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Mondovì piange Piera Bonelli, la donna della Cisl che si è spenta a 95 anni

Cavaliere ufficiale, si occupava anche dei pensionati di Ceva

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Mondovì piange Piera Bonelli, la donna della Cisl che si è spenta a 95 anni

MONDOVì/CEVA - «Piera Bonelli è  stata la donna della Cisl monregalese. Una vita nel sindacato. Nel suo sindacato, la Cisl».  Aveva 95 anni e così la ricorda la Cisl provinciale che dedica alla monregalese una bella pagina di storia di vita tutta monregalese che riportiamo di seguito.

«Fin dagli anni ’70 era delegata sindacale della Ceramiche Besio dov’era entrata nel 1962. Negli anni della crisi dell’azienda fu lei, con i rappresentanti delle altre organizzazioni sindacali, a condurre le difficili trattative con la proprietà rappresentata dal dottor Levi e con il Comune di Mondovì. Ottenne in cambio della chiusura dello stabilimento di Mondovì, un nuovo stabilimento nel comparto industria e salvò così tanti posti di lavoro. Le Ceramiche Besio sono state la sua fabbrica. In quegli anni di sindacato unitario seppe fare un lavoro enorme senza perdere l’identità Cisl. Era una donna con un’innata capacità di persuasione. E’ sempre stata in prima fila, con la bandiera in mano in tutte le manifestazioni di piazza del Sindacato. E’ andata in pensione nel 1985 e da lì è iniziata la sua avventura nella categoria dei Pensionati Cisl che ha contribuito a “costruire” in modo determinante. Aveva un’idea chiara del ruolo sindacale, anche come pensionata. I pensionati non devono fare gli uscieri, devono fare i sindacalisti. Ha portato la categoria a fare contrattazione, con i Sindaci, con l’Asl (allora Ussl 66), a difendere la condizione di tanti anziani proprio in quegli uffici laddove gli anziani non trovavano grande ascolto.

Oltre a Mondovì ha cresciuto la categoria dei Pensionati Cisl a Ceva ed in valle Tanaro. Saliva in valle il mercoledì mattina insieme a Renzo Bologna, un altro grande vecchio della nostra organizzazione. Con la 127 rossa di Renzo. Si fermava a parlare con la gente, appendeva manifesti, faceva proselitismo. Nel frattempo Renzo raccoglieva pratiche: domande di pensione, vertenze di lavoro, documenti fiscali.

Ha frequentato fino a qualche anno fa, quasi novantenne, con solenne regolarità la sua casa, la sede Cisl di corso Statuto 7. Piera Bonelli è stata una donna contro i pregiudizi. Nel suo condominio a metà degli anni ’90 abitavano tre giovani immigrati africani irregolari. Li ha quasi allevati, da mamma. Lavava loro i vestiti, preparava da mangiare. Li aiutava, come ha fatto con molti.

Sapeva coinvolgerti come pochi altri. Ha saputo dominare una vita che troppe volte l’ha presa a schiaffi. Prima, quando ancora era una giovane donna, la perdita del marito Marco, poi nel 1989, già in pensione, il dolore più grande con la scomparsa del figlio Raimondo. Ma ha sempre saputo rialzarsi. Facendo fatica ma senza volerla nascondere. E’ stata una donna autentica. Ha “aggredito” la vita con una forza rara. Un concentrato di energia con la quale era complesso discutere di sindacato. Perché per lei, la Cisl veniva prima di tutto, aveva un approccio di fede, da innamorata. E’ stata la prima a percorrere la strada, in tutto o quasi. Alla Cisl mancherà “il cavalier ufficiale” Piera e, siamo sicuri, a Piera mancherà il suo Sindacato».

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