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Mondovì: consigliere comunale incompatibile con la carica? La questione sollevata dal sindaco durante l’assemblea pubblica

Gianpiero Caramello sarebbe stato ancora presidente del convitto "Casati" quando accettò la carica

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Mondovì: consigliere comunale incompatibile con la carica? La questione sollevata dal sindaco durante l’assemblea pubblica

La seduta del consiglio comunale in videoconferenza di martedì

MONDOVÌ – La questione è seria, perchè di mezzo ci sarebbero dichiarazioni pubbliche rese da un consigliere comunale ed atti ufficiali. Ancora più seria perchè è venuta fuori durante il consiglio, vale a dire la massima “esposizione pubblica” delle questioni amministrative e politiche della città. Si svolge a Mondovì, durante l’assemblea “di stampo covid-19” svoltasi martedì pomeriggio: consiglieri e giunta in videoconferenza, mascherine, distanze anticontagio. Il confronto (a distanza) è tra il sindaco Paolo Adriano ed il consigliere comunale (di minoranza) Gianpiero Caramello. La questione: caramello avrebbe dichiarato (con un’autocertificazione, al tempo del suo insediamento in consiglio) di “non trovarsi in alcuna delle situazione di incandidabilità”. Una dichiarazione sottoscritta da chiunque accetti di diventare amministratore pubblico. A sostenere che, invece, Caramello non era candidabile, è il primo cittadino, Paolo Adriano: il consigliere, al momento dell’ingresso in consiglio per una surroga (febbraio 2018, al posto di Donatella Garello che aveva lasciato per impegni di lavoro), sarebbe stato ancora presidente dell’Istituto “Casati Baracco”, il noto convitto “partecipato” anche dal Comune. La controversia è scaturita da un punto all’ordine del giorno che, in realtà, trattava di tutt’altra cosa. Si parlava di variazioni al Piano Regolatore e il consigliere Caramello è uscito (come altri colleghi) dall’aula perchè “parte interessata”, lasciando, però, un documento al consigliere Guido Tealdi da leggere in aula. Tealdi l’ha letto per intero, dichiarandosi “in linea” con il contenuto, una formula che ha fatto “digerire” al presidente del consiglio Tomatis l’inconsueta formula di “uscire dall’aula, ma fare lo stesso dichiarazioni”, come sottolineato, protestando, da alcuni assessori e consiglieri di maggioranza. Insomma una bagarre in cui il primo cittadino ha messo il “carico da 11” dicendo, in videoconferenza: «Non mi stupisco del comportamento di Caramello: del resto ha occupato per svariati mesi due ruoli incompatibili essendo consigliere comunale e presidente del Casati». Il consigliere non ha replicato poiché era fuori dall’aula. Da noi contattato, siamo in attesa di una sua dichiarazione.

I DOCUMENTI

Il 23 febbraio 2018 Caramello firma e consegna al segretario comunale l’autocertificazione in cui dichiara di essere candidabile secondo legge. Dello stesso giorno risulta una dichiarazione dello stesso Caramello che “rassegna in modo irrevocabile le proprie dimissioni da presidente dell’ente e da consigliere”. Preso atto della dichiarazione, il consiglio comunale lo “surroga” al posto della Garello, con delibera del 26 febbraio 2018. C’è una delibera del consiglio di amministrazione del Casati 29 maggio in cui Caramello compare (e firma) in qualità di presidente, nel periodo in cui era consigliere comunale. Il 31 maggio presenta una dichiarazione al segretario comunale in cui scrive che ha ricoperto la carica di presidente al Casati fino al 22 febbraio. Altro cda del Casati il 13 settembre: compare di nuovo la firma di Caramello in qualità di presidente.

Da precisare che l’incarico di presidente del Casati non è remunerato, quindi Caramello non è mai stato pagato per quella carica. Altra precisazione: oggi il Casati ha un nuovo cda e un nuovo presidente, quindi l’incompatibilità si riferisce ad un periodo del passato.

 

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