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Mondovì
2017-12-31
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Tornano a crescere gli stranieri che chiedono un pasto caldo: «Escono dai Cas e non sanno dove andare»
Mappa delle povertà a Mondovì, aumentano

le persone ricevute alla 'Cittadella della Carità'

MONDOVI’ – La mappa delle povertà a Mondovì dice soprattutto due cose: tornano ad aumentare gli stranieri che chiedono accoglienza notturna nelle strutture cittadine e sono in aumento le persone “ascoltate” per la prima volta dagli addetti: 269 solo nel 2017. Lo dicono i dati della Cittadella della Carità e dell’associazione di volontariato “Amici della Cittadella” di Mondovì che gestisce le attività svolte dal 2008 dalla Caritas Diocesana ed affronta le attività di contrasto all’emergenza alimentare. Davide Oreglia è iòl presidente degli “Amici della Cittadella” e responsabile del Centro di Ascolto della Caritas monregalese: «Salta agli occhi un dato soprattutto – dice -_ Su 100 ospiti transitati nell’accoglienza notturna nel corso del 2017, 40 sono italiano, pe run totale di 1282 notti e la tendenza, per chi non è italiano è in aumento. Si può spiegare con il fatto che le persone che arrivano dai Cas, i Centri di accoglienza degli stranieri) non sa dove andare al termine del soggiorno nei luoghi dell’accoglienza istituzionalizzati. Diminuiscono anche gli italiani che chiedono pasti alla nostra mensa: sono stati 7000, di cui 3000 agli italiani ed erano stati 8152 nel 2016 di cui 4049 ad italiani. Insomma cresce il bisogno degli stranieri, anche se occorre tener presente che i numeri sono comunque alti, se si pensa che nel 2009 i pasti distribuiti, in totale, furono 4848, di cui 1468 a conterranei: in 7 anni +68 per cento di richieste di un pasto caldo». Costante il passaggio degli italiani ai Centri di Ascolto che raccolgono le esigenze facendo un primo screening: 2074 (600 italiani).

Per contrastare il disagio alimentare “Amici della Cittadella” e Caritas hanno organizzato il progetto “Pane al pane”, volto a limitare lo spreco alimentare: in Italia si sprecano circa 146 chili di cibo per persona all’anno. L’associazione si occupa da anni di mensa serale, borse alimentari (in accodo con il Volontariato Vincenziano: 480 al mese nel 2016), del “Progetto Buon fine” (Con Coop Liguria si consegnano 1200 kg al mese di cibo), “Samaritano” e di educazione al consumo consapevole. Ora parte “Pane al Pane”, in collaborazione con la Fondazione cassa di Risparmio di Cuneo e con il COmune. «Alla base – dice Oderda – c’è la necessità di trasformare lo spreco in risorsa. Volontari dell'associazione, tutti i giorni, raccolgono da una cinquantina di esercizi commerciali, che generosamente hanno aderito alla nostra iniziativa, il cibo invenduto o vicino alla scadenza, che viene poi consegnato ad associazioni, enti che si occupano del sostegno a soggetti svantaggiati. Buttare cibo nei cassonetti è sempre uno spreco intollerabile e lo è ancora di più in momenti di difficoltà come quelli che stiamo vivendo». Da alcuni giorni, fino a lunedì 15 gennaio, sono raccolte le adesioni degli esercenti che intendono partecipare al progetto, così da permettere un tempestivo avvio dell’operatività.

«Considerata l’importanza del tema trattato e la valenza territoriale – spiegano gli assessori al Bilancio, Cecilia Rizzola, ed all’Ambiente, Erika Chiecchio -, l’iniziativa si propone quale utile occasione di impegno sociale. Per riuscire nell’intento, servono, però, il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini e degli esercizi commerciali, nella convinzione che qualunque impegno diretto alla riduzione degli sprechi rappresenti, soprattutto se rapportato alla contingente situazione economica, espressione del comune interesse”. Durante la serata verranno presentate le modalità di raccolta delle eccedenze alimentari e saranno illustrati i benefici economici che il Comune di Mondovì sta delineando per quanti decideranno di collaborare attivamente all’iniziativa».

Articolo scritto da:
g. sca.
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