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"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

Esauriti i “santi della pioggia” di agosto, speriamo in quelli di settembre

È passato Ferragosto, è passato San Rocco ed ancora l'estate 2017 mostra di voler continuare sul solito binario: sole e niente acqua. La temperatura un po' è calata, per fortuna, in queste ultime ore. O meglio, era calata, perché da domani -giovedì- riprenderà a salire e lo farà fino a domenica almeno, con i termometri che torneranno a mostrare calori da incubo. O quasi. In queste ultime ore è stato invece un vero conforto rileggere temperature massime attorno ai 26 gradi e valori medi tornati attorno ai 20° o poco di più. Le arie fresche da Nord Est, i rèfoli di quelle piccole ondate perturbate che scuotono i cieli al di là delle Alpi sono riusciti solo a tratti ad arrivare fino a noi e quel poco che è arrivato ha portato solo un po' di fresco, ma ancora niente acqua. Noi osserviamo con grande preoccupazione la portata delle fonti collinari ridurre la propria portata ad un filo e niente più. Anche la nostra secolare sorgente mostra fatica a mantenere quell'apporto di acqua fresca che da sempre ha garantito vita agli abitatori della costa che ci è cara. Le forsizie esposte al sole pieno sulle ripe lontane dalle frescure notturne lasciano spenzolare le foglie come fossero ormai vicine ala caduta per inedia ed i fiori tutti, rose in testa, riducono grandezza di fioriture stentate e delle foglie, cercando in una sorta di esasperato sussulto verso l'alto quell'acqua sempre più lontana.  Verrebbe da dire con l'arido cinismo contadino che almeno il prato, naturale e non irrigato, non cresce e ci risparmia fatica. Non fosse che sembra ormai un campo da calcio da bidonville abbandonata e che riflette il caldo come fosse una lampada solare impazzita. Insomma, la Luna nuova di ieri, martedì, non sembra affatto intenzionata ad invertire la cifra meteo di questo agosto secco, di questa estate arida riportandoci non dico la prima innaffiata di settembre, ma nemmeno un temporalino rinfrescante di agosto. E i modelli meteo matematici continuano ad essere poveri di previsioni umide, relegandole soprattutto all'arco alpino e vagheggiando di qualche possibile incursione temporalesca, qua e là, anche sulle pianure. Ma “forse”, sottolineano, come se le piogge fossero ormai tale “rara avis” da sembrare impossibili, o quasi. Quindi continua il sereno, con al massimo qualche copertura locale e alpina ma senza conseguenze. Unica speranza, che nel fine settimana, con temperature massime tornate ben sopra i 30°, qualche infiltrazione da Ovest riesca ad arrivare sulle pianure e colline a rinfrescare le uve ormai in vendemmia. Non è molto, ma potrebbe succedere soprattutto tra sabato e domenica.              

romano.fulvio@libero.it

 

 

IL FONDO
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