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2017-10-25
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Politica del referendum

Pensare che le Regioni a statuto speciale fossero privilegiate in modo anacronistico ha sempre fatto parte della mia (misera) formazione. Sicilia, Sardegna, Friuli, Valle d’Aosta, Trentino le percepivo come fortunate fette d’Italia con un’autonomia sperequata rispetto al resto d’Italia. L’incazzatura aumentava quando era storicamente dimostrato che gli sprechi e la cattiva gestione fiorivano in alcune di esse. Ora arrivano i referendum in Lombardia e Veneto. Ma come? Non si volevano cancellare privilegi? Palese che il valore procedurale e costituzionale è nullo, così il lombardo Maroni prende le distanze dal veneto Zaia, ma il giochino è costato tra i 30 e i 50 milioni di euro. E allora? Allora il premier Gentiloni dice che “il governo è pronto a fare una riflessione sul merito”. Vacillo sempre più. L’unica spiegazione? La politica. Un’operazione squisitamente politica, i cui confini spaziano tra la ricerca di un forte mandato popolare nei confronti del governo centrale e l’anticipo della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, almeno in Lombardia. Non vacillo più, sono già caduto.

 

Articolo scritto da:
g.sca.
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