

Essendo ogni cane un individuo a sé stante, la generalizzazione in alcuni casi potrebbe essere controproducente, cioè sbagliando il gioco o la modulazione dello stesso, otterremo un effetto negativo, per cui replicare in modo pedissequo quanto leggiamo su un libro o in internet, è sconsigliabile.

Infine, presso il Rifugio La Cuccia di S. Croce di Cervasca c'è Neve, dolce ed affettuosa verso tutti, uno scrigno pieno di tesori, andate a trovarla e vi conquisterà. Come sempre sarà per me una gioia fornire il percorso di avviamento alla relazione in modo gratuito, necessario per accoglierla nel modo migliore e corretto.

         Sono comunque a disposizione di ognuno di voi, per approfondimenti o consigli potete contattarmi al 3358341510, e anche in questo caso l'incontro sarà a titolo gratuito. Grazie.

Se il cane scappa o attacca

è segno di insicurezza e di competenze non insegnate

 Le attività ludiche che soddisfano i bisogni del cane perché corrispondenti alla sua natura, sono quindi i giochi di ricerca olfattiva e di attività mentale: la ricerca olfattiva perché il modo in cui si cala nella realtà è appunto attraverso gli odori, l'attività mentale al contempo, sviluppando nuove sinapsi, fa sì che il cane abbia maggiori capacità per affrontare le situazioni. Infatti il comportamento è la manifestazione di uno stato d'animo per cui si hanno le reazioni del caso, ovvero un cane che non possiede le dovute competenze ed essendo quindi insicuro, è probabile che di fronte ad una difficoltà reagisca con la fuga o con l'attacco.

L'insicurezza come pure la paura, sono le due facce della stessa medaglia, sono le cause che determinano un comportamento fobico o aggressivo.

È chiaro a questo punto che se vogliamo risolvere queste problematiche, dobbiamo fornire al cane strumenti e competenze per affrontare serenamente la vita, per cui il percorso cognitivo è la strada maestra da percorrere.

Ogni cane è dotato del cervello, ed ognuno ha la sua personalità ed il suo carattere, allora è necessario utilizzare giochi di problem solvingmirati e modulati a seconda delle sue capacità, così alla fine il cane cambierà i suoi istintivi vecchi schemi mentali migliorando il suo comportamento.

Per concludere vi annuncio che presso il Rifugio La Cuccia di S. Croce di Cervasca, attende di essere adottata Rosalie, una dolce cagnolina non più giovane, ma dotata di eccezionali qualità.

Come sempre, fornirò gratuitamente il percorso di avviamento alla relazione, anche se lei è perfetta, ideale per ogni tipo di famiglia.

Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro.

Il "gioco olfattivo" è fondamentale,

fonte di stress, invece, la ricerca che non produca un risultato

Giocare col proprio cane ha molteplici aspetti positivi nonché benefici per entrambi. Non ci sono scuse, il tempo lo possiamo ritagliare per lui, per il cane è un bisogno quello di relazionarsi con noi giocando, e non pretende la quantità ma solo la qualità. Peraltro il benessere che procuriamo poi lo riceviamo: giocare fa bene a tutti, inoltre il benessere psichico si ripercuote favorevolmente anche sul piano fisico del nostro cane, ad esempio è risaputo che rafforza il sistema immunitario. Quindi anche per pochi minuti, conducete dei giochi con lui, variandoli a seconda della vostra fantasia o di quanto avete a disposizione al momento.

I giochi di ricerca olfattiva sono fondamentali per lui, per usare il naso infatti deve usare il cervello, a differenza di quando corre dove usa la spinta istintiva.Dopo una, due, massimo tre sessioni di ricerca, il cane sarà divertito, appagato e soddisfatto, al contrario il correre senza un target preciso ( la preda da conquistare ) lo lascia in uno stato di stress per cui sarà alla fine nervoso. Altri giochi educativi oltre a quelli di ricerca olfattiva, sono quelli cognitivi detti anche attività mentale, di cui vi parlerò diffusamente nel prossimo articolo. Per concludere vi annuncio che presso il Rifugio La Cuccia di S. Croce di Cervasca, attende di essere adottato Afro, un bianco cucciolone dagli occhi ambrati che vi conquisterà per bontà e simpatia. Il percorso di avviamento alla relazione lo fornirò gratuitamente: sarebbe un peccato non cogliere l'opportunità di averlo al fianco, e non solo per lui.

Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro.

 «Caro padrone, perchè dovrei giocare al "riporto" degli oggetti?»

Il gioco della palla è tra i più diffusi, infatti piace a molti cani, anche se è vero che non è gradito a tutti. Per questo motivo, noi "adottanti di un cane", spesso la portiamo per poi lanciargliela quando ne abbiamo l'occasione, ed ecco il primo equivoco. Infatti il gioco è una occasione di divertimento ma soprattutto di apprendimento, si deve ritualizzare l'inizio, lo svolgimento, preferibilmente non prolungato nel tempo (un bel gioco dura poco...), ma è importante segnalare con chiarezza e determinazione la fine dello stesso, proprio per non lasciare il nostro amico peloso in aspettativa di un nuovo lancio che invece non ci sarà, per andando poi in frustrazione.

         Detto questo, ricordo che il rincorrere una palla lanciata è la caratteristica di tutti i cani in quanto rispecchia la fase predatoria di rincorrere e raggiungere la preda. Il riporto invece non lo fanno tutti poiché è un comportamento indotto da noi umani attraverso la selezione delle razze. Pensandoci bene una volta catturata la preda, il predatore la consuma sul posto, non la porta a chicchessia, a meno che non sia il caso della mamma ai suoi cuccioli. Ma con la selezione di cui sopra, noi abbiamo cancellato nel cane la fase consumatoria inserendo quella del riporto, e questo è un dettaglio non da poco, infatti non ricevere alcun premio per l'azione compiuta lascia interdetto il nostro cane, dopo tanta fatica niente? Quindi dopo ogni riporto premiamolo, con cibo, lode o con un altro gioco prima di riprendere a lanciare nuovamente la palla, così ridurremo il rischio di stressarlo e sarà soddisfatto e divertito. 

         Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro.

 

Parliamo ancora dei giochi con i cani:

una specie di allenamento alla caccia

Parliamo finalmente del gioco, nelle sue diverse modalità e finalità. È doveroso premettere che nel caso dei cani il gioco che loro ingaggiano è una specie di allenamento alla caccia, infatti replicano quei comportamenti orientati per la cattura della preda.

         Motivo per cui è da tenere presente che il gioco deve avere una fase iniziale precisa, un suo sviluppo temporale congruo, nonché una fase conclusiva di successo ( I° fase appetitiva;II° fase predatoria; III° fase consumatoria).

         Queste precauzioni devono essere rispettate per evitare che il cane sia frustrato anziché divertito, vanificando peraltro anche l'aspetto educativo intrinseco al gioco che abbiamo deciso di attuare.

         Molti infatti credono che tirare più e più volte la pallina per farcela riportare sia appagante, mentre è stressante:infatti il cane da riporto del cacciatore durante la battuta non lo fa ripetutamente ed incessantemente.

         Così come farlo correre per lungo tempo, anche se inizialmente è per lui uno sfogo, ben presto diventa motivo di stress, in quanto è una corsa che non è indirizzata ad un fine preciso.

         Per non parlare dei giochi che premuti emettono un fischio, e sono la maggior parte: sappiate che quell'innocente suono per il cane rappresenta il gemito della preda azzannata, ma che poi non muore mai.

         È un bel loop di stress, non credete?

         Quelli citati sopra sono cenni preliminari per introdurre la descrizione dei vari giochi con cui interagire col nostro cane, per educarlo in modo divertente ma soprattutto secondo il metodo relazionale e cognitivo.

         Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro.

Il gioco col cane: sì, ma quali giochi?

Chi ha letto l'articolo della scorsa settimana, adesso sarà curioso di conoscere quali giochi fare col proprio cane per educarlo, ma scusate se vi tengo sulla corda e non ne parlo in questa occasione, infatti è necessario nonché indispensabile, fornire innanzi tutto risposta ai suoi bisogni.

