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Langa
2017-12-07
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Nella foto (Artefoto): i musicisti nelle osterie di Carrù alla colazione delle sei
La colazione alle sei con trippe e bollito: la tradizione a Carrù è “rinata” nel 1990
Domani, venerdì 8, lo spettacolo della Fiera del Bue Grasso

CARRÙ - Fanno la coda in piena notte. E ogni anno sono sempre di più. Ma come nasce, o sarebbe meglio dire, rinasce, la tradizione della colazione delle sei del mattino con trippe e bollito? Si tratta di una storia curiosa e tutta da raccontare.

Cinquanta o sessant’anni fa la tradizione esisteva già. Gli animali, del resto, si portavano a Carrù a piedi. Gli allevatori che arrivavano dal circondario camminavano tutta la sera e tutta la notte. Al mattino presto, la colazione che assomigliava ad un pranzo diventava praticamente una necessità. Con l’avvento dei camion questa necessità venne meno, e la colazione all’alba, di fatto, finì per spegnersi e praticamente scomparire. La gente arrivava nei ristoranti alle otto e mezza-nove, non prima.

Fino a quel giovedì mattina della Fiera del 1990, che cambia, nel suo piccolo, la storia. Merito di un gruppo di buontemponi carrucesi, Pierluigi Tomatis ed alcuni amici (Zitta, Annoni, Boffa e Rinaldi). Sono le sei e un quarto e vanno a bussare sul retro del ristorante “Vascello d’oro”. «Mi dissero: “Che profumo di trippa! Ce ne saresti una scodella?” - ricorda lo chef Beppe Cravero -. Non ero pronto. Ma faccio loro una promessa: se il prossimo anno mi dite che venite, mi preparo e ci sono. Anche a quest’ora». Passano dodici mesi. Nulla è programmato ma tutti sanno che doveva succedere. È la mattina della Fiera del ‘91. «Alle sei mio figlio Marco (che allora era un ragazzino) tira su la serranda: fuori c’erano 22 persone (fra cui coloro che erano venuti a bussare un anno prima e due musicisti, sax e fisarmonica). Fu un momento da brividi, bellissimo [...]

 

A Carrù è il giorno del Bue

CARRÙ - Fiera anticipata, Fiera fortunata? Sembra proprio così: il numero dei capi iscritti è nuovamente da record e le previsioni meteo paiono sorridere. Carrù si veste a festa: venerdì, 8 dicembre (una prima volta assoluta), è il giorno del bue. Il Giorno, con la “g” maiuscola, di un intero anno nella porta della Langa. I bovini di razza piemontese che parteciperanno alla 107^ edizione sono addirittura 180, cinque in più dello scorso anno, di cui 43 buoi e 48 manzi. Gli allevatori, 84. Ma è la cifra totale a far rumore: mai era stata toccata in precedenza, assicurano dal Comune. E allo stesso modo, come già nel 2016, si spera di confermare anche il record di visitatori, favorito dalla giornata festiva. Che a “tradizionalisti” e “puristi” non piacerà ma, certo, ha i suoi vantaggi.

«Sarà una Fiera unica e, come lo scorso anno, davvero per tutti, grazie alla giornata di festa - dichiara il sindaco Stefania Ieriti -. Abbiamo vissuto qualche attimo di preoccupazione ma oggi le previsioni sembrano scongiurare il pericolo maltempo. Un ingrediente importante per vivere a pieno la novità delle tribune [...]

 

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
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Articolo scritto da:
m.g.
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Centinaia di persone sorridenti e festanti in una piazza non facile del centro storico di Breo. Non dico che sia possibile organizzare una Babbo Ru...