Cerca
"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

Finisce l'anticiclone: con Santa Catlìna i primi veri sbuffi invernali.

Sono queste le ultime ore del dominio dell'alta pressione. I risultati di queste giornate sotto lo scudo dell'anticiclone si vedono. Il promontorio di bel tempo che arriva da Ovest ha schiacciato le minime attorno o sotto lo zero in pianura. E da qualche mattina assistiamo alle prime vere brinate che imbiancano le rive esposte a Nord e le forre che accolgono bialere e torrenti. Ma in quota alpina, oltre i 1000 mt non è così. Martedì' all'alba le temperature del Chiotas, del Pancani erano tutte ben sopra lo zero, fino a cinque gradi ed anche più. E questo non è bene per le piste da sci, che già domenica, dopo l'invasione dei festanti primi sciatori della stagione, mostravano in mezzo alla candida neve anche le prime strisce marroni di terra raschiata via dalle migliaia di “legni” a precipizio giù verso la valle. Le minime alte non aiutano i “cannoni” dell' artificiale, ma sarà così per poco ancora. Infatti da mercoledì-giovedì l'anticiclone comincia a cedere e da venerdì un flusso perturbato da Ovest Sud-Ovest coprirà via via del tutto di nuvole le piane permettendo alle minime di risalire in pianura al di sopra dello zero, contraendo in compenso le massime che si collocheranno stabilmente sotto i 10 gradi. Sarà un passaggio breve, che durerà soltanto per tutta la notte e fino al pomeriggio di sabato, con scarsi eventi meteo a corredo: qualche possibile spruzzata alpina e niente più. Cosicché la domenica dovrebbe passare con un rinnovato sole ma anche con temperature che di nuovo cominciano a ricollocarsi al di sotto delle zero deciso, come avverrà appunto nei primi giorni della prossima settimana. Finché, ad inizio dicembre potrebbe arrivare una ondata perturbata da Nord Ovest che al momento sembra in grado di riportare un po' di neve in montagna e, forse, una prima spruzzata sugli altipiani della Granda. In attesa degli eventi, registriamo che questa svolta stagionale dall'autunno all'inverno avverrebbe proprio in concomitanza della festa (25 novembre, sabato) di quella Santa Caterina d'Alessandria che è stata molto amata dalla tradizione popolare piemontese, tanto che in molte delle nostre cappelle istoriate del '400 la santa è raffigurata con la ruota e la spada (strumenti del suo martirio) e con il libro, ad indicare il suo profilo di donna colta, capace non solo di discutere, ma anche di convincere con stringente dialettica. Patrona degli studenti di teologia e di filosofia, il calendario popolare la ricorda con una serie di detti ispirati alla svolta stagionale, di cui il più noto è :” A Santa Catlìna la fioca 'n sla côlina”.

 

romano.fulvio@libero.it

 

IL FONDO
“Metterci la faccia”, in fondo, non è difficile. C’è una campagna efficace, uno slogan, bravi fotografi, le luci. L...