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2017-11-23
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Nella foto: la piena del Casotto immortalata dalla finestra di casa della signora Ravotti
Alluvione a Pamparato: «Nel ‘94 la certezza dei fondi

arrivò in tre giorni, oggi invece ci sentiamo “abbandonati”»

Parla l’impiegata del Comune che ha vissuto in prima persona la paura: abbandonò la sua abitazione scendendo con la scala dalla finestra

PAMPARATO - «Nel 1994 la certezza dei fondi (e parliamo di un miliardo e 600 milioni di vecchie lire) ci fu nel giro di tre giorni. Questa volta si è dovuto sudare sette camicie per ottenere i pochi soldi della prima emergenza». Liliana Ravotti è impiegata comunale (si occupa, fra il resto, del servizio finanziario), e l’alluvione l’ha vissuto sulla sua pelle. Un anno fa, quel giovedì mattina 24 novembre, dovette abbandonare la sua abitazione di borgata Riviera: «Scendendo dalla finestra con una scala. Come noi un’altra decina di famiglie, qui, hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. E mi dispiace dirlo, ma questa volta ci sentiamo poco considerati. Erano venuti i politici, avevano guardato, detto “Bisogna fare”, ma per ora…».

Ci racconti quel giovedì mattina.

«La nostra abitazione ha i “piedi nell’acqua” ma per fortuna fondamenta solide. In quel punto il torrente Casotto fa una curva e abbiamo capito subito quello che sarebbe successo. Erano le otto di mattina, e combinazione, la situazione era la stessa del ‘94: sola in casa con mio figlio Luca, che allora aveva due anni. L’acqua cominciava a schizzare fuori (nel tempo sono stati alzati i muri di contenimento e questo ha rallentato l’uscita del Casotto) e gli ho detto: cominciamo a scendere, a togliere le macchine e un po’ di roba da cantine e garage. Poi è arrivata: l’acqua ha “mangiato” la base del muro, è passata sotto [...]

 

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alluvione pamparato storia
Articolo scritto da:
m.g.
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