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Langa
2018-02-08
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Gli insegnanti dopo il caso di bullismo a Dogliani:

«Nei nostri confronti espressi giudizi ingiusti»

Il dramma di una studentessa era stato raccontato dalla trasmissione "#Mai più bullismo"

Nelle ultime settimane si è discusso molto, sui social ma non solo, del caso di bullismo a Dogliani al centro della puntata del 29 gennaio del programma di Raidue “#Mai più bullismo”. La vittima è una studentessa di 3ª media dell’Istituto Comprensivo “Luigi Einaudi”, Aurora, che ha confessato al conduttore Pablo Trincia di essere da tempo ignorata, derisa e perfino minacciata dai suoi compagni di classe. C’è stato chi si è concentrato sulle ragioni alla base del disagio vissuto dalla 13enne e chi, invece, si è lasciato andare a giudizi anche piuttosto negativi sul modo di operare all’interno delle scuole cittadine: a tutti loro si sono rivolti i docenti che, attraverso gli organi di informazione locale, hanno voluto far sentire la loro voce.

“Dal 12 dicembre - si può leggere nella risposta inviata ai giornali - la nostra scuola è nel centro del mirino: tante parole sui giornali, sui social, facce stupite dei nostri concittadini per gli eventi spiacevoli che, finalmente, la trasmissione “Mai più bullismo” avrebbe smascherato e contribuito a combattere. Ma soprattutto, ci permettiamo di dire, tanta sofferenza: in chi ha ritenuto di mettere in moto la macchina per trovare risposte al proprio bisogno di protezione ed aiuto; in una famiglia che ha scoperto una figlia in una profonda situazione di disagio e solitudine; nei compagni di classe, vivaci, scherzosi, qualcuno un po’ sbruffone anche in modo sfacciato, ma da sempre collaborativi e disponibili nei confronti altrui; nelle loro famiglie, che, di punto in bianco, vedono i loro figli descritti in modo diverso da quanto emerso fino ad allora. E in ultimo, ma non per minor dispiacere, negli insegnanti. Questi hanno subito gli eventi, non hanno avuto voce in capitolo, hanno affrontato con professionalità ed empatia il forte disorientamento dei ragazzi, continuando quotidianamente il loro compito educativo e soprattutto dopo il 29 gennaio, dopo la messa in onda della trasmissione, sono stati giudicati ingiustamente. Molti dei commenti dei cittadini e soprattutto dei doglianesi sono provocatori, alcuni ingiuriosi e addirittura offensivi. Perché?, ci si chiede, perché permettersi di sentenziare su di un’istituzione di cui non si conosce la realtà? È arrivato il momento di far chiarezza, o almeno di tentare di dare una risposta alle tante domande che gli ignari in questo momento si pongono”.

“La scuola, o meglio, la scuola di Dogliani - proseguono gli insegnanti - non è immune da problematiche, criticità o aspetti da migliorare. Far scuola, contrariamente a ciò che si crede, è complesso, molto complesso, in quanto i docenti si trovano sempre più di frequente a dover essere, oltre che competenti a livello disciplinare, profondi conoscitori delle discipline psico-socio-pedagogiche, esperti in dinamiche adolescenziali, osservatori attenti di comportamenti e atteggiamenti, addirittura capaci di interpretare il non detto. E fanno davvero del loro meglio per esserlo, tutti, ciascuno con le proprie peculiarità e i propri limiti. Se di errore della scuola si può parlare in tutta questa vicenda, al limite ci può essere quello di essersi accorta del disagio di una studentessa, ma di non aver colto pienamente la sua fragilità e non aver trasmesso in lei quella fiducia che l’avrebbe spinta a rivolgersi ai docenti anziché ad altri. Ma è assurdo che un episodio critico sia considerato emblematico di un modo inadeguato di operare degli insegnanti. Da sempre si sa che fa più rumore un albero che cade  di una foresta che cresce; ma, in questo caso, sarebbe quanto meno auspicabile ricordare quanto l’Istituto comprensivo di Dogliani sia, da sempre e da tutti coloro che hanno la competenza per farlo, riconosciuto come realtà scolastica particolarmente attenta ai bisogni di tutti i ragazzi, con insegnanti che si formano costantemente per essere degli educatori sempre più consapevoli e competenti, prodigandosi oltremodo per garantire a ciascun alunno una adeguata preparazione per il loro futuro e  quell’ascolto di cui tanto i nostri ragazzi hanno necessità. Ci si sente in dovere di ricordare che ciascuno di noi, come docente, quando si rivolge ad un medico, non si permette di disquisire sulla diagnosi; o meglio, se ha dubbi in proposito, consulta altri professionisti, così come si atteggia nei confronti di chi svolge una professione di cui non si ha competenza ed esperienza. Vorremmo anche per noi docenti lo stesso atteggiamento. Vorremmo che le persone, prima di calunniarne altre che svolgono con serietà il loro mestiere, si fermassero un momento. Vorremmo l’onestà intellettuale per ammettere che, se si guarda in modo oggettivo la scuola di Dogliani e gli insegnanti, c’è davvero molto di cui andare fieri”.

Articolo scritto da:
f.trax
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IL FONDO
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