         In diversi testi di cinofilia troviamo a questo proposito citata la famosa Piramide di Maslow, per descrivere appunto a cosa si deve prestare attenzione se vogliamo dare al nostro cane il benessere.

         Il professor Maslow era uno psicologo americano che nella metà del secolo scorso, ha elaborato questa sua teoria rivolta all'essere umano, rappresentandola con una piramide che dalla base al vertice indica:

la prima necessità è quella di avere risposta ai bisogni fisiologici immediatiche immagino siano chiari a tutti voi quali siano; come seconda mette la sicurezza, infatti vivere nella paura e nell'incertezza di quanto avverrà dà disagio che a lungo diventa uno stress cronico; la terza è quella dell'amore inteso sia come affettocheappartenenza, infatti ormai il cane è considerato come un vero e proprio membro della famiglia; poi abbiamo la stima, ossia ricevere quei riguardi relativi alle qualità intrinseche riconosciute; al vertice c'è infine l'auto realizzazione, nel caso del cane il diritto ad essere un cane rispettato nelle sue espressioni tipiche e proprie del suo etogramma, in parole povere non essere trattato come un peluche né quale vicario del figlio che non abbiamo avuto.

         Anche se questa teoria è nata per noi esseri umani, come vedete si adatta molto bene anche per i cani, lo vedremo meglio nel prossimo articolo proprio parlando del gioco e del giocare.

         Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro.

 

Play Group, forma educativa vincente

Come anticipato nel precedente articolo, ora parleremo di Play Group, che tradotto significa serie di giochi. Infatti il gioco è la forma educativa vincente su tutte le altre, come ben sanno gli insegnanti dei nostri bambini.La difficoltà nell'apprendimento sta nel mantenere attenzione e concentrazione, per cui il divertimento è l'energia positiva che alimenta entrambi.

         Naturalmente la serie di giochi deve essere mirata e confacente a quanto vogliamo far emergere dal nostro cane, che sia un comportamento o una determinata azione specifica.

         Ricordo che il cervello dei nostri amici pelosi è sostanzialmente strutturato come il nostro, per cui costruendo nuove e maggiori sinapsi, col gioco possiamo plasmare nuovi assetti mentali e di conseguenza andiamo a migliorare quelle situazioni negative come ad esempio la paura o la aggressività, nonché qualsiasi altra.

         Questo è il modulo educativo che si richiama al metodo cognitivo, far leva cioè sulle capacità cerebrali ed intellettive per fornire nuove esperienze positive che arricchiscono il patrimonio esperienziale del cane, che lo rendono sereno e tranquillo perché sicuro di sé.

         L'auto-controllo è da preferirsi senz'altro al controllo da parte nostra, in quanto si aiuta il cane a discernere in modo razionale le reazioni agli stimoli evitando la deriva istintiva di fuga o di attacco.

         La difficoltà sta però nella scelta dei giochi idonei per l'obiettivo che si vuole raggiungere e nella modulazione degli stessi, ed ecco l'importanza dell'intervento dell'educatore che con la sua esperienza può valutare come intervenire.

         Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro.

 

Il gioco: quando il cane apprende e si misura con il padrone e con se stesso.

          Il gioco è un'attività propria del cane, gioca da cucciolo, da adulto e da anziano, anche se con ritmi meno serrati. Lo fa naturalmente perché si diverte, ma al contempo è un modo per misurarsi, affinando le proprie tecniche ad esempio di lotta, unendo strategie e vigore muscolare, è una comunicazione sociale con la quale relazionarsi ed approfondire la conoscenza di altri conspecifici, ma è soprattutto un momento di apprendimento.          Ebbene sì, il cane anche in questo ci insegna, ci dimostra che attraverso l'entusiasmo e la gioia, che sono emozioni ad alto contenuto di energia, ovvero giocando, noi impariamo nuove cose e ampliamo i nostri orizzonti e così le nostre capacità cognitive. Recenti studi scientifici hanno appurato che il cane possiede un mondo psichico assai complesso e non poi così dissimile dal nostro. Precedentemente eravamo influenzati dalla visione meccanicistica di origine cartesiana, per cui lo si considerava una specie di macchina e non la creatura intelligente e senziente che invece è. Le conseguenze di tale visione ci hanno portato all'opposto del concetto di educazione come oggi la si intende, andando a condizionare il comportamento del cane con metodi coercitivi e punitivi: non si impara col dolore e la punizione, tanto meno soffocando il carattere e la personalità del cane per piegarlo ai nostri voleri. Dobbiamo ringraziare Konrad Lorenz e gli altri etologi che con i loro studi ci hanno mostrato e spiegato il comportamento animale, facendoci uscire da un buio circolo vizioso, ingiusto e crudele nei confronti del cane e di tutti gli animali.

