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Mondovì accoglie “Elio” che canta e recita Jannacci

Lo spettacolo “Ci vuole orecchio” per la stagione teatrale del Comune

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Mondovì accoglie “Elio” che canta e recita Jannacci

“Ci vuole orecchio” non è un omaggio, ma una ricostruzione di quel suo mondo di nonsense, comico e struggente (…)”. Sono le parole di Elio che lunedì 26 luglio sarà a Mondovì per la stagione teatrale voluta dal Comune. Si riferisce all’omaggio del cantante (senza “Le storie tese”) a Enzo Jannacci, il poetastro, come amava definirsi. E' stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo, poetico e bizzarro, è riuscito a spiazzare, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente.

È un viaggio dentro le epoche di Jannacci, perché non è stato sempre uguale: tra i brani c’è La luna è una lampadina”, L’Armando, El purtava i scarp del tennis, canzoni che rido mentre le canto. Ne farò alcune snobbate, Parlare con i limoni, Quando il sipario calerà. Perché c’è Jannacci comico e quello che ti spezza il cuore di Vincenzina o Giovanni telegrafista, risate e drammi, così come è la vita. Jannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline, ai confini del surreale.
“Roba minima”, diceva Jannacci: barboni, tossici, prostitute coi calzett de seda, ma anche cani coi capelli o telegrafisti dal cuore urgente. Un Buster Keaton della canzone, nato dalle parti di Lambrate, che sarà rivisitato, reinterpretato e “ricantato” da Elio.

Sul palco, nella colorata scenografia disegnata da Giorgio Gallione, troveremo assieme a Elio cinque musicisti, i suoi stravaganti compagni di viaggio, che formeranno un’insolita e bizzarra carovana sonora: Seby Burgio al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono, Giulio Tullio al trombone. A loro toccherà̀ il compito di accompagnare lo scoppiettante confronto tra due saltimbanchi della musica alle prese con un repertorio umano e musicale sconfinato e irripetibile, arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, di “schizzo” Jannacci. Da Umberto Eco a Dario Fo, da Francesco Piccolo a Marco Presta, a Michele Serra.

Uno spettacolo giocoso e profondo perché “chi non ride non è una persona seria”, un po’ circo un po’ teatro canzone.

INFO E BIGLIETTERIA

Lo spettacolo inizia alle ore 21. La vendita dei biglietti è a cura della società Itur presso il proprio ufficio di via Prato, 1 - angolo Corso Statuto a Mondovì (tel 0174 553069). I posti rimanenti potranno essere acquistati la sera stessa degli spettacoli in orario 19-21 presso il desk della biglietteria sito in piazza d’Armi in prossimità del palcoscenico.

IL CONCERTO SARA' ANNULLATO IN CASO DI MALTEMPO. Ci saranno cinque giorni di tempo per richiedere il rimborso del biglietto attraverso la consegna di un voucher: il tutto presso gli uffici di Itur in corso Statuto. 

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