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Mondovì
2017-11-25
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Esposizione di “Scarpe rosse”, ballo con le scuole di danze e convegno
 Mondovì dice “No alla violenza sulle donne”” 
Tra le altre, le iniziative di Mondodìdonna, Croce Rossa, Orecchio di Venere

MONDOVI’ – Mondovì si mobilita e, sabato, dirà “No alla violenza sulle donna” con una serie di iniziative. Come in molte città italiane, viene celebrata la “Giornata internazionale sul tema. Due i momenti di incontro, organizzati dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Mondovì, dal Centro di ascolto “L’Orecchio di Venere” e dal Comune di Mondovì e realizzati grazie al contributo della “Fondazione della Crc” e dell’Associazione “Rotaract-Cuneo Provincia granda”.  Il primo, alle 15, in piazza Monsignor Moizo, davanti la Chiesa di Sant’Agostino, nel cuore del centro storico di Breo, dove è in programma lo spettacolo con le allieve di cinque scuole di danza: “Asd”, “Cravero moviment”, ”Good Vibes”, “La Terna” e “Studio 2”. 

Il secondo momento, al termine, nella ex Chiesa di S. Stefano, dove si svolgerà il convegno “Basta vittime”. Interverranno, moderati dal giornalista Raffaele Sasso (referente della Comunicazione della CRI, del Comitato di Mondovì e del Comitato provinciale), Federica Cravero, giornalista de “La Repubblica”, per commentare i dati regionali e le attività di sostegno alle donne vittime di violenza, Rino Mele, dell’Associazione “UominIncentro” e Maria Avagnina, psicologa de “L’Orecchio di Venere”. Porteranno la loro testimonianza, anche le presidenti delle Associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa: Marta Servetti, del “Rotaract Cuneo-Provincia granda”; Maripina Bianchini della “Fidapa”, Loredana Prieri di “Mondodìdonna” e Mariangela Schellino di “Inner Whell Club”. In apertura è previsto l’intervento del sindaco di Mondovì, Paolo Adriano. In Santo Stefano, inoltre, saranno esposte le fotografie che fanno parte della fortunata campagna di sensibilizzazione dell’associazione “Mondodìdonna”.

Nel tratto di strada di via Sant’Agostino, dalla piazza all’ex Chiesa di Santo Stefano verranno esposte le “scarpe rosse”, che tutte le donne potranno portare, in quanto diventate, in tutto il mondo ed anche in Italia, il simbolo contro il femminicidio e la violenza. Un modo concreto per esprimere solidarietà a chi si è ritrovata a subire maltrattamenti  o atti  di brutalità, in ambienti diversi. 

«Il Centro di ascolto, “L’Orecchio di Venere” - spiega Giuliana Turco, Ispettrice del Corpo delle Infermiere volontarie della Cri di Mondovì e responsabile dell’Associazione – nacque tre anni fa sotto l’egida della stessa CRI.  Ha sede presso la Croce Rossa di Mondovì e offre accoglienza, ascolto, orientamento e sostegno a tutte le persone (donne, bambini, anziani, uomini) che attraversano un momento di disagio e confusione legati a fenomeni di violenza subita, praticata od assistita e che temano per se e per i loro cari, ascendenti o discendenti, di cadere nel vortice della violenza. Opera in sinergia con i Servizi Sociali e Sanitari, con le Forze dell’Ordine e con le Associazioni di Volontariato». Le scarpe rosse “Zapatos Rojos” sono nate come progetto d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet, che nel 2009 espose la sua installazione di 33 scarpe rosse a Ciudad Juárez, la città dove il tasso di femminicidio è così elevato da essere definita “la città che uccide le donne”. E dal Messico si è estesa, al mondo intero. 

Alla libreria Lettera 22, sabato, alle 18, si terrà l'incontro con gli studenti del liceo "Vasco- Beccaria- Govone" che leggeranno alcuni brani tratti da 5 testi che affrontano il problema da angolazioni diverse, tratti dai volumi di Dandini, Frank, Hosseini, Yousafzai, Marsian.

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Centinaia di persone sorridenti e festanti in una piazza non facile del centro storico di Breo. Non dico che sia possibile organizzare una Babbo Ru...