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2018-06-28
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Certezze incerte

Ho sempre nutrito un sentimento tra il sospetto e l’invidia per chi è capace di avere idee precise su temi complicati a causa dei mille risvolti che coscienza e conoscenza possono suscitare. Come si fa, mi chiedo, ad avere convinzioni certe su temi così mutevoli e sfaccettati come l’immigrazione, la legittima difesa, i vaccini, solo per fare qualche esempio. Nemmeno la conoscenza tecnica di ognuno degli argomenti soddisfa l’esigenza di certezze. Perchè di mezzo, per chi ha coscienza, magari c’è una cosa che si chiama morale, etica, voglia di soddisfare il desiderio di trovare il giusto e il meno giusto nelle pieghe di una norma o di una consuetudine. Eppure guardatevi intorno, ascoltate“la gente”e la tv.  C’è chi è certo che quella politica dell’accoglienza sia la più corretta, che la battaglia pro o no vax sia sacrosanta, che mangiare o non mangiare carne sia ugualmente giusto, ecc. La politica dovrebbe aiutare nel processo di elaborazione delle idee del cittadino. Una certezza: non lo sta facendo da tempo. E allora non resta che l’aforisma di Gesualdo Bufalino (quello di“Diceria dell’untore”): “Non ho certezze; la certezza è nemica invidiosa della verità”. Però c’è anche l’antropologo Gustave Le Bon: “Il bisogno di certezza è sempre stato più forte del bisogno di verità”. Accidenti, di nuovo all’impasse.

 

Articolo scritto da:
g. sca.
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