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2017-07-15
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Nella grotta Caracas-Piaggiabella 
Il Soccorso Alpino ha portato in salvo lo speleologo colto da malore a 200 m di profondità 

Nelle prime ore della mattina del 15 luglio, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha riportato in superficie lo speleologo infortunatosi nella Grotta Caracas.

M.B., speleologo cinquantenne di Savona, era rimasto bloccato ieri verso mezzogiorno nella grotta appartenente al complesso carsico di Piaggia Bella che si trova all’interno del Monte Marguareis nelle Alpi Liguri, al confine tra Francia, Liguria e Piemonte.

In occasione di un evento speleologico che in questi giorni sta richiamando appassionati dall’Italia e dalla Francia per il cinquantesimo anniversario della Capanna Saracco Volante, i gruppi speleologici locali hanno organizzato numerose escursioni nelle cavità che si aprono sull’altipiano. Durante una di queste - la traversata che collega la Grotta Caracas al complesso di Piaggia Bella - M.B. è stato colto da malore mentre si trovava in risalita su un pozzo a oltre 200 m di profondità. Vista l’impossibilità di proseguire, i suoi compagni di traversata hanno deciso di uscire per dare l’allarme mentre alcuni di loro rimanevano ad assistere l’infortunato.

La I Delegazione Speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese si trovava già nelle vicinanze perché aveva predisposto un presidio di soccorso presso la Capanna Saracco Volante proprio in occasione dell’evento. Data la rilevanza della manifestazione, anche la XIII Delegazione Speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Ligure era di presidio insieme alla delegazione piemontese e si è anch’essa immediatamente attivata.

Una squadra CNSAS di primo soccorso si è portata sull’ingresso della grotta e si è immediatamente calata all’interno raggiungendo l’infortunato e valutandone le condizioni. Intanto una seconda squadra di telefonisti ha approntato una linea di comunicazione dal campo avanzato, realizzato presso l’ingresso della cavità, fino al luogo dove si trovava lo speleologo bloccato.

Il presidio comprendeva anche un medico del CNSAS abilitato al soccorso in ambiente ostile, che, coadiuvato da altri tecnici, si è calato, ha raggiunto M.B. e ne ha stabilizzato le condizioni mediche. Il monitoraggio medico è proseguito per l’intero recupero e – raggiunto il campo base - si è concluso con una valutazione completa delle condizioni di salute dello speleologo.

Diverse squadre di tecnici soccorritori CNSAS piemontesi e liguri si sono alternate per oltre dodici ore durante le operazioni di recupero che si è concluso con la massima rapidità possibile e con un pieno successo.

 

Speleo Caracas
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