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Langa
2017-11-23
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«Un’altra alluvione come quella del ’94

oggi avrebbe effetti devastanti»

Intervista a Gian Piero Viglino, artista residente a Dogliani che 23 anni fa perse tutto

Nel 2016 ha osservato la pioggia cadere incessante sul torrente Rea dalla finestra della sua abitazione posta al secondo piano di un edificio sito nel centro storico di Dogliani. Facile immaginare come nell’occasione Gian Piero Viglino, 66enne artista nato ad Alba, sia tornato con la mente a quella notte di 22 anni prima quando l’esondazione del Tanaro gli fece perdere tutto. All’epoca il pittore, dopo aver a lungo girovagato per l’Italia, si era stabilito assieme alla compagna in un vecchio cascinale in riva al fiume al confine tra i Comuni di Novello, Monchiero e Narzole. L’alluvione lo sorprese mentre stava dormendo: l’acqua mista a fango, arrivata a lambire il cortile di casa intorno alle 4,20, salì tanto rapidamente che alle 4,45 aveva già raggiunto il metro di altezza.

Signor Viglino, cosa fece quando vide che l’acqua stava invadendo la sua abitazione?

«Io e la mia compagna ci spostammo prima al 1° piano, poi nel sottotetto assieme ai nostri tre cani e ai due gatti. Siccome l’acqua continuava a salire abbiamo anche iniziato a spostare qualche tegola in modo da poter  accedere più agevolmente al tetto: in quei momenti ho pensato che non avrei più rivisto il mattino».

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
Articolo scritto da:
f.trax
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