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2017-07-05
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Fantozzi di oggi

Il tragico della vita in comicità. L’orrido paese in ironia intelligente. Chi è capace, oggi, come ha fatto Paolo Villaggio, di tradurre in arte aspetti così, regalando torte in faccia, ma con la statura di un intellettuale? Pigro, ma geniale. Il comico genovese fu a Mondovì, l’anno scorso, per “Aspettando Collisioni”: sedia a rotelle per seri problemi di salute (mal curati per scelta) e una lucidità mentale sorprendente. Se la prese con chi incrociava sul palco, senza sconti, come sempre, suscitando lo stesso tipo di risate riservate ai suoi personaggi: quelle che partono dalla pancia, poi salgono al cervello e diventano un sorriso irresistibile anche nei momenti più inaspettati della nostra giornata. La domanda è: Fantozzi e Fracchia, l’italiano medio, sono tramontati? Il posto fisso, oggi, non è un miraggio attuale, Facebook ha sostituito la voce camuffata nel catino di Fantozzi che telefona al mega direttore, la cuccetta non è simbolo dei viaggi, la Bianchina sostituita dalle city car. In realtà è cambiata la società, è morta un’epoca, ma il “travet” di cui non si ricorda nemmeno bene il nome è un personaggio trasversale, multimediale diremmo oggi. Villaggio ha scritto una trentina di libri, otto solo su Fantozzi, al cinema con dieci pellicole, dal 1975. In milioni lunedì sera abbiamo rivisto “Fantozzi contro tutti”. E abbiamo riso. Tanto, in modo amaro, come al solito. Dicendo: «Ma che sfigato!», declinando, poi, l’affermazione in due modi nella nostra mente: «Io sono meglio» e subito dopo: «A volte sono così». Perchè Fantozzi è una delle poche maschere della vita e dell’arte. Scegliete: frittata di cipolle davanti alla partita, sveglia "al limite delle possibilità umane", la moglie Pina, la mostruosa figlia Mariangela, la Megaditta, la collega panterona signorina Silvani, film “cagate pazzesche”, congiuntivi sbagliati, la nuvoletta sopra la testa e un unico amico, il ragionier Filini. Se vi riconoscete in almeno una voce, possiamo dire: «Siamo tutti Fantozzi, viva Fantozzi, eterno Villaggio».

Articolo scritto da:
g. sca.
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