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Il monito del vescovo di Mondovì per il coronavirus: «Richiesto a tutti un grande senso di responsabilità. La prima carità che dobbiamo usare: l’accettazione e l’applicazione fedele di quanto l’autorità civile ed ecclesiale ci chiedono»

Alla messa al Santuario di Vicoforte per affidare la Diocesi all’intercessione della Madonna

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Il monito del vescovo di Mondovì per il coronavirus: «Richiesto a tutti un grande senso di responsabilità, la prima carità dobbiamo usare: l’accettazione e l’applicazione fedele di quanto l’autorità c

Nella foto, la messa di domenica al Santuario di Vicoforte

VICOFORTE - Riportiamo il testo dell’introduzione fatta dal vescovo della Diocesi di Mondovì Egidio Miragoli in occasione della messa per l’affidamento della comunità alla Madonna. È stato letto nella liturgia di domenica 8 marzo nel santuario mariano di Vicoforte.

«Carissimi, viviamo un momento che mai nessuno avrebbe potuto immaginare, benchè la conoscenza della storia ci ammonisca: momento tragico per le persone e le situazioni coinvolte; momento di grande apprensione, ovviamente, anche per la confusione che regna sovrana.

Del resto la rapida diffusione dell’epidemia ha colto di sorpresa tutti, istituzioni politiche e sanitarie comprese, e i provvedimenti si susseguono generando incertezza anche nelle decisioni da prendere.

In questo momento è richiesto a tutti, ma proprio a tutti, un grande senso di responsabilità, innanzitutto nell’accogliere e mettere in pratica in maniera tempestiva le indicazioni di prudenza e di igiene pubblica.

La prima carità che possiamo e dobbiamo usarci è proprio questa: l’accettazione e l’applicazione fedele di quanto l’autorità civile ed ecclesiale ci chiedono. Nessuno presuma di fare da sé, nessuno si arroghi la responsabilità di mettere a repentaglio la salute o l’incolumità degli altri.

Mai come in questi momenti ci rendiamo conto anche della nostra fragilità umana e del bisogno dell’aiuto divino. Mai come in questi giorni sentiamo vere e attuali le invocazioni dei salmisti, che chiedono ad alta voce: Signore, salvaci!

Qui dove la Vergine Maria ha accolto le preghiere, i desideri e le lacrime di tanti, prima di noi, eleviamo la nostra preghiera per noi, per la nostra Chiesa, perché le nostre comunità vengano risparmiate da tante sofferenze. Non lo chiediamo in forza dei nostri meriti, che non abbiamo, ma confidando nella intercessione materna di Maria, che, da buona madre, saprà trovare giustificazione, davanti al suo Figlio,  anche per la nostra poca fede, i nostri peccati, la nostra lontananza da Dio.

Celebriamo l’Eucaristia anche per e a nome di tutti coloro che in questa domenica non avranno l’Eucaristia: le parrocchie della val Bormida in provincia di Savona, le diocesi vicine di Novara, Valdossola, Vercelli, Asti, Alessandria; le diocesi della Lombardia e tante altre.

Vogliamo ricordare tutti gli ammalati e tutti coloro che li assistono».

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