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«Vergognosi ritardi nell’esecuzione dei tamponi: sono furioso»

Lo sfogo del presidente del “Sacra Famiglia” al primo giorno di test

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MONDOVì - «Sui tamponi al Sacra Famiglia non tollererò più ritardi. Si sono registrati oggi rallentamenti nella gestione delle procedure di test ai nostri ospiti. Il fatto è  intollerabile e non rispettoso di tutti i sacrifici dei ricoverati, ospiti e personale». È furioso Diego Bottero, presidente del Sacra Famiglia di Mondovì, la Casa di Riposo di via Ortigara in cui sono già stati registrati 9 operatori positivi al covid-19 e 12 ospiti sono ammalati e posti in isolamento in uno speciale settore della struttura. Oggi, mercoledì, è partito il rilevamento con i tamponi per gli oltre 80 ospiti, ma qualcosa è andato storto. I tamponi sono forniti dall’Ufficio di Igiene Pubblica d’intesa con l’Asl, ma poi occorre farli. «Se non si è in grado di gestire semplici test importantissimi per la tutela della salute lo si dica chiaramente – sbotta il presidente Bottero -. Stasera ho scritto al Prefetto sollecitando un suo duro intervento in qualità di ufficiale di governo e ho dato incarico ai nostri legali di valutare gli estremi di un esposto alla procura della repubblica. Abbiamo in mano la vita di più di cento persone, mi aspetto rigore e celerità da parte di tutti, ma soprattutto una valutazione del rischio». E poi la stoccata finale: «Possibile che quanto è successo nella Casa di Riposo di Villanova Mondovì non ci ha insegnato qualche cosa?» Il riferimento è al “caso della Don Rossi”, dove 36 ospiti sono stati trasportati, in una notte, in massa, al pronto soccorso dell’ospedale di Mondovì mettendo a dura prova la tenuta sanitaria del Dea monregalese. «Medito di incatenarmi con guanti e mascherina al cancello del Sacra Famiglia – conclude Bottero -, ma i tamponi devono essere fatti al più presto».

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