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La Settimana Santa nella Diocesi di Mondovì e le restrizioni per il coronavirus

Sabato 11 aprile la diretta la contemplazione in diretta della Sindone

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Diocesi di Mondovì: il messaggio del vescovo Miragoli alla messa di suffragio dei defunti al Santuario di Vicoforte

Nella foto, il vescovo di Mondovì alla messa al Santuario di Vicoforte

La Diocesi di Mondovì ci ha inviato il programma della Settimana Santa  tenendo conto delle restrizioni collegate al contagio da coronavirus. “Facendo sintesi degli orientamenti dati – scrive il vescovo Egidio Miragoli -, tenendo conto anche delle precisazioni contenute nella Nota del Ministero degli Interni inviata il 27 marzo 2020, sono ora offerte le indicazioni diocesane, a cominciare dai “criteri generali”: 1) Le celebrazioni avvengono a porte chiuse. Nel rispetto delle norme sanitarie (distanze, ecc...) si riconosce, tuttavia, la necessità "di garantire un minimo di dignità" alle celebrazioni stesse, assicurando un minimo di presenze per i diversi servizi-ministeri. 2) Come già in queste settimane, si suggerisca ai fedeli di usufruire delle varie iniziative offerte così da poter seguire le celebrazioni tramite i mezzi di comunicazione». Per i fedeli, da ricordare ancora che sabato 11 aprile alle 17 mons. Nosiglia guiderà dalla Cattedrale di Torino una liturgia di preghiera e contemplazione al cospetto della Sacra Sindone, trasmessa sia in diretta televisiva sia sui canali e le piattaforme social. 

LE LITURGIE

1. Domenica delle Palme
«Si fa una distinzione tra la celebrazione in cattedrale e quella nella chiesa parrocchiale. In parrocchia: "l’ingresso del Signore in Gerusalemme viene commemorato in forma semplice (terza forma del Messale Romano)". Non è prudente benedire gli ulivi e poi inviarli alle famiglie».
2. Messa crismale
«Il Decreto dà facoltà alle Conferenze Episcopali di trasferirne la celebrazione ad altra data. Sarà il Consiglio Episcopale Permanente a offrire un orientamento unitario. Preso atto che la celebrazione verrà trasferita ad altra data, quando sarà fissata verranno date indicazioni più precise».
3. Giovedì Santo (“in Coena Domini”)
«Il Decreto concede in via straordinaria ai presbiteri la facoltà di celebrare la S. Messa senza concorso di popolo. Stabilisce che siano omesse la lavanda dei piedi e la processione al termine della celebrazione: il Santissimo viene riposto nel Tabernacolo».
4. Venerdì Santo:
«L’atto di adorazione alla Croce mediante il bacio sia limitato al solo celebrante. Alla preghiera universale l’intenzione “per i tribolati” è quella predisposta dalla CEI».
5. Veglia pasquale
«Il Decreto prescrive che sia celebrata esclusivamente nelle chiese cattedrali e parrocchiali. In particolare: - si omette l’accensione e la benedizione del fuoco; - acceso il cero e omessa la processione, si canta il Preconio pasquale; - sono da rinviarsi i battesimi; - si mantenga soltanto il rinnovo delle promesse battesimali».
6. Giorno di Pasqua:
«Si celebri una sola Messa, come sempre e più di sempre, “per il popolo”. Oggi più che mai, il suono delle campane a distesa, annunci la celebrazione a porte chiuse».

 

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