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2017-07-07
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Lo sferisterio di Montezemolo è rimasto un cantiere aperto
Al centro del procedimento i 600 mila euro dell’assicurazione pagati alla ditta costruttrice
Crollo sferisterio a Montezemolo: avviato il processo per peculato ed abuso d’ufficio

MONTEZEMOLO - Sono stati spesi un milione 150 mila euro per quello che l’ex sindaco di Montezemolo Secondo Robaldo (in carica dal 2000 al 2012) si augurava diventasse “il più importante centro per ospitare i campionati di pallapugno: ora invece c’è solo un enorme buco”. In tribunale hanno deposto i primi testimoni nel processo che vede sul banco degli imputati Gian Carlo Rossi, Gino Ferraris e Giampietro Rubino, rispettivamente ex presidente e responsabile dell’ufficio tecnico e il segretario dell’allora Comunità Montana Alto Tanaro, Cebano e Monregalese. Sono accusati di peculato e abuso d’ufficio. I lavori della struttura erano iniziati nel 2003 con i finanziamenti erogati da Unione Europea, Comunità Montana, Provincia, Fondazioni Crc e Crt e affidati alla società di costruzioni “Zoppi srl”. Nel 2006 crollò un muro alto 20 metri, che venne rimesso in sicurezza. Poco dopo, la “Zoppi” fu soggetta a procedura concorsuale. Per il pm Pier Attilio Stea la cifra di 600 mila euro stanziata nel 2010 per ricostruire il muro sarebbe stata destinata illegittimamente alla ditta appaltatrice da parte della Comunità Montana per risarcirla di spese extra contrattuali. La somma era stata liquidata dall’assicurazione a fronte della responsabilità di un progettista. Come ha spiegato il maresciallo della GdF di Ceva che condusse le indagini, però, l’importo fu versato dalla Comunità Montana direttamente all’impresa invece che essere impegnato a bilancio. La difesa dei tre imputati è affidata all'avvocato Roberto Ponzio, per il quale i suoi assistiti “non si sono appropriati di nulla”, limitandosi a dare seguito ad una transazione legittima di cessione di credito, sostenuta da pareri legali. L’ingegnere che diventò consulente della Comunità Montana ha riferito che i 600 mila euro erano stati liquidati dall’assicurazione per la messa in sicurezza del muro, lavori eseguiti dalla “Zoppi”. L’udienza è stata rinviata il 13 settembre per i testi della difesa.

 

Articolo scritto da:
M. Br.
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