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Mondovì
2017-11-08
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Per quattro dei 13 imputati che operavano tra Mondovì, Ceva e Cuneo nel 2010
Giudiziaria: introduzione illegale di cittadini stranieri, chiesti oltre sei anni di carcere

MONDOVI’ – Sono varie le pene chieste dal pm Francesca Nanni per 4 dei 13 imputati (dodici nordafricani e un albanese) che fra il 2009 e 2010 avrebbero concorso alla introduzione illegale di cittadini stranieri, amici, conoscenti e parenti a Cuneo, Mondovì e Ceva, in violazione del decreto flussi per lavoratori stagionali. Ammontano a 2 anni e 6 mesi (oltre a 50 mila euro di multa) per T. E. B., 1 anno e 9 mesi (25 mila euro di multa) per A.K., anno (e 30 mila euro) per H.R., 1 anno e 6 mesi (e 25 mila euro) per M.S.. Per gli altri, il procuratore capo ha chiesto l’assoluzione: “Potrebbero essere stati loro stessi vittime di truffa, non c’è certezza che fossero consapevoli dell’esistenza del meccanismo illegale architettato da M. B. Quest’ultimo, imprenditore agricolo che ha già patteggiato nel 2010 due anni e tre mesi per falsità ideologica, truffa ai danni dello Stato, atti diretti a procurare l’ingresso e la permanenza illegale, aveva spiegato come funzionava il suo metodo di acquisizione di nuova manodopera per la propria attività con sede a Viola St.Gree: “La mia era un’azienda agricola aperta nel 2002, con una stalla un centinaio di pecore, sei o sette mucche, 7 ettari di terreno. Avevo bisogno di lavoratori a basso costo, e c'era questa possibilità con la normativa che regolava i flussi.” Il consulente del lavoro L. B. (ha patteggiato un anno e 8 mesi) lo aiutava nelle pratiche con i lavoratori, per i quali venivano in alcuni casi venivano chiesti sussidi di disoccupazione. M. B. inoltre ospitava gli stranieri presso la sua abitazione ed in altri appartamenti di Viola, con il beneplacito dei proprietari per dimostrare il loro domicilio italiano necessario per la regolarizzazione. Per la Procura l'imprenditore invece simulava l'assunzione degli extracomunitari parenti o amici degli imputati (che avrebbero agito come intermediari) presso la sua attività, per ottenere il permesso di soggiorno, dietro pagamento di alcune migliaia di euro. Il lavoro, prevalentemente di tipo stagionale, durava pochi giorni o non iniziava affatto. I difensori hanno sostenuto la totale inconsapevolezza degli imputati circa l’irregolarità del lavoro che veniva offerto loro da M. B. La sentenza sarà pronunciata il 20 dicembre.

Giudiziaria processo traffico stranieri
Articolo scritto da:
M. Br.
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