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Mondovì
2017-11-28
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Nelle foto, Amoroso (la vittima) e Daniele Uberti
Il delitto, a Torino, nel 2015. I cuneesi sono stati arrestati nel luglio scorso
Omicidio Amoruso: altri cinque indagati

dopo l’arresto di Uberti (di Battifollo) e Mura (di Mondovì)

CEVA - Ci sono altri cinque indagati, non coinvolti direttamente nel delitto, nell'inchiesta per l'omicidio del commerciante Vito Amoruso, ammazzato a Torino in Via Valdieri il 22 ottobre 2015. Per l'omicidio sono in carcere, arrestati dai carabinieri lo scorso luglio, Daniele Uberti, 44 anni, originario di Battifollo (consigliere comunale), con attività a Ceva e Thomas Mura, 25 anni, di Mondovì. Si tratta di un ex socio in affari della vittima, che aveva ordito un piano estorsivo nei confronti del venditore di mozzarelle e dei due esecutori materiali delle minacce, arrestati a Pietra Ligure (Savona) il 16 aprile 2016 perché in possesso di una pistola detenuta illecitamente. Tra gli indagati c'è poi l'intermediario e colui che ha ceduto l'arma agli assassini, inconsapevole dell'impiego che ne avrebbero fatto.

L’inchiesta ha consentito non solo di ricostruire la dinamica dell’omicidio ma anche gli ultimi anni di vita personale ed imprenditoriale della vittima, che hanno permesso di procedere a carico di altri cinque indagati. E’ stato possibile individuare, innanzitutto, colui che ha ceduto a Uberti l’arma, un fucile, poi utilizzato per il delitto, nonché di accertare gravi pressioni a scopo di estorsione, pur se non connesse all’esecuzione dell’omicidio, attuate nei confronti della vittima da un suo ex socio in affari. Un episodio accertato dagli inquirenti: l’8 luglio 2015, alle 7.30 del mattino, all’uscita dal portone di casa sua, Vito Amoruso era già stato avvicinato da due soggetti stranieri che, armati di una pistola, gli avevano intimato di accettare le condizioni dettate dal suo ex socio (ritenuto il mandante) per saldare presunti debiti legati alla cessazione di un’attività commerciale. I due,  esecutori materiali dell’azione estorsiva, sono stati arrestati in flagranza il 16 aprile 2016, dai carabinieri di Pietra Ligure (Savona) perchè in possesso di una pistola  illecitamente detenuta.

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