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Mondovì
2018-03-08
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Due carabinieri a giudizio:

accusati di perquisizione arbitraria

CUNEO - A raccontare i fatti davanti al giudice erano sette ragazzi che erano stati fermati e perquisiti, alcuni dei quali all’epoca dei fatti, nel 2012, erano minorenni, e “tutti appartenenti a fasce deboli” perché facenti parte dell’ambiente di spaccio. Secondo le loro testimonianze, i due carabinieri del Norm, che allora appartenevano al Nuceo Radiomobile di Mondovì (ora operano in altre Compagnie), hanno perquisito i giovani senza annotare, o farlo solo parzialmente, le attività svolte sui verbali e senza chiedere la convalida alla Procura. In alcuni casi i due avrebbero chiesto ai ragazzi di tornare dallo spacciatore per poterlo cogliere sul fatto. Nel processo contro i carabinieri accusati di falso e perquisizione arbitraria, il pm ha chiesto la condanna a 1 anno e 3 mesi e 1 anno e 5 mesi. I difensori hanno invece chiesto l’assoluzione per i loro assistiti, sostenendo che i due, con oltre vent’anni di anzianità di servizio nell’Arma, avrebbero sempre agito regolarmente “nell’ambito del consumo e spaccio di droga tale da giustificare le perquisizioni come prevede il codice”. Inoltre “la perquisizione è arbitraria se fuori dalle condizioni che la legittimano, il verbale non si fa in caso di esito negativo”. Sentenza l’8 maggio.

 

Articolo scritto da:
M. Br.
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