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La "Fase 2" dal 4 maggio: arriva il piano nazionale per le riaperture

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La "Fase 2" dal 4 maggio: arriva il piano nazionale per le riaperture

Nel prossimo decreto per l'emergenza non meno di 50 miliardi, mascherine e distanziamento fino a quando non saranno disponibili terapia e vaccino. In vista del Consiglio europeo, Conte, in Parlamento ha illustrato la strada da percorrere per aprire la fase 2 dal 4 maggio. Un programma di riaperture omogeneo su base nazionale ma tenendo conto delle specificità delle regioni, un sostegno più forte alle fasce deboli. E poi una revisione del modello organizzativo del lavoro e delle modalità del trasporto pubblico e privato.

 COSA RIAPRIRA' IL 4 MAGGIO

La scaletta delle riaperture prevede prima le imprese, solo dopo i negozi, bar, ristoranti e infine, proprio per ultime, le attività ricreative e affollate per eccellenza: concerti, eventi sportivi, cinema, discoteche, palestre. Il calendario però non sarà scandito solo dalla tipologia dell’attività, ma anche dal luogo: è possibile che il Governo individui delle macro aree all’interno delle quali spostarsi, che magari coincideranno con i confini delle regioni.

IMPRESE

Per le aziende si ripartirà in qualche caso prima del fatidico 4 maggio. Già mercoledì 22 aprile potrebbero ripartire alcune imprese che avranno dimostrato di poter rispettare le norme ormai note a tutti: distanziamento di almeno 1 metro tra le postazioni, dotazione di guanti e mascherine, pulizia due volte al giorno, dispenser di disinfettanti a disposizione dei lavoratori, sanificazione degli impianti di aerazione (aspetto importantissimo, di cui si parla poco) e ovviamente smart working da casa per chi già lo fa e potrà continuare a farlo. Il via libera sarà per i settore tessile e moda, automotive, rifiuti, cantieri ma solo se saranno rispettate rigorosamente le condizioni di sicurezza. E decisiva sarà anche la bassa rischiosità territoriale.

NEGOZI E PARRUCCHIERI

Per il commercio tocca aspettare almeno il 4 maggio, ma le aperture non saranno automatiche. Si dovranno scaglionare, come già si fa per gli esercizi aperti, gli ingressi: un cliente e due lavoratori per un locale di 40 metri quadrati, se è più piccolo massimo due persone dentro alla volta. La scelta in questo caso sarà concordata con i governatori regionali: è ipotizzabile che il Nord spinga per ripartire, mentre il Sud che è riuscito a contenere l’ondata non voglia rischiare di essere beffato per eccessiva imprudenza. I negozi di parrucchieri ed estetista potranno lavorare solo su appuntamento, con un cliente alla volta, e dotandosi di dispositivi simili a quelli utilizzati negli studi medici. Ogni oggetto usato dovrà essere sterilizzato.

BAR E RISTORANTI

Per questa categoria la data ipotizzata è quella dell’11 maggio, che corrisponde anche alla fine del lockdown in Francia (Macron vorrebbe persino riaprire alcune scuole, dal 12). Le attività saranno ovviamente rivoluzionate: la bella stagione consentirà di sfruttare gli spazi all’aperto, ma non basta. Serve comunque un netto distanziamento tra i tavoli, anche di 2 metri, per permettere il passaggio di camerieri e altri clienti. Le categorie scalpitano, con l’arrivo della stagione turistica che si vorrebbe in qualche modo salvare, ma tecnicamente la valutazione è molto complicata.

CINEMA, TEATRI, PALESTRE

Queste sono le attività con pericolosità più alta. Bollino rosso. Per gli esperti se ne dovrebbe riparlare addirittura a settembre, ma ancora una volta l’estate potrà forse consentire l’apertura di arene open air, con ampio distanziamento dei posti a sedere e vendita dei biglietti rigorosamente online per evitare file. Per le palestre la situazione è critica: in teoria sarebbero da evitare, anche in virtù del fatto che l’attività fisica aumenta l’intensità respiratoria e l’emissione dei famosi droplet, le goccioline di saliva che espelliamo ancora di più sotto sforzo. Una ipotesi potrebbe essere quella delle lezioni individuali, tipo personal trainer

APP IMMUNI

Tra i tanti cambiamenti in arrivo, c’è anche l’utilizzo della App per tracciare gli spostamenti degli italiani nella transizione verso cure certe e vaccino anti Convid-19: il governo si affiderà alla App “Immuni”, l’applicazione scelta dal commissario Domenico Arcuri che, a fine settimana scorsa, ha firmato l’ordinanza per svilupparla. Stando alle previsioni si potrà scaricare, su base volontaria, dai primi di maggio.

i scaricherà dall’Apple Store o da Google Play a seconda del sistema operativo (iOs o Android) adottato dal proprio smartphone. Servirà a due scopi: tracciare un diario clinico personale che archivi dati sul proprio stato di salute, senza che alcun dato lasci il dispositivo; tracciare i contatti avuti dall’utilizzatore con altre persone che abbiamo anch’esse scaricato l’App. Il tracciamento si basa su tecnologia Bluetooth che permette allo smartphone di riconoscere gli altri cellulari. E’ questa la funzione che impatta con la privacy ma con le barriere del caso: chi risulterà positivo al virus sarà consultato dal medico sulla possibilità di sbloccare, volontariamente e grazie a un codice, la lista dei contatti (resi anonimi) che ha incrociato. A questo ultimi verrà inviata una notifica per comunicare che sono a rischio contagio, devono mettersi in quarantena o fare il tampone. Nessuno dei dati raccolti verrà diffuso prima che il paziente abbia deciso di dare il consenso al loro utilizzo.

Un aspetto da non sottovalutare è l’accettazione del nuovo strumento: perché risulti efficace, infatti, dovrà essere adottata almeno dal 60% degli italiani

 

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