MENU

Parole di... Donna

RECENSIONE - "La luce pioveva", di Giuliana Zeppegno

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
RECENSIONE - "La luce pioveva", di Luciana Zeppegno

Giuliana Zeppegno è nata in provincia di Torino. La luce che pioveva è il suo esordio narrativo. Un libro di grande eleganza e potenza narrativa. Un dialogo tra figlia e madre, narrato alla seconda persona singolare attraverso capitoli brevi e frasi che lo sono altrettanto, ma incisive e d’effetto. Una specie di sofisticato e lungo flusso di coscienza, dove la figlia racconta l’esistenza di una madre, non facile, irta di difficoltà, per cui: 

“nove figli e due aborti in quattordici anni. Praticamente era sempre incinta, ma tu non te ne accorgesti mai”.

Una famiglia numerosa, all’antica, dove il padre era una figura burbera, arcigna, con qualche sprazzo di affettuosità, che stupiva tutti quando avveniva:

“Dei tuoi fratelli e delle tue sorelle hai qualche ricordo staccato. Istantanee disordinate, slegate”.

Una vita vissuta nelle campagne piemontesi, e poi un cammino in salita, irto, spesso costellato di rinunce, per cui è:

“Un giorno dell’inverno di quest’anno/Un giorno , un giorno della nostra vita”.

Una vita che è l’ordinario, ma al contempo Storia, storia di un paese che sta subendo una trasformazione: allora il lavoro, la prima automobile, l’amore, un marito, i figli. Tappe di un contesto chiuso e moralista, di sacrificio e di annullamento. Alla fine il ritratto di una donna ordinario, che diventa paradigma di un essere arcaico, assunto a simbolo, attraverso il ricordo mai dimenticato, sempre presente. Un’ottima prova, elegante e precisa, filosofica e colta. Molto colta. 

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl