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Covid-19: «Postini non tutelati, se non ci sarà sicurezza, chiudano tutti i centri della "Granda"»

Intervento della Segreteria Provinciale SLC CGIL dopo la protesta a Mondovì

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Covid-19: «Postini non tutelati, se non ci sarà sicurezza, chiudano tutti i centri della "Granda"»

I postini al Centro di Smistamento di Mondovì

MONDOVì - Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia della difficoltà denunciata dai postini del Centro di Smistamento di Mondovì che hanno lamentato l'assenza di dispositivi di sicurezza (le mascherine) ed altre criticità che giorno per giorno sono affrontate dalle direzioni di ogni livello. Mercoledì la corrispondenza non è stata consegnata, giovedì sì, anche se in parte. Ora arriva la nota della Segreteria Provinciale SLC CGIL che è netta: “Manca il filtro nei confronti del pubblico, se non ci sarà sicurezza chiediamo di chiudere tutti i centri di distribuzione della "Granda".

Di seguito, la nota.

«Ad oggi in provincia di Cuneo, il servizio non garantisce a tutto il personale le misure necessarie a contenere il pericolo di contagio. Pur riconoscendo la difficoltà del momento, riteniamo che Poste Italiane non abbia fatto fino ad oggi quanto previsto dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

Si è provveduto solo in piccola parte a sanificare i luoghi di lavoro e non gli automezzi, gel disinfettante in quantità minima, carenza di mascherine e guanti monouso, centri di distribuzione poste ancora troppo affollati dai personale portalettere. Lunedì 15 marzo, anche a seguito della protesta dei lavoratori del Centro Distribuzione di Mondovì, che si sono rifiutati di entrare al lavoro per la mancanza di sicurezza, le OO.SS Provinciali hanno inviato all’azienda, al Prefetto e allo Spresal, la richiesta di chiusura di tutti i centri di distribuzione Posta della Provincia di Cuneo. 

Se la forte riduzione di personale agli sportelli garantisce, da una parte, il rispetto delle distanze tra gli operatori , ne ha esasperato il carico di lavoro diventato eccessivo per mancanza assoluta di filtro nei confronti del pubblico.Per questo chiediamo che vengano garantiti solo i servizi essenziali quali invio raccomandate o pacchi urgenti, ritiro corrispondenza, prelievo di contanti negli uffici privi di atm esterno, pagamenti di eventuali bollettini la cui scadenza non è rinviabile. Queste le motivazioni inserite nella lettera inviata il 17 marzo alle direzioni provinciali di Poste, nella quale si richiede di informare l’utenza sulle limitazioni di accesso agli uffici e sulle operazioni di motivata necessità.

Nell’attesa, si spera più breve possibile, che tutto ritorni alla normalità, chiediamo a Poste Italiane di provvedere immediatamente ad attuare tutte le misure di contenimento al contagio previste dal “Protocollo”, per continuare a fornire un servizio efficiente ai cittadini».

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