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Il “caso” della rsa di Villanova: 35 ospiti positivi al coronavirus su 37

Sono 18 i pazienti che saranno trasferiti tra Alba e Saluzzo – Attivati altri 20 posti letto Covid in Medicina a Mondovì

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Il “caso” della rsa di Villanova: 35 ospiti positivi al coronavirus su 37

I percorsi all'interno del pronto soccorso di Mondovì

MONDOVÌ – Dei 37 pazienti arrivati nella notte al pronto soccorso di Mondovì, 35 sono risultati positivi al coronavirus. Per due persone si stanno facendo ulteriori verifiche e poi ci sono i dipendenti: almeno cinque os sono positivi, più un "esterno". È il dato sconcertante e triste che arriva dall’esito dei tamponi effettuati alla totalità degli anziani della rsa “Don Rossi” di Villanova Mondovì. Dall’1 di notte fino all’alba gli ospiti sono arrivati al Dea del “Regina Montis Regalis” in modo massivo (qui l'articolo http://www.provinciagranda.it/home/2020/03/30/news/villanova-mondovi-nella-notte-evacuazione-della-casa-di-riposo-don-rossi-1021/). Medici, infermieri ed operatori sanitari della struttura sono stati impegnati a fondo, mentre il reparto si è dovuto adattare alla maxi emergenza nel giro di poche ore. Diciotto pazienti saranno trasferiti tra stasera e domani agli ospedali di Alba e Saluzzo, gli altri 20 resteranno a Mondovì, con il reparto di Medicina A che attiverà 20 posti Covid. È chiaro che questo adattamento mette in difficoltà la ricettività di eventuali pazienti non affetti da coronavirus, ma è tempo di emergenza e occorre trovar eun equilibrio tra le esigenze delle Case di Riposo e la disponibilità di letti negli ospedali dell’AslCn1. L’assessore Icardi, nel corso della conferenza stampa, dall’Unità di Crisi di Torino ha espressamente risposto alla nostra domanda così: «Le case di riposo oggi sono il problema: abbiamo disposto una mappatura completa e dettagliatissima dei positivi. Il caso di Villanova dimostra che la maxi emergenza funziona: se l'Unità di crisi ha disposto questo trasferimento, è segno che i casi erano gravi».

Anche gli ospedali pieni e la distribuzione dei letti covid non proprio equilibrata nell’ambito dell’AslCn1 sono il problema contingente e solo la resistenza e la caparbietà di chi opera nel mondo sanitario locale consente alle strutture di non “scoppiare”. Così è per Mondovì, così per altri ospedali. E l’allarme l’abbiamo già dato la scorsa settimana aprendo la nostra edizione cartacea con il titolo: a Mondovì e Ceva i posti covid si stanno esaurendo e così è avvenuto. Senza contare che anche la terapia intensiva, l’Utic, il Dea sono pieni di barelle e letti.

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