Play group: di questo parlerò la prossima volta.

Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro.

 

Estate, la piaga dell’abbandono dei cani:

«La cultura del bene, unico antidoto alla barbarie»

«Siamo in estate, periodo di vacanze e purtroppo di abbandoni. Il cane, infatti, diventa per taluni un problema, un peso da scaricare e così decidono di disfarsene come si trattasse di un oggetto che non serve più e oltretutto reca disagi.

Se pensiamo di inasprire le pene nei confronti di chi commette il reato di cui sopra, forse non abbiamo la soluzione del problema, come ad esempio è accaduto in America al tempo del proibizionismo. Cambiando il punto di vista considereremo queste persone non come colpevoli ma come inconsapevoli, cioè persone non responsabili. Andremo allora a ragionare sulla causa di tale atteggiamento, e vedremo inoltre che il comportamento degli irresponsabili è altamente dannoso e pericoloso per la nostra comunità civile.

È aumentando l'educazione e la sensibilità di costoro che si ottiene una valida soluzione, e non rincarando le pene da comminare. Prevenire anziché punire e vendicarsi, promuovendo azioni di sensibilizzazione nelle scuole e non solo, fornendo strumenti di conoscenza e di competenza per far comprendere che il diverso da noi merita lo stesso rispetto che riteniamo essere nostro diritto avere.

Da sempre, infatti, il diverso ci induce paura e diffidenza, per cui lo disprezziamo e lo combattiamo, non riuscendo a vedere le risorse di un confronto scegliendo invece lo scontro. Il cane è il nostro compagno dalla notte dei tempi, e per non essere il debito con lui allora dobbiamo rispettarlo e amarlo come lui ama noi. Siamo alleati nella condivisione del tempo (ahimè) breve che viviamo.

Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro».

 

Il cervello del nostro cane: una sorpresa continua

 Per riuscire a capire davvero il nostro cane, è necessario conoscere alcune informazioni sul suo cervello, di come è strutturato e di come funziona.

         Non tutti sanno che è qualitativamente identico a quello dell’uomo, differisce solo rispetto alla quantità di alcune sue parti, mentre è uguale, appunto, la struttura e il funzionamento.

         Il volume è pari allo 0,5 % del corpo, ma per il suo mantenimento richiede il 20 % del sangue in circolo.

         In ciascun individuo il numero di neuroni presenti è pressoché identico, la differenza tra un individuo e l’altro è determinata dal maggiore o minore numero di connessioni sinaptiche.

         Un cane al quale sono stati proposti molti stimoli ha capacità superiori rispetto a quello meno stimolato. Addirittura il suo cervello aumenta di volume e di peso, infatti intelligenza deriva da intelligere ovvero collegare.

         Non solo la genetica quindi, ma soprattutto l’esperienza, per cui l'ambiente e gli stimoli ricevuti, è determinante per la formazione del carattere e della personalità ed essendo il cervello un organo plastico, noi con l'educazione relazionale possiamo correggere i difetti e così far emergere le qualità.

Il cane è in grado di pensare, fare delle associazioni, discriminare, al contempo di provare emozioni, ma non di fare astrazioni come l'uomo, in quanto i lobi frontali e la materia grigia in lui non sono così sviluppati.

