Fossano

-

A Bene si risparmia sul consumo energetico
-
 

aperturaBENE VAGIENNA – 8 mila e 500 euro annui è stato il risparmio energetico quantificato dal Comune di Bene Vagienna. La scelta vincente era stata fatta a priori dall’amministrazione benese cosciente dell’elevata importanza di provvedere alla sostituzione di tutte le lampade pubbliche ad alto consumo (tipo mercurio) con quelle a basso consumo (tipo vapori di sodio). Il consiglio è quindi quello di sostituire le lampadine anche in ambito domestico, considerato che entro il 2016 quelle tradizionali saranno messe al bando.
s.al.

Nella foto: Una veduta di Benevagienna


Ma il consorzio Monviso Solidale avverte: “La legge non lo consente”

Trinità chiede che i figli paghino le rette ai genitori in Casa di Riposo

-
 

aperturaTRINITÀ - «Non possono sempre essere i Comuni a integrare le rette degli anziani non autosufficienti ospiti nelle Case di Riposo, devono intervenire anche i loro figli, quando questi abbiano un reddito sufficiente»: è la proposta che il sindaco di Trinità Beppe Germanetti ha avanzato durante l’ultima assemblea dei sindaci dei 54 Comuni serviti dal Consorzio socio assistenziale Monviso Solidale. In quella sede, tutti i primi cittadini hanno approvato il provvedimento in base al quale dovranno versare 1,5 euro in più per abitante per coprire parte dello sbilancio del consorzio, che per parte sua si è impegnato anche a tagliare le spese di almeno 300 mila euro.
«Alcuni Comuni hanno avviato progetti in campo sociale che potrebbero essere compromessi da questo nuovo versamento - dice Germanetti -. È il caso di Trinità: abbiamo stanziato 6.000 euro per le iniziative destinate ai bambini e agli adolescenti, ora non vorremmo doverci rinunciare». «Per questo, sarebbe meglio cercare di fare intervenire le famiglie quando esistano le possibilità, altrimenti potrebbero esserci dei casi in cui i figli abbiano spogliato di ogni avere i genitori per poi lasciarli in Casa di Riposo a spese dei Comuni» aggiunge Germanetti.
«Se ne può discutere, ma questa eventualità al momento non ci compete perché la normativa non lo consente» interviene Ivana Borsotto, presidente del Monviso Solidale.
Vero è che ci sono alcune regioni, come la Toscana, in cui si è cercato di superare il problema con leggi di valenza regionale scritte ad hoc. Il Coordinamento Sanità e Assistenza di Torino aveva anche inviato una nota alla Regione Piemonte in cui rilevava che “le Regioni non hanno alcuna possibilità di imporre contributi a coloro che non ricevono alcuna prestazione, compresi i parenti conviventi o non conviventi degli assistiti”.
«Per questo temiamo anche anche una eventuale nuova normativa regionale possa essere impugnata e noi dobbiamo agire nella totale legalità - dice Livio Tesio, direttore generale del consorzio Monviso Solidale -. In linea di principio, è giusto che paghi chi ha i soldi, ma la legge prevede che i non autosufficienti siano tutelati in via prioritaria, e che quindi le loro rette debbano essere integrate a prescindere dalla valutazione del reddito della famiglia. Così può capitare che una persona abbia lasciato il patrimonio ai figli e risulti senza alcuna risorsa: dipende dal buon senso dei congiunti intervenire finanziariamente, altrimenti noi non abbiamo strumenti legislativi». Per gli anziani autosufficienti, la richiesta di intervento finanziario ai parenti deve partire proprio da loro. In queso caso però, vista la condizione di autosufficienza, il consorzio assistenziale non è obbligato ad assicurare l’assistenza.
«Credo sia necessario approfondire la questione – conclude Germanetti -, mi pare che il Codice civile imponga comunque ai figli di assicurare gli alimenti ai propri genitori: si potrebbe partire da lì per dare avvio a un dialogo con la Regione attraverso la quale redigere una nuova legge che non presenti il fianco a eventuali ricorsi».
Alberto Prieri