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"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

 

I salici con le foglie, i ciliegi in fiore sulle colline ci dicono che è primavera.
Ma è la pioggia che manca

Se tre settimane fa la nostra Mirabelle, un pruno che arrivò sessant' anni fa dalla Provenza, era già tutta fiorita, ora -dopo aver ricoperto di petali bianchi il prato che la ospita- verdeggia completamente di foglie. Il gruppo di salici che costeggia la stradetta bianca che porta sulla nostra collina, sembrava ieri il boschetto di un quadro preraffaellita, con foglie fitte e languide di verde tenero. Questa immagine, colta al volo dal finestrino della macchina, ci ha ricordato uno dei detti più profetici dell'arrivo della primavera: “La Pasqua ch'a ven-a quand l'ha veuja, 'l sales l'ha già la feuja”. Che la Pasqua arrivi quando vuole, il salice sarà già tutto verde di foglie. In quel detto c'è  la spiegazione di questa stagione così “anticipata”, che ha suscitato stupore, meraviglia, soprattutto paura di un tempo impazzito. Che la Pasqua sia”bassa” o alta”, quando arriverà, il salice sarà già fogliato. Secondo la civiltà contadina il salice con la natura tutta rinasce insieme alla Pasqua. Quest'anno, visto che secondo il calendario astronomico la Pasqua sarebbe dovuta cadere la prossima domenica, tutto funziona. Siamo nella primavera non solo astronomica, quella che comincia con l'equinozio di oggi, 20 marzo. Ma siamo in primavera anche per la natura e la campagna. Perché se la Pasqua è la prima domenica che viene dopo il primo plenilunio che segue l'equinozio, allora Pasqua dovrebbe essere questa domenica e non il 21 aprile prossimo, come stabilito dal calendario ecclesiastico fin dal 325, anno del concilio di Nicea. Il busillis sta proprio nella decisione presa nel remoto 325 a Nicea, quando si stabilì una data fissa per l'equinozio, quella del 21 marzo. Dimenticando che l'equinozio astronomico può cadere anche nel 20 marzo o addirittura il 19... E è chiaro che se per la Chiesa l'equinozio cade il 21 (anziché il 20 come quest'anno è) la prima lunazione piena dopo il 21 sarà quella del 19 aprile e la Pasqua sarà, come appunto avverrà, la domenica successiva, il 21 aprile. Se non vi è venuto il mal di testa a seguire questa elucubrazione calendariale, smettete i malumori per una stagione che non vi aspettavate. Certo, se siete appassionati di sci vi viene il magone nel vedere che la neve sulle coste alpine anche più alte sta scemando a vista d'occhio. Dal casotto che ci è caro e che gioisce per la primavera arrivata, vediamo le coste della Bisalta soltanto più con strisce bianche. Le colline che ne sono il grembiule cominciano ormai a mostrare quelle macchie vaporose bianche sparse qua e là e sempre più diffuse, che non sono null'altro che il ciliegi selvatici, disseminati a frotte dai merli, che fioriscono incuranti dei problemi del calendario. Le previsioni confermano tutto ciò. L'anticiclone occidentale si sta riposizionando sull'Europa centrale e garantirà un finale di marzo con le massime in ripresa, dopo le freschette arie notturne di questi due -tre giorni. Così continuerà a fare anche per la prima settimana di aprile. Unico, grave problema, la pioggia. Torrenti e fiumi languono, i timori sono per le riserve idriche dell'estate. Ma, per il momento -come si suol dire- non vi sono nuvole all'orizzonte.

IL FONDO
Come abbiamo riportato su queste colonne più volte, è stata annunciata, dalla Provincia di Cuneo, la volontà di costruire una ...