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Mondovì: «Non possiamo combattere una guerra senza le mascherine Ffpp2: chiedo la mobilitazione di tutta la città. Aumentano infetti e decessi»

Diego Bottero (presidente del Sacra Famiglia) chiede dispositivi di sicurezza e personale

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MONDOVÌ – «Il Sacra Famiglia deve essere dotato di mascherine Ffp2 se si vuole tutelare anziani e personale. È inconcepibile che non si capisca questo. Noi non siamo un ospedale, ma una Casa di Riposo. Non si combatte una guerra di trincea senza armi adeguate. La mia pazienza ha raggiunto il limite, non bastano proclami, comunicati e delibere regionali. Occorrono fatti concreti. Chiederò la mobilitazione di tutta la città, dei suoi rappresentanti, dei parenti e delle associazioni di volontariato. Non ho intenzione di cominciare a contare i morti per uno stato inadempiente sul dovere della tutela della salute. Questo non è un appello, ma l’inizio di una rivolta». Il grido preoccupato e diretto di Diego Bottero, presidente della Casa di Riposo “Sacra Famiglia”, è chiaro e arriva dritto al problema. Nella struttura dove sono stati eseguiti i tamponi a tutti, ospiti (sono un centinaio) e personale e i risultati cominciano ad arrivare (si conta già qualche positività), mentre nella giornata di sabato ci sono stati due decessi. Un intero reparto è stato organizzato con 8 positivi, ma 9 dipendenti (su 72) sono già in quarantena, mentre si attende l’esito di altri tamponi. Questa la situazione nella Casa di via Ortigara dove la direzione ha lanciato nei giorni scorsi un appello urgente: manca personale, mancano operatori e l’esigenza è importante. Il Presidente Bottero: «Ho scritto a tutti, dal prefetto all’Unità di Crisi per far presente la situazione. Sui dispositivi di protezione mi è stato risposto che si dispone, per ora, solo di materiale indispensabile alle strutture sanitarie. Intanto si infettano gli anziani e si infettano i dipendenti. Che senso ha combattere in prima linea senza armi? I dpi sono difficili da reperire e i tempi di consegna sono lunghi. In difetto delle protezioni, sarà un’ecatombe. La mia pazienza e comprensione sono in esaurimento. Uno Stato che si occupa di riaprire librerie, lavanderie, fabbriche e non si occupa di produrre protezione per chi rischi la vita è uno Stato senza dignità».

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