         Il comportamento è determinato dalle risposte agli stimoli che il cervello esprime: aumentando  il numero delle interazioni neurali, si va a costruire una mente più aperta e più pronta, e questo avviene anche nel cane adulto o anziano.

Per eventuali approfondimenti potete contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e magari fare gratuitamente un incontro.

 

LA NOSTRA RUBRICA: "CAN CHE ABBAIA"

Al via la rubrica “CAN CHE ABBAIA”, e subito mi presento. Mi chiamo Maurizio Luppi, sono un educatore cinofilo, e ho il piacere di parlare dei cani, quasi fossi uno di loro, ed ecco la ragione del titolo.

Ogni volta tratterò brevemente un argomento di carattere cinofilo, e esporrò alcuni consigli gestionali che potranno esservi utili. Nel caso aveste bisogno del mio aiuto nello specifico, sarò gratuitamente a vostra disposizione per un incontro valutativo.

Per capire meglio il nostro peloso amico, racconterò delle sue origini: il cane discende dal lupo, infatti l'indagine genetica ha escluso la partecipazione del coyote o di altri canidi. Il numero dei cromosomi del lupo e del cane è lo stesso, ovvero  sono  78, al  contempo  hanno il 98% dei geni in comune; peraltro tale percentuale è la medesima che abbiamo noi umani con le scimmie, ed è evidente che la discendenza è cosa diversa dall'uguaglianza. Esistono due tesi riguardo al suo addomesticamento: la prima è che l'uomo abbia catturato alcuni cuccioli e via via abbia poi fatto riprodurre i più docili; la seconda suggerisce che alcuni lupi si siano spontaneamente avvicinati agli insediamenti umani per reperire il cibo  dai suoi avanzi alimentari.

Perché l'uomo primitivo ha inserito nel proprio contesto sociale uno fra i più forti e pericolosi predatori e non un più mite erbivoro inoffensivo? La spiegazione è data dalla trasformazione della vita da cacciatore nomade a contadino stanziale, per cui da circa 14.000 anni il cane ci accompagna fedelmente, e sebbene discenda dal lupo, è però una creatura profondamente diversa.

È solo un breve cenno, ma se siete interessati, indicherò i testi con cui approfondire l'argomento.

L’ABBAIO MOLESTO

Seguono ora alcuni consigli riguardanti l'abbaio molesto in casa o nel giardino. Premesso che l'abbaio è l'espressione del suo linguaggio, diritto peraltro riconosciuto giuridicamente da diverse sentenze, vanno senz'altro presi dei provvedimenti e non solo nei casi più clamorosi.

Se il cane abbaia ossessivamente e furiosamente, quando suonano alla porta, quando lo lasciamo solo in casa, quando passa qualcuno per le scale, ecc, sta manifestando un suo disagio, mostrando di non essere in grado né di sopportare quantomeno di gestire la situazione. Per far cessare questo circolo vizioso si deve sostituirlo con un circolo virtuoso, ovvero mettere in atto dei cambiamenti positivi: da una parte oscurare la rete di recinzione del giardino o della ringhiera del poggiolo in modo che abbia meno stimoli visivi, ed in casa posizionare la sua cuccia in un punto distante dalla porta di ingresso, impedendogli lo stazionamento in zone di controllo; dall'altra si deve fare un vero e proprio percorso educativo, che attraverso giochi ed esercizi appropriati, rafforzi in lui l'autostima e il carattere, e quindi accresca la sua sicurezza

Il cane è una creatura sensibile, non è una apparecchiatura con pulsanti da premere, non esiste una bacchetta magica ma solo azioni idonee. Se affrontati correttamente, infatti, non ci sono problemi irrisolvibili, ma ogni cane è diverso dall'altro, quindi per riuscire a dare consigli più precisi ho bisogno di valutare di persona la singola situazione.

Non esitate a contattarmi al 3358341510, sarà un piacere potervi essere utile e fare gratuitamente una chiacchierata con voi insieme al vostro cagnolino. 

IL FONDO
  Il colpevole è l’abusivismo edilizio. Ora è tutto un coro, tutti si sono accorti che decine di case sono costrui...