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Alto Tanaro
2016-03-30
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Bagnasco: morta la lupa

che si avvicinava, docile, all'uomo

Investita da un'auto

 

BAGNASCO – (m.b.) – Il lupo di Bagnasco non ce l’ha fatta. Sabato mattina il corpo dell’animale, una femmina giovane, è stato ritrovato in un campo lungo il rettilineo della statale 28, tra Bagnasco e Nucetto. Forse investito e sbattuto nel prato da un’auto, dopo che, spinto dalla fame, si era avvicinato al cadavere di un capriolo ritrovato nell’erba poco distante. All’inizio di marzo la lupa, debilitata dalla fame, si era lasciata avvicinare da alcuni abitanti del paese nella zona dei laghetti sul rio Gambologna, nei pressi dello stabilimento Fassa, e si era poi dileguata nei boschi circostanti.

“Per ora l’investimento è solo un’ipotesi. Saranno le analisi a confermarlo”, precisa Massimo Sciandra, guardiaparco dell’ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime che sabato, con la pattuglia di Mondovì del Corpo Forestale dello Stato ha recuperato la lupa. Ad avvistare il corpo un passante che ha avvisato il vigile del paese. Nei prossimi giorni la lupa sarà inviato a Torino all’Istituto Zooprofilattico, dove verrà sottoposta alle analisi genetiche, per capire a quale branco appartenesse, e tossicologiche, per verificare se avesse ingerito del veleno. Insieme al lupo verrà esaminato anche il corpo del capriolo trovato poco distante.

“La femmina di lupo, a causa della calcificazione alla zampa posteriore destra, non poteva predare – spiega il guardiaparco-. Cercava quindi animali feriti o carcasse. Forse si è nutrita del capriolo, a sua volta investito tempo fa, e poi, risalita sulla statale, è stata travolta da un automezzo”.

Non è il primo incidente avvenuto in questo punto: spesso cinghiali, caprioli ed anche lupi attraversano la carreggiata.

“Si sentono protetti da quella striscia di alberi più avanti – dice Sciandra -. Occorrerebbe riposizionare i dissuasori visivi che qualche anno fa erano stati fatti installare dal Comparto Alpino, e che avevano ridotto di molto il numero degli investimenti”.

Sul posto, sabato, anche la donna di Bagnasco, Cinzia Pelazza, che il 2 marzo aveva incontrato la lupa, mentre si aggirava nella zona dei laghetti.

“Stavo tornando da Ceva quando ho notato guardiaparco e Forestale nel campo sotto la strada. Ho capito subito cosa poteva essere accaduto – racconta -. Mi dispiace molto. Era stato un incontro emozionante. A vederla oggi, sembra si fosse ripresa. Speravo sarebbe sopravvissuta”.

“La tenevamo d’occhio da allora – dice Sciandra -. Quel giorno non l’abbiamo catturata perché gli animali selvatici, se possibile, devono vivere liberi, fino alla fine”.

Bagnasco lupo
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