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2019-07-18
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Tre giorni per non morire

Ammetto la mia ignoranza. Non sapevo, fino a quando non ho letto l’intervista al ministro Bongiorno su Repubblica.it. Non conoscevo un particolare che riguarda le donne vittime di violenza: oggi non necessariamente sono sentite dai pubblici ministeri entro tre giorni da quando hanno depositato denunce per maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate avvenute in famiglia o tra conviventi. Mi è parso grave. E allora, in settimana, come si augura il ministro attendiamo tutti l’approvazione della legge chiamata, non a caso, “Codice rosso”. Pone alcuni paletti, tra cui l’obbligo, da parte dei magistrati di sentire subito la presunta vittima. Insomma una “corsia preferenziale”come al pronto soccorso, dove le donne malmenate da gente senza scrupoli ci vanno spesso davvero. Che cosa si aspettava, prima, a sentirle? È vero, a volte, sono notizie di reato false, ma vale sempre la pena ascoltare. Il caso di Savona (di cui riportiamo all’interno), fa chiedere a gran voce anche indagini più veloci, mentre il “codice”introduce i reati di “revenge porn”e sfregi al viso. Verrebbe da dire meglio tardi che mai, ma in questo caso non riusciamo proprio a dirlo.

Articolo scritto da:
g. sca.
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