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Pesio Bisalta
2018-10-31
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Il sindaco di Morozzo Fissore e il collega di Chiusa Pesio Bussi durante una visita a Sacchetti nel 2017
La 'Granda' piange Aldo Sacchetti, uno degli ultimi testimoni della Resistenza
Cittadino onorario di Chiusa Pesio e Fossano, contribuì a liberare Cuneo

 

CHIUSA DI PESIO – È mancato nella notte, nella Casa di Riposo di Carrara dove ha trascorso i suoi ultimi anni di vita, Aldo Sacchetti. 97 anni, è stata una figura di spicco della Resistenza nella zona della pianura del Fossanese e della valle Pesio. Vedovo, lascia i figli. Nato a Roma, si trovava in Francia quando seppe dell’armistizio dell’8 settembre 1943: attraversando le Alpi, fece ritorno in Italia, dove assistette alla nascita delle prime formazioni partigiane, a Paraloup, con Duccio Galimberti, l’avvocato Dino Giacosa, Livio Bianco ed altri. L’episodio è raccontato nel suo libro “Un romano tra i ribelli”. Fu in quella occasione, raccontò in seguito, che venne intonato per la prima volta, in modo spontaneo da Galimberti, l’inno di Mameli come inno della nuova Italia liberata. Entusiasti, i compagni gli suggerirono di proporlo come inno nazionale al Comitato di Liberazione Nazionale (l’istanza fu poi accolta dal Governo Parri).  

Seguì il comandante Cosa in valle Pesio, dove divenne responsabile del Servizio X, una sorta di servizi segreti. Contribuì a liberare Cuneo nell’aprile del 1945, e per questo gli sarebbe stata conferita a breve la cittadinanza onoraria del capoluogo. Quello che, con colpevole ritardo, non ha fatto Cuneo, fortunatamente è stato fatto da Fossano e Chiusa Pesio negli anni passati.

La sua storia e il suo aneddoto sull’inno erano stati, su interessamento dello storico Costagli e del sindaco di Morozzo Fissore, trasmessi, tramite l’onorevole Livia Turco, alle più alte cariche dello Stato (la presidente della Camera Boldrini aveva manifestato il proprio apprezzamento), mentre il senatore Taricco aveva inoltrato alla Presidenza della Repubblica l’istanza per la sua nomina a Cavaliere della Repubblica.

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
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Articolo scritto da:
m.ber
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