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Ceva
2019-01-11
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Nella foto, la serranda abbassata del negozio di Borgo Sottano
Ceva, ha chiuso il negozio di 'Giorgetta':

alcune riflessioni

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

"Ha chiuso da qualche giorno il negozio di Giorgetta, così conosciuto al Borgo Sottano. La signora Giorgia Filippone, vedova Garelli, quasi novant’enne ha deciso di godersi il meritato riposo. Ho molti ricordi di quand’ero bambino su questo piccolo negozietto ed altre piccole realtà di Ceva, fotografie della città che fu. La chiusura di questa realtà storica ha indotto in me alcune riflessioni. Voi direte: perché questa notizia locale dovrebbe interessare ognuno di noi? Perché mettono in evidenza i cambiamenti che stiamo vivendo e meritano di essere citate. Sono state realtà storiche, senza bisogno di certificazioni o targhe, ma sono state premiate dalla gente che le ha vissute tutti i giorni, sono i negozi di vicinato. In queste realtà molte persone, specie quelle anziane, trovano ancora un riferimento non solo per acquistare il pane e il latte, ma per scambiare due chiacchiere, sapere cosa accade in paese, per stabilire relazioni sociali. Quando entravo nel negozio della signora Giorgia era come se facessi un salto nel passato. Un telefono a rotella campeggiava in bella vista, i conti si facevano sul quadernino, così i clienti storici si facevano segnare la spesa che puntualmente saldavano a fine mese. Sul banco c’era la carta paccocon cui ricoprire i generi alimentari. La vetrata del banchetto delle caramelle accoglieva ogni dolciume che mi ricordo da bambino, più le immancabili novità. E poi la sedia che accoglieva i clienti per un momentaneo ristoro. Intanto che nel mondo avvenivano grandi cambiamenti Giorgetta ed il marito, in questo piccolo mondo antico, creavano la loro epopea,  facendo diventare un momento abituale l’acquisto del pane, del latte o dei biscotti. Così prendeva vita a un piccolo esercizio commerciale e si creava uno spazio sociale, spazio che mancherà a molti, soprattutto ai residenti del Borgo Sottano. Diverse cause stanno facendo sparire questi esercizi commerciali in Italia, lo spiega la stessa Confesercenti: “Le piccole superfici scontano anche un livello di tassazione molto alto, dovuto agli aumenti di imposta seguiti alla crisi. La difficoltà dei piccoli è evidente. L’emorragia di attività di vicinato non si è fermata: complessivamente hanno chiuso senza essere sostituite, circa 10 mila imprese del commercio al dettaglio in sede fissa (2017), al ritmo di 27 negozi in meno al giorno”. Altre cifre, sempre allarmanti, arrivano dalla associazione Cgia di Mestre che segnalava come negli ultimi 8 anni l’Italia abbia perso quasi 158 mila imprese attive tra botteghe artigiane e piccoli negozi di vicinato. Oggi è in forte ascesa l’e-commerce e mi sento di prevedere che lo sarà sempre di più nei prossimi anni, attraverso lo sviluppo di metodi di pagamento tramite internet e le cripto-valute, ma verrà a mancare la funzione sociale tipica della piccola bottega. Penso che le istituzioni debbano salvaguardare l’identità del negozio di vicinato, caratteristico del tessuto sociale italiano, soprattutto nei piccoli centri, attraverso agevolazioni anche economiche".

Fabio Mottinelli

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