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PAROLE DI... DONNA

RECENSIONE - "Mai visto il mare" di Lucia Berardi

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RECENSIONE - "Mai visto il mare" di Lucia Berardi

Mai visto il mare di Lucia Berardi è il libro vincitore del concorso letterario La Quercia del myr, edizione 2021. Un romanzo d’esordio che non solo colpisce nel profondo l’animo di chi lo legge, ma che, attraverso uno stile pulito e fluido, narra molto della storia italiana degli anni ’50.

Mai visto il mare racconta la storia di due ragazzi, Censin, ovvero Vincenzo, figlio di contadini, e Mara. Lei è una “venturina”, ovvero una bambina trovatella che viene data in affido ad una famiglia, in cambio di un sussidio statale. Spesso in quegli anni in Alta Langa questo era un modo per sostenere e migliorare le condizioni di vita di una famiglia. Inoltre questi bambini diventano forza lavoro nei campi e nelle cascine, ma di amore manco a parlarne. Tra i due, pur con molte differenze, nasce un sentimento di affetto e di simpatia reciproca, oltre che di mutuo soccorso nell’affrontare le avversità di una vita grama. Un giorno, però, Vincenzo è chiamato alle armi, e nel 1967 quando torna, lo aspetta una sgradita sorpresa. Di Mara non c’è più traccia. Riuscirà a ritrovarla?

Il romanzo è intrigante, ma non solo. Racchiude in sé tematiche importanti, che hanno caratterizzato un’epoca: il femminismo, le lotte in fabbrica, le condizioni di vita dei contadini. E’ un esordio potente, un romanzo di formazione scritto con sapienza narrativa. Un quadro sociale dipinto con rara maestria, che rivela, della scrittrice, una dote rara ed inusuale, quella di saper narrare con realismo e sobrietà valori di un tempo lontano che affascinano e coinvolgono.Affinchè il passato possa tramutarsi in un presente sereno e compatto. Forse una chimera? Chissà.

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