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La replica di Giampiero Caramello al sindaco Adriano: «Mai stato incompatibile e chi sostiene il contrario, dice il falso»

La questione era stata sollevata dal primo cittadino: «Presidente del Casati e consigliere: non si può»

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La replica di Giampiero Caramello al sindaco Adriano: «Mai stato incompatibile e chi sostiene il contrario, dice il falso»

Nella foto, Caramello e il consiglio comunale in videocollegamento

Altro capitolo del “caso Caramello” sollevato in consiglio comunale dal sindaco Paolo Adriano in consiglio comunale, lunedì, collegato in videoconferenza. Il primo cittadino ha indicato una incompatibilità nel primo periodo del mandato consiliare. Le tappe della vicenda sono ctenute in questi articoli:

 http://www.provinciagranda.it/home/2020/04/22/news/mondovi-consigliere-comunale-incompatibile-con-la-carica-la-questione-sollevata-dal-sindaco-durante-lassemblea-pubblica-1388/

 http://www.provinciagranda.it/home/2020/04/23/news/mondovi-vicenda-caramello-un-colpo-basso-del-sindaco-1406/

 http://www.provinciagranda.it/home/2020/04/23/news/il-sindaco-adriano-sul-caso-caramello-altro-che-posizione-di-potere-cio-che-ho-detto-e-solo-la-verita-1410/

Ora la lunga replica di Caramello, che riportiamo di seguito.

 

Gent.mo Direttore,

stupisce che chi fa l’avvocato di mestiere attribuisca allo scrivente una incompatibilità senza aver preventivamente verificato la situazione e la normativa. Sono profondamente dispiaciuto per essere stato oggetto, in una pubblica assemblea ed in mia assenza, di un attacco personale da parte del Sindaco senza aver avuto nemmeno la possibilità di replicare. Le affermazioni fatte da parte del primo cittadino hanno sempre una particolare risonanza, e proprio per questo prima di pronunciarle bisognerebbe ben verificarle.

Ringrazio anche i colleghi di opposizione che hanno inteso esprimere pubblicamente la loro solidarietà. Peccato che anche in questo caso il Sindaco abbia inteso strumentalizzare le loro parole. E’ normale, infatti, che si siano limitati ad intervenire solo sui discutibili modi di fare di chi rappresenta tutti i cittadini, dal momento che nel merito spetta a me intervenire.

Ogni qualvolta che non si è d’accordo con l’operato dell’amministrazione o si tocca qualche nervo scoperto queste sono le reazioni. Ne sono già stato vittima in passato ma quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale lo ritengo inaccettabile!

 Venendo al merito questi i fatti:

 -          Al momento del mio ingresso in consiglio comunale non ero  incompatibile con la carica di consigliere comunale e non lo sono mai stato. Chi dice diversamente dice il falso. Il ruolo di Presidente del Casati (gratuito e in puro spirito di volontariato) non determina nessuna incompatibilità con il ruolo elettivo del consigliere comunale; una conferma viene dall’art. 63 del D.lgs 267/2000.

-          Le  dimissioni da Presidente e consigliere di amministrazione dell’Istituto Casati, antecedenti il mio ingresso in consiglio comunale, sono state rassegnate nell’interesse del convitto stesso. Il mio timore era che la carica di consigliere comunale avrebbe potenzialmente reso incompatibile il mio ruolo di Presidente; infatti, il Dlgs 39/2013 prevede l’incompatibilità dell’incarico a Presidente rispetto alla carica comunale, e non viceversa.

- L’art. 14, comma 3 dello Statuto dell’Istituto Casati prevede che il Presidente dimissionario mantenga le funzioni fino alla nomina del nuovo Presidente. (Lo Statuto del convitto è depositato in Comune e quindi il Sindaco non può dire di non esserne a conoscenza). Ho quindi dovuto mantenere il ruolo di facente funzione in attesa che il Sindaco provvedesse alla nomina di un nuovo componente del consiglio di amministrazione in mia sostituzione.

Questa la realtà dei fatti. Di conseguenza, le affermazioni circa mie presunte dichiarazioni non veritiere all’atto del mio ingresso in consiglio comunale, apparse sui giornali, sono false, e le violente critiche che il Sindaco mi ha rivolto sono chiaramente infondate. Il paradosso è che l’avv. Adriano mi accusa di incompatibilità per aver continuato nell’incarico al convitto (rimarco a titolo gratuito), quando a ciò sono stato costretto a causa della sua stessa inerzia. Dalla notifica al Comune delle mie dimissioni dal Casati (02/2018) alla nomina di un nuovo componente (10/2018), il Sindaco ha fatto trascorrere ben 8 mesi! Dunque, a causa della sua inazione, sono stato obbligato a permanere nel ruolo di facente funzione, e a continuare ad assumermi la responsabilità di un ente che ospita circa 60 minori! (cosa che comunque, in spirito di servizio, ho fatto ben volentieri)

 Qualcuno ha anche voluto fare delle verifiche su quanto da me auto-certificato al Comune. Credo di aver agito in modo corretto. Mi sono limitato ad indicare la data di presentazione delle mie dimissioni dal Casati in modo trasparente.

 Viene anche da domandarsi: come mai insinuare una mia presunta incompatibilità dopo tutto questo tempo?  Come mai il Sindaco, prima di puntare il dito contro di me, non ha guardato all’interno della sua maggioranza? Mi risulta, infatti, di non essere il solo, tra i consiglieri comunali, ad aver rivestito incarichi in enti in cui il Comune ha poteri di nomina.

 Un brutto modo di porsi quello dell’avv. Adriano che per mera polemica politica ha inteso alimentare dubbi sulla mia serietà e correttezza. Lascio ai cittadini giudicare, ma penso che questi metodi aggressivi e sterili vadano abbandonati al più presto.

 Credo che in questo momento la Città di Mondovì abbia problematiche ben più serie a cui pensare ed invito Il Sindaco a concentrarsi per la loro soluzione piuttosto che dare adito a polemiche contro le persone.

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