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Ormea, coronavirus: polemiche per i test sierologici eseguiti da un medico lombardo

Il sindaco Ferraris: «Iniziativa privata, il Comune ha messo a disposizione struttura in cui sono state rispettate le restrizioni covid»

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Ormea: polemiche per i test sierologici eseguiti da un medico lombardo

ORMEA – Ha suscitato qualche polemica ad Ormea l’iniziativa di un medico lombardo, ma originario del paese della valle Tanaro, che su richiesta di un gruppo di residenti ha effettuato una serie di test sierologici nell’edificio del centro che fino a qualche anno fa ospitava la casa di riposo, poi trasferita in viale degli Orti. Proprio sull’opportunità di utilizzare questi locali “in un momento in cui vige il divieto di assembramento” si sono concentrate le critiche di alcuni. Altri, interessati invece ad effettuare il test, hanno lamentato la mancata pubblicità dell’iniziativa.

A replicare è stato, via Facebook, il sindaco Giorgio Ferraris:

“Legittimo chiedere chiarimenti da parte di chi sarebbe stato interessato ai test. A costoro rispondo che, essendo un'iniziativa privata, chi l’ha organizzata non aveva alcun obbligo di pubblicizzare un servizio che, peraltro, non si poteva garantire a tutti. Non entro nel merito della validità del test, che, per un puro motivo di opportunità, non ho fatto. So che comunque il medico che li ha effettuati è disponibile a tornare se ci sono richieste”.

In merito invece all’utilizzo delle sale dell’ex casa di riposo e sugli assembramenti: “Gli organizzatori mi avevano richiesto di poter utilizzare una sala comunale, poi abbiamo concordato che sarebbe stato più opportuno l'uso di un locale non utilizzato nell'edificio, attualmente chiuso, della vecchia casa di riposo, che è stato adeguatamente ripulito e disinfettato. Il medico che ha fatto i test è un professionista che ne sta facendo centinaia per aziende, enti e strutture e ha adottato tutte le protezioni e le norme di sicurezza del caso, per tutti. Non vi è stato alcun assembramento o coda, in quanto chi ha organizzato si è preoccupato di fare in modo che le persone arrivassero scaglionate (una ogni cinque minuti) e di garantire il necessario distanziamento. Sono stato sul posto prima che iniziassero i test a verificare la situazione”.

Infine: “É stata anche un'iniziativa utile per avere un quadro più completo della nostra situazione sanitaria locale rispetto all'epidemia del coronavirus: il fatto che dai test dei nostri concittadini risulti che nessuno di loro è entrato in contatto con il virus è una positiva conferma che la nostra comunità è sostanzialmente "a posto". Questa è la cosa che, personalmente e come sindaco, mi sta più a cuore”.

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