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Monregalese
2018-03-06
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Udienza al tribunale di Cuneo: ascoltata anche la consigliera Negri, del gruppo di opposizione
Roburent: sfilano i testi dell’accusa

per il processo a carico di sindaco ed amministratori

ROBURENT - Sono stati ascoltati in tribunale i primi testi del pm Alberto Braghin nel processo che vede imputati Bruno Vallepiano, ex sindaco di Roburent, per i reati di abuso d’ufficio, falso materiale, falso ideologico in atto pubblico e omissioni in atti d’ufficio, insieme ad altri amministratori e tecnici del Comune. Sono a giudizio oltre all’ex primo cittadino l’ex vice-sindaco Enzo Giusta (falso materiale e falso ideologico), il tecnico comunale Umberto Garelli (abuso d’ufficio, falso materiale, falso ideologico e distruzione di atti pubblici), l’ex segretaria comunale Laura Fenoglio (falso materiale, falso ideologico e distruzione di atti pubblici) e la   responsabile dell’ufficio ragioneria Roberta Regis (falso materiale).

Secondo l'accusa nel 2014 ci sarebbero state irregolarità negli affidamenti di alcuni appalti e nell'adozione di taluni provvedimenti in cui sarebbe rimasta coinvolta la cooperativa Robur Coop presieduta fino al 2003 da Vallepiano, che attualmente è socio-lavoratore. Le indagini erano partite, come ha dettagliatamente spiegato nella lunga deposizione il maresciallo capo dei carabinieri di Mondovì Massimo Tata, dalle denunce presentate da Vallepiano e da Giulia Negri, attuale consigliere, aventi ad oggetto alcune lettere minatorie. Durante gli interrogatori con gli inquirenti la Negri riferì di alcune situazioni poco chiare che coinvolgevano l’amministrazione di Roburent. La Procura emanò al Comune l’ordine di esibire la documentazione riguardante gli ultimi dieci anni. Nel processo sono esaminati alcuni affidamenti di lavori e appalti alla Roburcoop. Riguardo alla gestione di tre impianti sciistici a San Giacomo, fino al dicembre 2013 i gestori versava il 13,1 % degli incassi al Comune. In seguito fu approvato un contratto, quando Vallepiano era ancora sindaco, che prevedeva il pagamento da parte dell’aggiudicataria Roburcoop di un affitto forfettario di 10 mila euro annui, economicamente penalizzante, secondo Giulia Negri, ex assessore comunale e parte offesa nel procedimento. Della delibera del 18 dicembre ci sono due copie: quella “ufficiale”, nella quale Vallepiano risultava assente durante la votazione per incompatibilità, e un’altra, non stampata, che i carabinieri trovarono nel pc del tecnico comunale Garelli, dove invece era indicato come presente. Fu poi sequestrato anche un “brogliaccio” che riportava gli appunti di quella seduta, con cancellazioni, scarabocchi, che fu mandato ad analizzare ai Ris di Parma. Altro incarico che si aggiudicò la cooperativa di Vallepiano fu la manutenzione delle aree verdi, con concessione diretta . Gli inquirenti hanno calcolato un compenso di circa 150 mila euro complessivi per la durata di 10 anni. E poi ci sarebbe stato l’affitto per una cifra “simbolica” di 250 euro all’anno di un locale di proprietà del Comune per la sede di Roburcoop. Altra grana, l’ordinanza emanata nel giugno 2015 con il divieto alla popolazione di consumare l’acqua, perché inquinata. Documento che sarebbe stato reso pubblico in ritardo rispetto l’allarme dato, ma in più uno dei due gestori dell’acquedotto è il “Consorzio idrico San Giacomo” che si avvale della stessa Roburcoop per la manutenzione. Giulia Negri ha riferito che Vallepiano non l’aveva firmata: “C’era uno scarabocchio, apposto da Roberta Regis”. Vallepiano aveva revocato la delega di assessore alla Negri nel febbraio 2015: “Non c’era una gestione trasparente, si trovavano nella stanza del sindaco a parlare, poi venivano fuori le delibere della giunta. All’epoca era Laura Fenoglio che teneva il “brogliaccio” delle riunioni”, ha spiegato la Negri. I difensori Fabrizio Drago per l’ex sindaco, Stefano Barzelloni per Garelli, Alberto Leone per Giusta e Fenoglio e Adalberto Pasi per Regis si erano espressi contro la costituzione di parte civile della consigliera. Tutti gli imputati avevano scelto di andare a dibattimento per poter dimostrare di non aver compiuto alcuna irregolarità. Va detto che il pm Braghin, davanti al gup aveva chiesto il proscioglimento per quasi tutti i reati contestati. L’udienza è stata rinviata il 18 aprile per altri testi della pubblica accusa.

M.Br.

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