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Mondovì
2017-07-14
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Ministro Costa e ius soli: «Potrei non votarlo»

e dà il via al problema politico con il governo

Un problema che potrebbe anche costare la “tenuta” del governo Gentiloni. Il motore è il ministro monregalese Enrico Costa. E il problema si chiama ‘ius soli’ sul quale oggi, su Repubblica, proprio il detentore del dicastero sulla Famiglia dice che “potrebbe non votare”. In pratica rischia di dare vita a un problema politico decisamente più intricato nel perimetro della maggioranza di governo. Non solo: minaccia le dimissioni in caso di voto di fiducia.

Costa rappresenta in realtà il punto di riferimento di Angelino Alfano per le questioni giuridiche. Ribadendo le perplessità già espresse nelle scorse ore, ha chiesto al Pd un "supplemento" di riflessione" sulle nuove norme sulla cittadinanza in stand-by al Senato. Con l’affollamento dei provvedimenti pre estivi, potrebbe equivalere a un colpo letale alla legge.

Ciò che dà maggiormente l'idea dello strappo dei centristi è il fatto che le nuove affermazioni di Costa (che ha parlato anche di "bandierina ideologica") sono giunte come replica a stretto giro di posta al presidente del Pd Matteo Orfini, che sui social aveva ripetuto, facendo eco a Matteo Renzi, la determinazione del suo partito ad andare fino in fondo sullo ius soli, a costo di porre la questione di fiducia. Preso atto della risposta del ministro, Orfini ha polemizzato ricordando che il ddl sulla cittadinanza ha avuto già "637 giorni di riflessione" e che appare bizzarra, proprio ora, una richiesta di ulteriore approfondimento.

Tra le fila dei centristi di Alleanza popolare i mal di pancia sono sempre più evidenti. Anche Beatrice Lorenzin frena. Angelino Alfano ha visto Gentiloni, ma in pubblico

non si espone.

Costa ius soli
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